Lo Spezia in 10 resiste all’assedio della Roma sino al 99′, poi cede per un rigore

Sembrava una di quelle partite magiche per gli Aquilotti di Thiago Motta e stregate per  i loro blasonati avversari, in cui lo Spezia quasi non solo sarebbe riuscito a sfangare un pareggio dopo aver subito l’assedio avversario per 90 minuti più recupero, ma persino a conquistare una vittoria corsara, come contro Napoli e Milan; invece stavolta al 99′ è arrivata la beffa. Invece al 93′ su un mischione Zaniolo ha centrato per due volte la traversa, ed è stato centrato lui in faccia da un calcio volante di Maggiore, e dopo 5 minuti abbondanti  di Var e proteste, Abrahm è andato dal dischetto. L’inglese, decisamente non in serata, essendosi mangiato il gol anche nell’azione da cui è scaturito il penalty, ha battuto chirurgicamente. Provedel ha intuito l’angolo ma non c’è stato nulla da fare. La vittoria è indubbiamente stata meritata per i giallorossi, ma lo Spezia è stato davvero a un passo da un altro clamoroso bottino: giocava infatti in 10 per la doppia ammonizione di Amian tra il 39′ e il 45′.

I giocatori dello Spezia scendono in campo con una divisa da riscaldamento con la scritta “Stop War” tinteggiata del gialloblù dell’Ucraina, tutti gli occhi sono per un commosso Kovalenko, che pure non parte titolare.

Il tecnico italo-brasiliano presenta i suoi con il consueto 4-2-3-1 molto ibrido, con Nzola punta di riferimento davanti a una trequarti molto fluida costituita da Agudelo, Verde e Sala, con Bastoni e Kiwor a supporto, mentre Amian, Erlic, Nikolau e Reca costituiscono il quartetto davanti a Provedel.

Per la Roma di Mourinho, in realtà guidata da Salvatore Foti, considerando la squalifica del portoghese, vice di soli 34nne, un recentissimo passato da calciatore in cui è transitato a più riprese alla Sampdoria senza troppo fortuna, un 3-4-2-1 in cui Pellegrini e Mkhitaryan giostrano a supporto di Abraham.

I capitolini delineano l’andamento del match già al 2′, quando Mancini impatta di testa su un angolo di Veretout ma ma trova la reattiva risposta di Provedel. Ancor più pericolo un tiro a effetto dal limite al 8′ di Pellegrini a lato di poco, mentre resterà praticamente un unicum l’occasione creata al 16′ da Verde , usualmente pericolosissimo ex, che disorienta il marcatore con un elegante stop e riversa di potenza a sorpresa su Rui Patricio, che però protegge bene la porta. Subito dopo è bravissimo Provedel con una doppia respinta, prima su Pellegrini da fuori area e poi su Abraham sulla ribattuta. Un minuto dopo è ancora il britannico a cercare il gol, sparando alla destra del portiere spezzino. Son passati solo 20 minuti e la Roma ha già sparato a mitraglia contro la porta avversaria, e non ha ancora liberato tutta la sua potenza di fuoco, che esploderà in tutta la sua forza nella ripresa.

Prima sul finale di tempo la dolorosa doppia ammonizione di Amian, che al 39′ rifila una manata in faccia a Zalewski in un acceso duello sulla mediana e appena 6 minuti dopo condanna i suoi all’inferiorità numerica con un’entrata in netto ritardo su Pellegrini. Così si riesce dagli spogliatoi con le formazioni accortamente rimaneggiate per l’evento occorso: Thiago Motta si copre togliendo Verde e immettendo Ferrer, Foti-Mourinho si fanno più baldanzosi con Zaniolo in ragione di Mancini.

La muraglia non sembra però destinata a durare a lungo perché la Roma si fa pericolissima già dai primissimi minuti della seconda frazione: Abraham sbaglia di testa da pochi passi senza inquadrare lo specchio, poi all’interno della stessa azione al 49′ Zaniolo al volo mette paura a Provedel e Cristante piombando sul pallone colpisce il palo.

Al 56′ break dei bianchi e azione travolgente di Nzola che stravince il duello fisico con Zalewski e si accentra penetrando in area e saltando pure Cristante per poi sfoderare un gran mancino. Rui Patricio para. Ma si riprende subito sulla consueta falsariga: tiro a effetto di Veretotu che non inquadra.

Al 73′ Abraham manda alle ortiche un’azione ben ricamata mancando totalmente un appoggio per il compagno da due passi, ed è l’ultima occasionissima prima del parapiglia nel finale, arrivata dopo mezz’ora di assedio sfrenato, con la Lupa che si protende con tutti i denti e le zanne ben in mostra, incurante di sguarnire il ventre. Lo Spezia però non ha proprio le forze per provare a colpire in contropiede. Sembra riuscire ad arrivare però incolume al suono della campanella e alla spartizione dei punti, ma proprio sul gong arriva il colpo del KO, anche se per certi versi è ancora lo Spezia a mollarlo, considerando che il calcio che Maggiore abbatte sul volto di Zaniolo, per quanto fortuito, provoca una fuoriuscita di sangue al biondo trequartista. Considerando l’esito finale, sarà però stato ben lieto di aver sacrificato alla Dea Vittoria questo piccolo sacrificio.

Federico Burlando

 

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