Genoa-Salernitana: ne sopravvivrà (forse) solo una!

Di primo acchito, si potrebbe sostenere che tra Genoa e Salernitana è in palio il platonicissimo penultimo posto, ma l’aritmetica concede ancora ad entrambe qualche pallida chance di rimonta salvezza, ammesso che si vinca questo primo scontro diretto. Già il pareggio, epilogo tutt’altro che da scartare, sarebbe altamente penalizzante per l’una e l’altra, obbligate ad affrontarsi a viso aperto in una sorta di finalissima, con un solo risultato in palio.

Rossoblù e granata partono con in precedente beneaugurante a testa: i campani infatti vinsero rocambolescamente la gara di andata sfruttando una strana carambola, a due metri di altezza, tra i giganti Djuric e Maksimovic: fu forse il capitolo meno glorioso del travagliato girone ascendente del Grifone. Il Genoa ha dalla sua il successo nell’ultimo scontro diretto, al Ferraris, in Coppa Italia. Una sfida contrassegnata da un… Gronchi rosa: il primo ed unico sigillo vincente di Ekuban, cui il presidente Preziosi assegnò con superficialità l’eredita di Shomurodov.

Pochi cambiamenti nel Genoa

L’italo ghanese è passato attraverso tre allenatori senza perder il posto di titolare, dribblando le smorfie di una tifoseria indispettita dalla sua sommaria tecnica e nel contempo ammirata dalla sua generosità e dal suo atletismo.

Anche Blessin non intende rinunciare ai suoi servigi, ma è giunta l’ora che il coloured di Villafranca e i suoi compagni di avventura rammentino che le partite di calcio vivono su due fasi in costante alternanza: quella difensiva, che i genoani stanno interpretando sontuosamente, e quella offensiva, che per contro presenta bilanci assolutamente disastrosi. Siccome non è più tempo di pareggi, è il momento di spezzare quell’umiliante record di anemicità che dura ormai da quasi 450 minuti. Fu Matia Destro, a Reggio Emilia, l’ultimo rossoblù ad esultare: da allora, pure lui è piombato nell’abisso di un’allarmante sterilità offensiva.

Mister Blessin ha sorriso di fronte alla prestazione offerta contro l’Udinese e al prezioso pareggio dell’Olimpico, ma è conscio che occorra passare al più presto all’incasso. Tuttavia, non pare che l’obbligo a vincere la gara lo spinga ad una rivoluzione, sia nella tattica, sia negli uomini. E se è obbligata una sostituzione in retrovia, dovuta all’infortunio di Bani e alla squalifica di Ostigard, in avanti la voglia di cambiamento potrebbe restringersi all’esordio dal primo minuto di Amiri, che la società ha pescato in Germania per garantirsi un salto di qualità. In teoria, ci sarebbe pure un secondo fresco acquisto da tenere in considerazione – l’islandese Gudmundsson – ma il trainer appare intenzionato a spedirlo ancora in panchina, per utilizzarlo in corso d’opera come soluzione disperata.

Simile appare il destino di Piccoli, l’altro centravanti disponibile: in molti lo vorrebbero in campo al posto di Destro, ma le probabilità sono scarse.

Alle spalle della prima punta dovrebbero agire il tedesco, Ekuban e, sull’altro versante, uno tra Portanva (lievemente avvantaggiato) e Yeboah, con l’auspicio di moltiplicare le palle-gol e, soprattutto, concretizzarle.

Di sicuro non muterà l’atteggiamento: pressing alto appena persa palla e offensive numericamente nutrite, per evitare che gli attaccanti rimangano privi di appoggi. Importante il lavoro che dovranno svolgere i due mediani, e se Sturaro appare sicuro del posto, Badelj, comunque rigenerato dalla cura Blessin, deve guardarsi da Rovella, forse meno geometrico e tecnico ma più fresco e dinamico.

In retrovia, per finire la lacuna suddescritta apre ad un ballottaggio al centro tra Maksimovic e Vasquez, a sua volta utilizzabile anche sulla fascia sinistra, dove concorrono pure Cambiaso, tornato a disposizione da squalifica, e capitan Criscito, finalmente guarito.

Nuovo look della Salernitana con tanti “vecchi” nomi

Questo Genoa giovane ma non giovanissimo punta a battere una Salernitana letteralmente stravolta, oltreché invecchiata, in sede di mercato bis dal nuovo patron e dal d.s, Sabatini, Non mancano i “nomi” nelle file granata: l’ex romanista Fazio, la vecchia conoscenza rossoblù Radovanovic (riportato a centrocampo da mister Colantuono), l’ex granata Verdi l’ex doriano Bonazzoli (reintegrato dopo un bel po’ di polemiche), oltre a due riserve di lusso come il fuoriclasse Ribery (condizionato dall’anagrafe) e quel Perotti che per mesi aveva vanamente provato a farsi ritesserare dal Genoa.

Le carenze difensive emerse tra i campani anche nel posticipo contro lo Spezia alimentano la speranza di un popolo che non riempirà solo la Nord, ma dovrebbe avvicinarsi numericamente al limite di capienza imposto dalla normativa anti-Covid. I tifosi sono pronti a farsi sentire, ma ora tocca ai loro beniamini trasformare l’entusiasmo ricevuto in palloni finiti nel sacco altrui.

PIERLUIGI GAMBINO

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