Empoli in difficoltà, la Samp può allontanarsi dalla zona calda

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Nonostante lo squillante successo di due settimane orsono sul Sassuolo, la classifica dei blucerchiati è tutto meno che tranquillizzante. Non esistono motivi di allarme, ma il risveglio di Venezia e Cagliari e le due gare da recuperare dell’Udinese un briciolo di inquietudine lo insinuano in un ambiente contrassegnato da troppe incertezze. Quella… esistenziale concerne la società, e le recenti dichiarazioni del presidente Lanna non hanno contribuito a diradare le nubi. Si parla già apertamente – nel caso in cui non dovesse materializzarsi una cessione entro aprile – di un ridimensionamento, con il ricorso al vivaio di casa e ad una politica di ulteriore contenimento delle spese.

Alla luce di queste prospettive, la permanenza in A diventa ancor più importante, addirittura vitale e dovrà passare attraverso una cospicua serie di vittorie o, perlomeno, di risultati utili. Occorrerà soprattutto sfruttare quelle gare contro compagini che poco hanno ancora da dire al campionato, non avendo la caratura per puntare all’Europa a neppure la paura di venir risucchiati nella zona baratro.

L’Empoli appartiene a questo novero: il suo girone di andata, davvero superlativo, ha permesso di accumulare punti sufficienti a respirare, anche se la quota sicurezza è ancora distante. I nove turni consecutivi senza vittorie, però, qualcosa hanno detto riguardo alla compagine di Andreazzoli: sono il segnale di un calo forse fisiologico, di un appannamento progressivo, acuito a gennaio dalla cessione del “regista” Ricci, finito a rinforzare il Torino, La speranza, in casa doriana, è che l’involuzione prosegua, anche se proprio questa fila di risultati negativi potrebbe indurre gli azzurri del presidente Corsi a scuotersi improvvisamente.

Regna dunque una comprensibile incertezza riguardo al rendimento degli ospiti, ma anche i blucerchiati debbono fornire risposte in merito alla loro reale consistenza. Probabile che la vera Samp non sia quella incolore (seppur immeritevole di perdere) vista all’opera alla Spezia e neppure quella scintillante, irresistibile che ha umiliato il Sassuolo. La… via di mezzo tra le due versioni dovrebbe comunque bastare a tagliare il nastro della salvezza.

Giampaolo ha già conferito ordine e disciplina tattica, oltre ad aver lavorato profondamente nel cervello dei suoi atleti, senz’altro più convinti delle proprie possibilità e fiduciosi. La fase di copertura è già ad un ottimo punto, come attesta la tenuta egregia contro il Milan, ma adesso – dimenticando la vendemmiata a danno dei neroverdi, beneaugurante ma anche fuorviante – è indispensabile trasformare una squadra a vocazione prettamente difensiva in un undici capace di comandare la partita e di rendersi pericoloso in zona gol.

Finalmente l’allenatore – in attesa di recuperare Yoshida, ormai entrato in gruppo e già pronto a tornare almeno in panca – ritrova qualche elemento chiave. Quagliarella non ha ancora nelle gambe i novanta minuti, ma un’ora di match è in grado di reggerla, con l’auspicio che ritrovi cammin facendo una parte dell’antica brillantezza e possa esaltare con la sua presenza il 4-3-1-2 giampaoliano. Caputo, dal canto suo, dopo aver dato segni di risveglio, ha l’opportunità di punire nuovamente la sua vecchia squadra come aveva fatto all’andata, quando non poteva disporre delle rifiniture di un certo Sensi.

Il talento urbinate, intanto, dovrebbe giocarsi del rientro di Ekdal, che lo solleva dai compiti di costruzione. L’ingresso dello svedese e la pressoché certa conferma di Candreva – cui non si può rinunciare a cuor leggero, specialmente a Marassi – implica il sacrificio di un mediano tra Rincon e Thorsby, con il norvegese maggiore indiziato, date le sue difficoltà a calarsi nel gioco del nuovo trainer.

In difesa, per finire, Murru dovrebbe spuntarla ancora su Augello e Ferrari riprendere il proprio posto al fianco di Colley dopo la prova in chiaroscuro di Magnani al Meazza.

L’impianto tattico alternativo, da sviluppare in corso d’opera, contempla l’uscita del capitano, l’ingresso di Conti e l’introduzione del 3-5-1-1 con Sensi mezza punta, Bereszynski spostato come terzo centrale e Murru (o Augello) avanzato sulla linea dei centrocampisti. D’altronde, con Giovinco in infermeria e Supryaga in netto ritardo di forma e di ambientamento, non esistono ulteriori soluzioni in prima linea.

PIERLUIGI GAMBINO

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