Lo Spezia supera 1-0 e inguaia la Samp in un secondo tempo scoppiettante

Non finisce la crisi di risultati della Sampdoria, alla quarta sconfitta consecutiva nelle prime quattro del ritorno mentre vola lo Spezia, tredici punti nelle ultime cinque, alla terza vittoria consecutiva. Diciamo subito che il pari meglio avrebbe rispecchiato l’andamento di un match bloccato per un’ora, con le due formazioni che sembravano accontentarsi della divisione della posta. Ed invece il guizzo spezzino a metà ripresa concretizzato in rete dal miglior giocatore in campo, Daniele Verde, ha fatto piombare nel baratro la formazione affidata nuovamente a Giampaolo, ora con soli tre punti di margine (di fatto due per le sconfitte negli scontri diretti) sul Cagliari e due sul Venezia, che deve recuperare una partita.

Giampaolo con Candreva insoddisfacente trequartista, primo tempo senz’emozioni

Il tecnico di Giulianova non rinuncia al trequartista nel modulo preferito affidando il compito a Candreva, che già nelle ultime partite aveva smarrito la splendida forma che aveva mascherato i problemi della formazione di D’Aversa e l’ex interista inciderà davvero poco nella posizione, si affida al centrocampo muscolare con Rincon e Thorsby ai lati di Ekdal ma anche la posizione molto defilata del norvegese non ne valorizza appieno le caratteristiche in un una fase della stagione in cui anche il biondo vichingo appare in costante involuzione. Le assenze di Colley e Yoshida costringono ad affidarsi all’inedita coppia Ferrari e Magnani davanti a Falcone che gioca al posto del lungo degente Audero.

Tante le assenze blucerchiate ma pesanti quelle spezzine, che devono rinunciare a capitan Maggiore ed all’ultimo anche a Bastoni, le anime del centrocampo viste due settimane fa a Marassi nella vittoria contro il Genoa. Thiago Motta, reduce dalla vittoria clamorosa nella San Siro rossonera, affianca l’ex Sala in mezzo insieme a Kiwior, affidando a Verde, Gyasi e Kovalenko il compito di supportare l’unica punta Manaj.

Entusiasmo a mille in riva al Golfo per gli aquilotti, con i cinquemila consentiti che spingono la squadra di casa e tifosi doriani sparsi qua e là ma il primo tempo scorre via in una noia assoluta, con le due squadre attente a non sbilanciarsi e lasciare varchi. Insistito e sterile possesso palla blucerchiato, con difesa attenta e bloccata, Spezia molto arretrato che cerca di sfruttare le ripartenze che però in tutta la prima frazione non si vedranno.

Il primo e unico spunto dalle parti di Provedel al 14’ quando viene lanciato Gabbiadini che si libera alle spalle di Nikolau ed arma il sinistro davanti al portiere di casa che sventa in corner ma tutto viene vanificato dalla partenza in leggero fuorigioco dell’attaccante. Lo Spezia sciupa un paio di ripartenze con Sala che conferma di non avere piedi da centrocampista e si affaccia pericolosamente solo al 36’, quando il traversone da sinistra di Reca non viene agganciato da Kovalenko all’altezza del dischetto.

Tutta qui la prima frazione, con Manganiello che sanziona Erlic e Thorsby e risparmia in avvio un paio di gialli ai difensori spezzini che frenano un paio di azioni doriane, adottando un metro consenziente che cambierà nella ripresa e che risulterà penalizzante nell’economia della partita doriana.

Ultimi 20 minuti di lotta accesa, segna Verde dopo il palo di Caputo

Anche la ripresa pare aprirsi sulla stessa falsariga, dopo due minuti Ekdal esce palla al piede nella propria trequarti, viene attaccato alle spalle e nella corsa allarga la mano che colpisce al volto Manaj: Manganiello ferma il gioco ed ammonisce correttamente lo svedese ma nella circostanza sbaglia ad accordare la punizione allo Spezia quando il primo a subire fallo era stato Ekdal e la punizione di Verde termina in curva Ferrovia.

