Sorprendentemente vivace, colpevolmente sciupone: il primo Genoa di Blessin pareggia 0-0 con L’Udinese

L’applauso finale della Nord ad Alexander Blessin che stringe i pugni verso la gradinata sono l’immagine finale di una partita che il Genoa avrebbe meritato di vincere contro una rinunciataria Udinese, che porta via dal Ferraris un punto importantissimo in chiave salvezza ma dovrà riflettere a lungo sul suo non gioco, messa in difficoltà anche nel finale con gli avversari in dieci uomini.

Lo spirito è cambiato in tre giorni e questo fa ancora più rabbia, perché potrebbe essere tardi per rimontare una classifica che si sperava stasera migliore, se fossero arrivati i tre punti, mai ottenuti a Marassi in questa stagione, un successo che avrebbe potuto rappresentare una svolta per una squadra passata dall’encefalogramma più che piatto di Firenze a quella tutta grinta e coraggio vista oggi e cui è mancato solo il gol.

Già i primi minuti lasciano intuire che sarà un pomeriggio difficile per i friulani, dopo tre giri di lancette Silvestri è strepitoso ad opporsi alla doppia conclusione sottomisura di Ekuban e Yeboah, il modulo offensivo proposto da Blessin mette alle corde le zebrette e nei primi sei minuti Sturaro e compagni vanno cinque volte a calciare dalla bandierina. Ekuban va su tutti i palloni e mette in grande difficoltà il frastornato Soppy, Sturaro gioca una partita da capitano vero, Portanova è indiavolato e pressa chiunque gli capiti a tiro e dietro Bani e Vanheusden non lasciano neppure le briciole a Beto e Deulofeu, che parte da più lontano.

I friulani non riescono a costruire nulla ed al 16’ Yeboah dilapida un’altra palla gol, non riuscendo ad amministrare la sfera crossata da destra da Sturaro e svirgolata a centro area dal macchinoso Nuytinck. Dopo un avvio a mille all’ora rifiata la formazione di casa, gli ospiti si fanno vedere in tutto il primo tempo solo con un corner battuto da sinistra da Deulofeu che Sirigu smanaccia con qualche apprensione al 29’ e due minuti dopo una splendida progressione di Yeboah lascia sul posto Perez, il servizio a centro area viene prolungato dal tacco di Ekuban, con Destro che cincischia e si fa anticipare.

Non è purtroppo il Destro di qualche tempo fa, lo stesso Yeboah appare leggerino e poco concreto ed il Grifone va al riposo sul nulla di fatto, non riuscendo a concretizzare il dominio territoriale ed il grande pressing attuato sia dalla linea difensiva che da Portanova e Sturaro che si elevano sui compagni per voglia e corsa.

Dopo pochi minuti della ripresa c’è una bella diagonale di Hefti, che crescerà esponenzialmente nel corso della seconda frazione ed al 10’ sull’asse Sturaro Portanova il Genoa spreca la sua terza nitida palla gol, con il capitano che scavalla sulla destra e serve in area un rigore in movimento al giovane compagno che arriva con lo sguardo appannato per il gran correre e di punta grazia Silvestri sul fondo.

Da un minuto era entrato Cambiaso a sinistra per Vasquez, un gradino sotto rispetto ai compagni della difesa, a garantire maggiore spinta, gli ospiti continuano restare passivi davanti a Slvestri ma in questa fase il Genoa denota la grande difficoltà a trovare il varco giusto nei sedici metri. Destro non appare in grande giornata e a metà tempo viene rilevato da Caicedo, Cioffi richiama il timido Soppy ed immette Udogie che avrebbe dovuto iniziare il match in base alla formazione ufficiale. Cresce in mezzo la prova di Badelj, Sturaro è ammirevole e getta in campo tutte le energie residue, Portanova a volte si fa tradire dalla gioventù ma incarna lo spirito che tanto piace a chi abita la Nord. Si alza l’urlo della gente, quasi a risucchiare la squadra verso Silvestri, Hefti diventa sempre più padrone della fascia destra ed al 24’ Badelj imbecca alla grande nello spazio Yeboah che denota di essere ancora acerbo sparando addosso a Silvestri, con Portanova che mette alto sulla ribattuta ma in partenza c’era il fuorigioco dell’attaccante.

