“Return to play”: il nuovo protocollo per gli atleti guariti dal Covid. Il punto della FMSI

Visite raccomandate agli atleti guariti, per un ritorno agli allenamenti in sicurezza. Questo è l’obiettivo del nuovo protocollo, voluto dal Ministero della Salute. Ecco tutte le indicazioni.

La visita medica sportiva con quesito “Return to play” è prenotabile solo per atleti positivi al Covid e guariti dall’infezione asintomatica o paucisintomatica o malattia lieve per rilascio certificato integrativo di Return to play. L’utente deve essere in possesso di apposito Modulo Rtp redatto dalla società sportiva.

Gli atleti minorenni sono esenti ticket, mentre i maggiorenni dovranno pagare un ticket che sarà indicato in sede di visita. L’appuntamento dovrà essere fissato almeno 14 giorni dopo la guarigione dal Covid presso lo stesso specialista che ha rilasciato il certificato di idoneità ancora in corso di validità.

Gli atleti positivi al Covid e guariti da malattia moderata o severa saranno rimandati dal proprio Mmg / Pls per un corretto inquadramento diagnostico e terapeutico necessario a eseguire gli accertamenti propedeutici alla successiva visita di idoneità Return to play.

All’atto della visita, si rammenta la necessità di portare con sé:

  • Richiesta visita “Return to play” compilata dalla società sportiva di appartenenza
  • Tessera sanitaria magnetica
  • Eventuale documentazione clinica / sanitaria
  • Precedente certificato di idoneità agonistica in corso di validità

Gli atleti minorenni devono essere accompagnati da un genitore o da una persona adulta munita di delega scritta e documento del secondo genitore.

Luca Ferraris, presidente della FMSI (Federazione Medico Sportiva Italiana) Genova, ha rilasciato a Liguriasport un commento sul nuovo protocollo:

“Gli strascichi cardiologici del virus non sono frequenti e non sono gravi, tuttavia esistono dati scientifici che dicono che il Covid può lasciare problemi cardiovascolari, come le pericarditi, e soprattutto le miocarditi, che a loro volta possono essere origine di aritmie. Quindi è giusto che un soggetto che ha avuto il Covid, anche se l’ha avuto in forma lieve o addirittura da asintomatico, si sottoponga, prima di ritornare all’attività sportiva, a un controllo ulteriore. Questo è stato l’oggetto della circolare del Ministero della Salute del 18 gennaio. Direi che comunque, rispetto alle precedenti norme, queste sono un po’ meno stringenti perché l’aumento dei dati scientifici, prodotti nel corso dei due anni di pandemia, ha permesso di capire che queste temute complicanze cardiovascolari sono meno frequenti di quanto si potesse pensare inizialmente, soprattutto nei giovani e nei giovanissimi, e in particolare negli sportivi che sono una popolazione già studiata per le patologie cardiovascolari”.

Poi una battuta sugli effetti della pandemia:

“Le difficoltà sono state diverse. Principalmente sono state legate alle particolarità di alcuni nostri esami di medicina sportiva. Per esempio la prova sotto sforzo deve essere svolta con la mascherina per evitare un potenziale contagio da parte di un soggetto positivo. A partire dal primo periodo di lockdown, piano piano, abbiamo cercato di modificare le procedure in maniera tale da venire incontro ai nostri sportivi. Un altro problema è stato che molte persone non hanno rinnovato la visita proprio perché non potevano accedere agli impianti sportivi. Poi, appena possibile, hanno chiesto di rinnovarla ma le richieste sono arrivate tutte insieme. Ci siamo trovati di fronte ad una richiesta di prestazioni molto concentrata nel tempo e molto elevata. Tanto è vero che un po’ tutti i centri hanno dovuto allungare le liste d’attesa. Su questo problema si sono poi aggiunti quelli legati al ‘Return to play’, che ha ulteriormente aumentato le richieste di visite anche per i soggetti con il certificato ancora valido. Al momento tutti quanti stiamo facendo del nostro meglio per venire incontro a questa esigenza. Visto che i contagi stanno diminuendo possiamo pensare che in futuro diminuiranno anche le visite del ‘Return to play’ e quindi si tornerà a una situazione di normalità. Anche per gli atleti visitati in ambiente pubblico, sarà possibile usufruire di questa prestazione . Credo che nei prossimi mesi, mi auguro entro l’inizio dell’estate, la situazione possa tornare alla normalità, in modo tale che le visite possano esser distribuire sull’intero anno, come in passato, e si possa tornare a tempi d’attesa accettabili per prenotare queste prestazioni”.

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