La Samp troppo monocorde, scolastica e poco concreta della prima frazione avanza il proprio baricentro ed al 14’ costruisce la prima palla gol, con la bella imbucata di Gabbiadini che mette Caputo davanti a Provedel ma l’attaccante, ancora una volta molto deludente, non riesce a far di meglio che tentare un timido tacco che Provedel sventa con il corpo in corner, quando la punta avrebbe dovuto intervenire con altra determinazione per sbloccare il risultato.

È la fase decisiva della partita che di fatto prende la strada spezzina nell’arco di cinque minuti: è il 23’ quando il corner battuto lungo da Candreva trova all’altezza dell’area piccola lo stacco di Caputo, che ha l’unico spunto della sua insipida partita e di testa ruba il tempo a Nikolau, con la sfera che dopo aver battuto a terra si stampa sul palo interno della porta di Provedel ed un minuto dopo, nel primo tiro in porta, i padroni di casa segnano la rete che deciderà la partita. Agudelo, entrato da pochi minuti al posto di Kovalenko, raccoglie un invito di Gyasi, trova un varco nella zona di centro sinistra della difesa doriana e mette in mezzo di destro, che non è il suo piede, per Verde che sempre di destro, lui che è mancino, approfitta dell’errata marcatura di Bereszynski e fulmina Falcone che cerca inutilmente di respingere con il piede di richiamo.

Picco in delirio per il gol del suo calciatore più talentuoso, la Samp come un pugile ferito si riversa nella metà campo spezzina, Gabbiadini viene murato al momento del tiro ed al 28’ un altro episodio dice male all’undici di Giampaolo con Ekdal, fino a quel momento uno dei pochi a salvarsi , che smanaccia nuovamente a centrocampo per uscire da una mischia e Manganiello è inflessibile nel comminargli il secondo giallo, tarpando di fatto il tentativo di rimonta della Samp, in dieci negli ultimi venti minuti di gara. Ferrer entra per Sala, Murru e Vieira al posto di Augello e Thorsby, entrambi insufficienti. La spinta del pubblico moltiplica gli sforzi dei ragazzi in maglia bianconera, Nzola entra per Manaj, Verde ed Agudelo ora possono impegnare i maggiori spazi lasciati dagli avversari e fanno valere la loro tecnica con il colombiano che con un’accelerazione improvvisa arriva al limite ed esplode il sinistro che appena deviato da Ferrari lambisce il palo alla sinistra di Falcone.  Spezia, Spezia!!!” canta il pubblico del Picco che capisce l’importanza di una vittoria che potrebbe rappresentare una buona fetta di salvezza anticipata, i padroni di casa fanno girare palla e la Samp è incapace di avvicinarsi dalle parti di Provedel, Vieira sbaglia un appoggio e la ripartenza di Gyasi viene sprecata con una conclusione alta. Verde esce tra gli applausi scroscianti e lascia il posto ad Antiste che entra tarantolato e con lo spirito giusto che deve avere chi vuole salvarsi, diverso da quello di troppi blucerchiati troppo molli e con scarso spirito agonistico. Nei quattro minuti di recupero i blucerchiati provano a riacchiappare un pari che sarebbe comunque consono a quanto visto nel pomeriggio di sole che anticipa la primavera, Provedel si accartoccia a terra dopo la punizione da destra di Candreva che non trova la deviazione giusta di Caputo e Torregrossa e sul tiro alto e scentrato di Gabbiadini si chiude una partita che la Samp non avrebbe dovuto perdere e che ora apre scenari inquietanti per l’undici di Giampaolo.

Quattro sconfitte di cui due in scontri diretti contro Cagliari e Spezia e dopo la sosta in casa contro il Sassuolo ed il viaggio nella Milano rossonera. Un’involuzione di gioco e di risultati da allarme rosso per la Samp dopo il derby vinto a metà dicembre, due pareggi conquistati contro Venezia e Roma prima di Natale ed un gennaio senza un punto conquistato, con una grande confusione a livello societario, il ritorno di Romei ed Osti, Lanna presidente e l’esonero di D’Aversa, anche lui responsabile di troppe rimonte subite, dopo la sconfitta contro il Toro della settimana scorsa.

