Aiuto, la Sampdoria non c’é più -l’Udinese vince e se ne va-

Chi si aspettava – tra cui chi scrive – una risposta di impegno e sacrificio dopo la pessima recita di Bergamo nella partita più importante del mini ciclo di ferro è rimasto deluso e amareggiato. L’Udinese, non proprio una corazzata, stende la Sampdoria per 2-1 ma ben al di là dello striminzito risultato che appare sui tabelloni al termine della partita.

Giampaolo ha a disposizione buona parte della formazione titolare, eccettuati i lungodegenti Gabbiadini e Damsgaard, lo squalificato Thorsby, gli infortunati Askildsen, Supryaha e Conti, e può schierare a Udine il modulo prediletto, con il rientro di Yoshida in mezzo alla difesa e di Candreva e Bereszynski reduci da squalifica. Ma se a Bergamo lo schieramento aveva destato perplessità, non è che ritornando all’antico le cose siano migliorate, anzi.

Dall’altra parte Cioffi mette in campo il suo undici migliore, ma a fare la differenza è l’atteggiamento: grintoso al limite della spavalderia quello dei locali, compassato e fin troppo rilassato quello dei blucerchiati, che infatti vanno sotto dopo quattro minuti. La Sampdoria non riesce a ripartire, il pallone perviene sulla destra a Pereyra su cui Murru è troppo morbido. Il bianconero può arrivare fino alla linea di fondo da dove rimette nell’area piccola per l’ottimo Deulofeu che ha tutto il tempo di controllare e battere a rete indisturbato, senza trovare alcuna resistenza. Gol che fotografa la partita blucerchiata.

La formazione di Giampaolo non riesce a scuotersi, non supera mai la metà campo e al 12’ subisce il colpo del ko. Deulofeu va via centralmente, ancora una volta incontrastato, e prova la soluzione personale. Bereszynski, del tutto fuori posizione, intercetta malamente e devia verso il liberissimo Udogie che, da sinistra, trafigge facilmente Falcone per il 2-0.

Potrebbe essere già finita prima ancora di iniziare, ma un minuto più tardi un lungo lancio di Yoshida vede l’incerto Becao, in vantaggio sulla sfera, farsi sfuggire Caputo che libera il destro e accorcia, dopo un lungo consulto tra Irrati (ha diretto bene, e non era così scontato) e VAR che certifica la corretta posizione di partenza dell’attaccante barese.

Il pensiero di chi osserva la gara è che lo scossone possa intimorire la squadra di casa e galvanizzare i blucerchiati. Ma, appunto, è solo un pensiero. La partita continua a farla l’Udinese, eccettuato un ottimo spunto di Candreva che al 18’ serve un cioccolatino per la testa di Quagliarella, la cui conclusione centrale è però facile preda di Silvestri.

Per il resto sono i friulani a comandare la partita: ogni volta che i ragazzi di Cioffi scendono danno sempre l’impressione di poter segnare, la difesa non libera mai un pallone con decisione (schiava forse della costruzione dal basso tanto cara a Giampaolo), il centrocampo gioca sempre spalle alla porta avversaria, l’attacco non riceve palle giocabili.

Al 23’ una doppia, grande occasione per i bianconeri: dapprima Deulofeu serve di tacco Beto, murato al momento del tiro, e sugli sviluppi Bereszynski perde in area (in area!) un pallone sciagurato che solo la pessima mira di Udogie non trasforma in rete.

Contiamo occasioni in serie per la squadra di casa fino alla mezz’ora, quando Udogie, da solo, trova la risposta di Falcone – visibilmente scocciato con i compagni di reparto – che mette in angolo con un gran volo.

Poi l’Udinese rifiata ed esce la Sampdoria per quello che rimarrà l’unico sprazzo di vitalità di tutta la partita. Al 34’ Sensi – un’altra partita anonima e senza trovare la posizione – viene imbeccato in area. Lo stop a seguire mette fuori causa anche il portiere avversario ma l’ex Inter si decentra e può solo guadagnare un calcio d’angolo.

Attorno al 38’ è la Sampdoria a disporre di due ottime occasioni consecutive. Dapprima Caputo, servito in corridoio da Bereszynski, spara fuori dallo specchio non di molto, e pochi istanti dopo è Candreva a masticare un destro da ottima posizione su assist di Sensi, con la palla che va lenta e fuori misura sul palo più lontano.

Non succede altro e le squadre vanno al riposo con la sensazione che la Sampdoria abbia progressivamente trovato la chiave per mettere in difficoltà la difesa di casa, piuttosto apprensiva se costretta alle corde.

Ma il secondo tempo non vede quella rabbia, quella grinta, quell’intensità che sarebbero necessarie per ribaltare un incontro che sembrerebbe alla portata.

