Un Genoa battagliero e Mr X Blessin impongono lo 0-0 all’Inter

Era l’Inter in cattiva serata o il “Blessinpressing” ne ha impedito una vittoria che pareva scontata? La verità spesso sta nel mezzo ma questa sera il Grifone ha tanti meriti nell’aver negato ai nerazzurri di Inzaghi, approfittando del pari pomeridiano del Milan, di riprendersi la vetta della classifica. L’abbraccio finale della gradinata Nord, che sulle note di “Gente di mare” omaggia la squadra, certifica che questo Genoa, ad onta di una classifica quasi disperata, è ancora vivo e venderà cara la pelle prima di alzare bandiera bianca. E questo è lo spirito che piace alla gente, incarnato da Leo Ostigard, norvegese di Molde, ventidue anni, baluardo insuperabile davanti a Sirigu e miglior uomo in campo in senso assoluto.

Sorprendono in avvio le scelte di Blessin, che punta su una squadra senza punti di riferimento avanzato, con Yeboah terminale offensivo supportato da Gudmunsson e Melegoni, con Destro, Rovella e Cambiaso in panchina ed il sempre presente Ekuban fermato da problemi fisici; Inzaghi si affida ai “titolarissimi” dopo le tre sconfitte (coppa compresa) nelle ultime quattro, preferendo i soli D’Ambrosio e Sanchez a Skriniar e Lautaro.

Nei primi sei minuti sono gli ospiti a partire forte, con Brozovic che scalda i guanti di Sirigu da fuori e con la bella manovra in velocità tra Dzeko e Barella che prelude al destro di Calhanoglu che sfiora il palo sinistro ma un minuto dopo la clamorosa palla gol è del Genoa: la spizzata aerea di Yeboah premia l’inserimento di Gudmunsson che s’infila tra D’Ambrosio e Perisic e davanti ad Handanovic cestina a lato cercando il tocco di giustezza. Che il Genoa sia in serata si lo si capisce poco dopo, quando ancora Perisic in versione difensiva è costretto a murare “Duracell” Portanova ed al di là di un’incornata in torsione di Dzeko alzata in angolo da Sirigu i campioni d’Italia non riescono ad articolare una manovra decente, asfissiati in ogni zona del campo dai ragazzi di Blessin, con Sturaro capitano coraggioso, Badelj metronomo finalmente tornato ai suoi livelli, Melegoni che al netto di qualche leggerezza corre e ricama, Portanova indemoniato a tutto campo e Yeboah che interpreta al meglio il ruolo di guastatore offensivo, con il solo islandese Gudmundsson che appare troppo timido ed una retroguardia dove giganteggia Ostigard, ben supportato dai compagni. E Sirigu in questa fase può dormire sonni tranquilli, al di là di uno sterile possesso palla nerazzurro, che alla fine sarà del 73%. Poco prima della mezz’ora Brozovic soffocato in costruzione nella propria tre quarti perde palla pressato da Yeboah ed il destro da fuori di Melegoni, reso impazzito dalla tramontana sferzante, per poco non sorprende Handanovic che si salva con la manona destra di richiamo.

Il finale di tempo vede riprendere campo il Biscione, Dumfries cestina alto dopo servizio di Dzeko, il tiro cross da sinistra di Perisic non trova per un nulla la deviazione di Dzeko sottomisura e sul destro di Calha murato dalla difesa Perisic conclude in curva.

Nella ripresa l’Inter alza il proprio baricentro e parte forte, dallo sviluppo di una punizione di Calha lo schema libera in area Sanchez con Dumfries che alza di testa il servizio del cileno; Maksimovic deve alzare bandiera bianca rilevato da Cambiaso, con Vasquez che scala in mezzo ma dura pochi minuti la partita dello sfortunato esterno, che si immola sul tentativo di Dumfries e resta a terra, uscendo in barella tra gli applausi. Blessin allora si affida a Calafiori, con Kallon che entra al posto di uno sfinito Yeboah, autore di una prova convincente e di grande generosità.

Aumenta la pressione nerazzurra, fioccano i calci d’angolo (alla fine saranno 14 a zero) e sulla battuta da destra di Calha all’altezza dell’area piccola D’Ambrosio prende il tempo a tutti, centrando una clamorosa traversa con la difesa che allontana, il turco poco dopo su punizione sfiora il palo sinistro di Sirigu, il Genoa non riesce più ad uscire dalla propria metà campo e lo fa solo al 26’, Melegoni sfugge a D’Ambrosio e serve l’arrembante Calafiori che conclude sull’esterno della rete. Sirigu sventa un minuto dopo in volo plastico la torre di Dzeko per Sanchez, che finisce la sua partita priva di spunti sostituito da Lautaro, con Vidal che entra per Calhanoglu. Sturaro arriva stanco e scoordinato sulla palla respinta male dalla difesa meneghina e scarica alto dal limite al 33’, un minuto dopo Lautaro da fuori scalda le mani di un attento Sirigu che alza in corner e un minuto dopo prolunga l’ennesimo corner calciato da Brozovic, con Barella che conferma di essere in debito d’ossigeno ed in mediocre serata calciando alle stelle da posizione defilata, prima di lasciare il posto a Vecino. Di Marco rileva Perisic e Blessin opera gli ultimi cambi, facendo rifiatare il generosissimo Portanova e Gudmunsson, con Amiri in campo per l’arroventato finale insieme a Rovella.