L’ingresso di Success per un inesistente Beto, sovrastato dagli ottimi Bani e Vanheusden e mai servito dai compagni, regala agli ospiti maggiore dinamismo ma il match continua a giocarsi soprattutto nella metà campo bianconera anche se l’ingresso di Caicedo, piuttosto svogliato, non riesce a spostare gli equilibri e a schiodare il risultato. A undici minuti dalla fine le speranze di arrivare alla vittoria subiscono una dura mazzata, quando Cambiaso ferma una ripartenza ospite e, già ammonito, prende il secondo giallo lasciando i compagni in dieci. Per qualche fase di gioco e per la prima volta l’Udinese avanza il proprio baricentro, Yeboah è bravo in un paio di chiusure in fase difensiva ma Blessin pone rimedio all’inferiorità inserendo Calafiori che va a fare il terzino sinistro al posto dell’applaudito Ekuban, autore di una prova di grande generosità. E nel finale un Genoa in inferiorità numerica riesce nuovamente a chiudere l’Udinese nella propria area, Sturaro raschia il fondo del barile e lancia nello spazio Vanheusden che nell’incrocio con un avversario cade a terra: i rossoblù circondano Doveri, chiedendo almeno una rivisitazione al Var che non viene chiamata e si va avanti,  Hefti  conquista con una percussione applauditissima l’ennesimo corner e  Sturaro mette ancora in mezzo dove Arslan è decisivo nel salvataggio in corner all’altezza dell’area piccola.

E finisce con gli applausi ad una squadra che ha dato tutto quanto aveva e cui è mancata la vittoria che avrebbe potuto dare quella scossa che comunque c’è stata in poche ore, con Blessin che ha saputo trasmettere agli undici mandati in campo quello spirito e quella voglia di lottare che troppo spesso è mancata in questa tribolata stagione. Non sappiamo se sarà troppo tardi per poter arrivare alla salvezza, quello che ci sentiamo di dire che un Genoa che replicherà la prestazione odierna, riuscendo a crescere grazie anche alla sosta ed all’arrivo di altri giocatori, potrà sicuramente mettere in difficoltà tutte le sue avversarie, non tramutando le quindici partite che mancano in quella via crucis che temevano in molti fino a qualche giorno fa.

Udinese che torna a casa con un punto preziosissimo per la sua classifica ma mister Cioffi dovrà lavorare a fondo per non fare precipitare i suoi ragazzi, apparsi oggi la peggiore squadra vista a Genova, nella zona calda della classifica, con il solo Silvestri, decisivo in avvio, che ha meritato un buon voto in pagella.

GENOA-UDINESE 0-0

GENOA (4-2-3-1): Sirigu n.c. – Hefti 7 Vanheusden 7 Bani 6,5 Vasquez 6 (9’ s.t. Cambiaso 4) – Sturaro 7 Badelj 6 – Ekuban 6,5 (39’ s.t. Calafiori n.c.) Portanova 7 Yeboah 6 – Destro 5,5 (22’ s.t. Caicedo 5,5) All: Blessin 7 A disposizione: Semper, Marchetti, Masiello, Melegoni, Pandev, Buksa, Maksimovic, Galdames

UDINESE (3-5-2): Silvestri 7 – Perez 6 Nuytinck 5 Becao 6,5 – Molina 5,5 Makengo 5,5 Wallace 6 Arslan 5,5 (45’ s.t. Jajalo n.c.) Soppy 5 (23’ s.t. Udogie 5)- Deulofeu 5,5 Beto 5 (27’ s.t. Success 6) All: Cioffi 5,5 A disposizione: Santurro, Piana, Zeegelaar, Mari, Pussetto, Samardzic, Nestorovski, Ianesi, Pinzi

Arbitro: Doveri di Roma 5,5

Note: giornata serena e piuttosto fredda (9° circa). Terreno di gioco in discrete condizioni. Ammoniti: Sturaro, Cambiaso, Portanova (G) Makengo, Deulofeu, Arslan, Perez (U) Espulso. Cambiaso al 34’ s.t. per doppia ammonizione. Recupero : 1 + 4 .

MARCO FERRERA

 

 

 

 

 

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