Crisi Sampdoria su tutti i fronti

Una squadra che ha pagato pesantemente i tanti infortuni, uno su tutti quello di Yoshida costretto ad uscire ad inizio ripresa contro il Cagliari, quando la Samp era in vantaggio, con una difesa già orfana di Colley in coppa d’Africa e quella rimonta subita dagli isolani ha di fatto cambiato le sorti della stagione dei sardi, rientrati prepotentemente in gioco con quei tre punti insperati della Befana blucerchiata ed ha aperto una crisi che ha portato all’esonero di D’Aversa.

Mancano la fantasia di Damsgaard e quella a sprazzi di Verre, Quagliarella da tempo è un’ombra del grande capitano che è stato, Caputo sta deludendo partita dopo partita e nel momento in cui Candreva e Gabbiadini, che hanno spesso mascherato con le loro prodezze prestazioni insufficienti, accusano un calo di forma e condizione sono dolori. Contro il Cagliari l’ex interista ed al Picco Ekdal sono stati espulsi, due tra i leader della squadra, a sottolineare ulteriormente il nervosismo che serpeggia nell’ambiente; Thorsby ed Augello inanellano prestazioni sempre negative ed hanno palesato un’involuzione preoccupante se paragonata a quelli ammirati nella scorsa stagione, l’innesto di Rincon , diligente e fisicamente pronto, non può bastare per una rosa che in questo finale di mercato ha assoluto bisogno di un attaccante e di un centrocampista . Conti e Magnani possono rappresentare decenti alternative per la difesa ma la società dovrà mettere a disposizione di Giampaolo i due giocatori necessari per evitare una retrocessione che avrebbe conseguenze letali per una società in attesa del cambio della proprietà.

Spezia esaltante e leader della Liguria

Solo belle parole invece per lo Spezia: Thiago Motta, che doveva essere esonerato prima di Natale, ha compiuto un miracolo, conquistando tredici punti nelle ultime cinque partite dopo averne fatti dodici nelle precedenti diciotto. Sicuramente un po’ di fortuna ha giocato un ruolo non marginale nella vittorie di Napoli e Milano ed anche contro la Samp ma non si possono disconoscere i meriti di un tecnico che ha dovuto operare in condizioni di grande difficoltà e che ha saputo trasmettere a chi va in campo quella determinazione necessaria ad ottenere risultati che resteranno nella storia spezzina.

Oggi mancavano due cardini come Maggiore e Bastoni eppure gli aquilotti sono riusciti a vincere il secondo derby regionale in quindici giorni, prima contro il Genoa e poi contro la Samp, regalando una leadership regionale che pochi avrebbero pronosticato dopo la quarta di ritorno e che pone la formazione di Motta in una posizione di assoluto privilegio per la volata finale di questa stagione.

SPEZIA-SAMPDORIA 1-0

Reti: s.t. 24’ Verde

SPEZIA (4-2-3-1): Provedel 6,5 – Amian 6 Erlic 6,5 Nikolau 6 Reca 6 – Sala 5,5 (29’ s.t. Ferrer 6) Kiwior 6,5 – Gyasi 5,5 Kovalenko 6 (19’ s.t. Agudelo 7,5) Verde 7,5 (41’ s.t. Antiste 6,5) – Manaj 6 (29’ s.t. Nzola 6) All: Motta 7

SAMPDORIA (4-3-1-2): Falcone 6 – Bereszynski 5 Ferrari 6 (45’ s.t. Torregrossa n.c.) Magnani 5,5 Augello 5 (32’ s.t. Murru 5,5) – Rincon 6 Ekdal 5,5 Thorsby 5 (32’ s.t. Vieira 5,5) – Candreva 5 – Gabbiadini 5,5 Caputo 5 All: Giampaolo 5,5

Arbitro: Manganiello di Pinerolo 5

Note: giornata di sole e calda per la stagione, terreno di gioco in perfette condizioni.

Ammoniti: Erlic, Verde (S) Thorsby, Ekdal, Rincon (S) Espulso: Ekdal al 28’ s.t. per doppia ammonizione. Calci d’angolo 4-2 per la Sampdoria. Recupero: 0 + 4

MARCO FERRERA

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