Si sbraccia a bordo campo Inzaghi che capisce l’importanza che avrebbe ai fini della classifica una rete dei suoi ma il Grifone, sospinto dall’incitamento della sua gente ed arroccato davanti a Sirigu, vuole fortissimamente portare a casa il punto. Lautaro alza di testa il servizio di Di Marco, il fischiatissimo Caicedo entra nel finale per D’Ambrosio ed è proprio la meteora ecuadoriana in rossoblù che serve in area a sinistra l’arrembante Lautaro ma qui Ostigard certifica la sua sontuosa prestazione murando in corner il puntero argentino ed esultando con i pugni rivolti alla Sud alle sue spalle, come se avesse segnato un gol. E sul colpo di testa di Dzeko centrale al quarto dei cinque di recupero finiscono le ostilità, per il quinto pareggio della banda Blessin.

Un punto che potrebbe servire a poco ma che con undici partite ancora da disputare tiene ancora in corsa una squadra che ha mostrato di essere viva e capace di mettere in grande difficoltà chiunque. Difficile trovare varchi contro ragazzi che Blessin sa mettere in campo con grande sagacia, coprendo con corsa, sacrificio e spirito di squadra tutte le linee di passaggio degli avversari. Certo ora lo step successivo, sperando non sia troppo tardi, sarà quello di cominciare a vincere, per accorciare su chi sta davanti e per mettere pressioni alle dirette concorrenti. Il match di domenica prossima all’ora di pranzo, quando a Marassi arriverà l’Empoli di Andreazzoli, sarà davvero l’ultima spiaggia per poter sperare e comunque questa sera il popolo rossoblù è uscito soddisfatto dallo stadio, dopo aver cantato a lungo anche quando le squadre erano già sotto la doccia.

Detto di Ostigard dominatore nella sua area e migliore in campo vogliamo sottolineare anche la prova attenta e senza sbavature di Vasquez, quella tutta grinta e corsa di Portanova, un classe 2000 che ormai è diventato titolare inamovibile, la miglior prestazione di Melegoni, che ci si augura abbia compreso che nel calcio spesso oltre al fioretto serve la spada e Yeboah che, tutto solo tra i giganti della difesa avversaria, appare l’interprete offensivo ideale per il gioco voluto da Blessin.

Deludente l’Inter, soffocata nella manovra dal “Blessinpressing”, con il solo Dzeko che ha saputo elevarsi oltre la sufficienza in una serata che ha certificato il momento difficile dei campioni d’Italia.

GENOA-INTER 0-0

GENOA (4-3-2-1): Sirigu 6,5 – Hefti 6 Maksimovic 6 (8’ s.t. Cambiaso n.c. 16’ s.t. Calafiori 6,5) Ostigard 7,5 Vasquez 7 – Sturaro 6,5 Badelj 6,5 Portanova 7 (37’ s.t. Rovella n.c.)- Gudmundsson 6 (37’ s.t. Amiri n.c.) Melegoni 6,5 – Yeboah 6,5 (16’ s.t. Kallon 5,5) All: Blessin 7 A disposizione: Sempre, Marchetti, Ghiglione, Destro, Frendrup, Hernani, Galdames

INTER (3-5-2): Handanovic 6 – D’Ambrosio 6 (42’ s.t. Caicedo n.c.) De Vrij 5,5 Bastoni 5,5 – Dumfries 5,5 Barella 5,5 (38’ s.t. Vecino n.c.) Brozovic 5 Calhanoglu 5,5 (28’ s.t. Vidal 5) Perisic 6 (38’ s.t. Di Marco n.c.) – Sanchez 5 (28’ s.t. Martinez) Dzeko 6,5 All: Inzaghi 5,5 A disposizione: Cordaz, Radu, Gagliardini, Ranocchia, Darmian, Skriniar

Note: serata con vento piuttosto forte, terreno di gioco in discrete condizioni. Ammoniti: Perisic, Portanova, Ostigard. Calci d’angolo 14-0 per l’Inter. Spettatori paganti 14314 per un incasso di Euro 230.355. Recupero: 0 + 5.

MARCO FERRERA            

 

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