È nuovamente la squadra di casa a chiudere i blucerchiati nella loro metà campo, e al 48’ Arslan conclude alto da buona posizione. Il giro palla al limite dell’area dei friulani è efficace e soprattutto mal contrastato dalla Sampdoria, che potrebbe capitolare ancora al 65’, quando Pereyra di sinistro manda alto.

Male soprattutto i terzini di Giampaolo: svagato e irriconoscibile Bereszynski, mollo e impreciso Murru, ma non è che i compagni si coprano di gloria: Ekdal non imposta e non difende, Sensi non produce niente di memorabile, Candreva appare un pesce fuor d’acqua e persino Rincon non fa sentire la sua proverbiale presenza fisica.

Così al 66’ Walace impegna Falcone dopo un prolungato possesso dei padroni di casa, e sul corner susseguente Beto di testa stampa sulla traversa quello che sarebbe potuto essere il pallone dell’archiviazione definitiva del match.

Giampaolo prova a rimescolare le carte. Fuori Ekdal, ammonito e sempre messo in mezzo, per Vieira, che per lo meno prova a dare un po’ d’ordine alla mediana, e uno stralunato Candreva per Sabiri, che invece non riuscirà ad incidere e, anzi, perderà diversi palloni nel tentativo di mettersi in proprio.

Al 71’ l’occasione più nitida per il pareggio capita sui piedi di Caputo, che si destreggia bene in area ma trova la risposta in angolo di Silvestri.

Pochi minuti più tardi ecco Ferrari per uno Yoshida che non sembra aver ancora appreso i termini tecnici della difesa giampaoliana, la consueta (e stucchevole) staffetta tra Murru e Augello, e l’esordio blucerchiato di Giovinco per un irriconoscibile Sensi.

Ma non solo la gara doriana non lievita: c’è soprattutto spazio per le scorribande di Deulofeu – migliore in campo – che dapprima vince un rimpallo e calcia malamente fuori, e poi serve un assist al bacio per Beto che non arriva al centravanti locale per la bella risposta di Falcone che respinge il cross di piede.

Di fatto non succede più niente. Irritante però il finale blucerchiato: tantissimo possesso palla, passaggi in orizzontale (o in verticale, ma all’indietro), e nessun tentativo di trovare varchi nella retroguardia locale, facilitata nel disinnescare ogni velleità di verticalizzazione, che arriva solo con palloni mandati avanti a caso, senza un’idea di gioco, verso un Caputo volenteroso e un Quagliarella generoso ma incapace di formulare una sola conclusione verso la porta avversaria in tutta la ripresa.

Finisce così, con la palla sempre tra i piedi dei giocatori ospiti ma senza nemmeno la foga di provare a cercare soluzioni da lontano o quegli improbabili tarversoni centrali che tanto contraddistinguevano i finali di partita sotto la guida tecnica di D’Aversa.

Una sconfitta netta, oltre il punteggio, e che stavolta deve far pensare. È mancato tutto: dall’atteggiamento alle idee, ed è esercizio sterile cercare responsabili individuali di una disfatta collettiva, anche se colpisce l’involuzione di tanti interpreti solitamente più concreti, come Bereszynski, Colley, Ekdal e Candreva. Il calendario non è affatto semplice e la salvezza tutta da raggiungere. Ma serviranno uno spirito diverso e idee di gioco che rendano meno leggibile quella ormai arcinota costruzione dal basso, lenta e macchinosa, che regala palloni agli avversari e non produce nulla sul piano offensivo. Sempre che la tenuta fisica di una squadra che si appoggia molto su tanti giocatori over trenta non costituisca un ulteriore problema per questa Sampdoria.

Tabellino

Udinese (3-5-2): Silvestri 6,5; Becao 5, Mari 6, Perez 6; Molina 6,5, Arslan 6 (73’ Jajalo n.g.), Walace 6,5, Pereyra 6,5, Udogie 6,5; Beto 6 (82’ Pussetto n.g.), Deulofeu 7,5. All. Cioffi 7.

Sampdoria (4-3-1-2): Falcone 6,5; Bereszynski 4,5, Yoshida 5 (72’ Ferrari 6), Colley 5, Murru 4,5 (77’ Augello n.g.); Candreva 5 (67’ Sabiri 5), Ekdal 5 (67’ Vieira 6), Rincon 5,5; Sensi 5 (77’ Giovinco n.g.); Caputo 6, Quagliarella 5. All. Giampaolo 5.

Arbitro: Irrati 6,5 (Carbone/Valeriani – Meraviglia – Abisso/Longo)

Calci d’angolo: 11-4

Ammoniti: Pereyra 44’, Walace 55’, Ekdal 63’, Murru 68’, Arslan 68’, Becao 74’, Deulofeu 97’..

Recupero: 3’ e 4’.

Reti: 4’ Deulofeu, 12’ Udogie, 13’ Caputo.

Giuseppe Viscardi

Condividi
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.