Esordio di Sensi, ritorno di Colley, arrivo di Giovinco: la nuova Samp di Giampaolo

Quel nuvolone legato al grave infortunio a Manolo Gabbiadini non oscura la luce del sole nel cielo sampdoriano, mai così sereno da diversi mesi.  In due settimane e mezzo di lavoro, Marco Giampaolo ha rivoltato come un calzino una squadra che nel derby con lo Spezia era parsa sconclusionta, abulica, fragile: in una sola parola, inconsistente. Dalle stalle del Picco si è passato alle lucentissime stelle di Marassi, dove il Sassuolo è stato letteralmente stritolato da una compagine irriconoscibile in meglio.

Il muovo mister si è strameritato una consistente fetta dei meriti di questa rigenerazione. Col suo predecessore D’Aversa non si era mai assistito ad approcci così perentori e feroci. I due gol in 7 minuti saranno stati anche favoriti da qualche distrazione dell’allegrissima difesa neroverde, ma sono scaturiti in primis dall’atteggiamento di un gruppo tornato coeso e rivolto ad un unico obiettivo: la rinascita.

Il trainer di Bellinzona però non si à limitato a ricaricare le pile dei suoi ragazzi. Li ha pure catechizzati sotto l’aspetto tattico, rimodulando la squadra secondo le sue idee, con una particolare attenzione alla fase difensiva, che era apparsa particolarmente carente.

Gli innesti che hanno fatto la differenza

Tutto ha funzionato nell’ultima Samp, ma – detto del valore aggiunto inerente Giampaolo – va altresì precisato che Colley, tornato dopo l’avventura in Coppa d’Africa, e Sensi, all’esordio assoluto in blucerchiato, hanno cambiato letteralmente il volto dell’intera compagine. Il primo è stato assolutamente perfetto, intimorendo solo con la sua presenza i pur reputati attaccanti emiliani, sempre disinnescati da interventi puntualissimi. Il secondo ha squadernato una serie cospicua di giocate fantastiche, tipiche non dei buoni giocatori ma dei campioni autentici, Il giocatore marchigiano pareva avesse gli occhi anche nella nuca: intelligenza superiore, classe, morbidezza di piede fanno parte del suo repertorio davvero eccezionale. Ma più che certi colpi pazzeschi suscita ammirazione la semplicità dei suoi tocchi, la perenne scelta della migliore soluzione.

Falcone sotto le luci della ribalta, Supryaga da rivedere

Sotto la guida di mister Marco e con questi po’ po’ di innesti, anche gli altri doriani sono lievitati come una torta fragrante. Non uno è mancato all’appello, se escludiamo la fuggevole apparizione di un Supryaga spaesato (se proprio vogliamo giustificarlo). Un particolare elogio va trasmesso a Murru, ormai padrone della fascia difensiva di sinistra, e al portiere Falcone, autore di rimarchevoli parate. Il vecchio titolare Audero, ormai, è stato prepotentemente detronizzato.

Non men importante, poi, il ritorno al gol di Caputo, che si è pure riguadagnato un penalty: la sua resurrezione regala tonnellate di fiducia ad un ambiente ancora choccato dal lunghissimo stop cui sarà obbligato Gabbiadini, la cui stagione è finita in anticipo. Vero che anche Sensi, quando impiegato da trequartista o da seconda punta è in grado di assicurare una certa messe di gol, ma la prima linea nella sua globalità è l’unico reparto a destare qualche preoccupazione. D’altronde, il 39enne Quagliarella passa da un eccesso all’altro e su Supyaga si nutrono legittimi dubbi legati ad un felice inserimento.

C’é pure spazio per una Formica Atomica?

Da rimarcare, in questo quadro non tranquillizzante, la celerità con la quale la società ha individuato e poi contattato Sebastian Giovinco, che per caratteristiche è ben più gradito a Giampaolo rispetto a due altri prospetti pescati nel gruppo degli svincolati: Diego Costa e Pellè. L’ex juventino ha 35 anni e da un lustro abbondante ha abbandonato il calcio italiano per sposare dapprima la MLF statunitense e poi l’Arabia Saudita, Da qualche mese è fermo, e ciò potrebbe implicare qualche settimana di lavoro per riacquisire una condizione sufficiente, ma è un rischio che si doveva correre, data la chiusura del mercato di riparazione.

Con o senza l’apporto della “formica atomica”, questa Samp ha una caratura più che sufficiente ad allontanare qualsiasi apprensione riguardante la salvezza. Anzi, ripetendo certe prestazioni come l’ultima offerta, l’approdo al centroclassifica sarebbe un logicissimo approdo. Vero che una rondine non fa primavera, ma certe premesse solo solidissime, e già dall’impegno in casa del lanciato Milan, con un Ekdal in più nel motore, si potranno ricevere le residue risposte.

PIERLUIGI GAMBINO

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