Konko cuore rossoblù e ottimi risultati con l’Under 17; basterà contro la Fiorentina?

In seno al Genoa si naviga a vista nel mare magnum delle incongruenze, delle incertezze, delle mosse avventate. La tagliola è caduta sul capo di Andryi Shevchenko, e non si tratta di una sorpresa. I pessimi risultati ottenuti, il gioco che pur in lieve progresso non decolla e certe frasi relative al mercato, buttate lì durante le sue ultime conferenze stampa hanno creato un vallo incolmabile con Johann Spors, plenipotenziario rossoblù sul fronte tecnico. Semmai è la tempistica del licenziamento a lasciare alquanto perplessi: a che pro lasciarlo in sella per l’impegno di Coppa Italia col Milan e licenziarlo subito dopo, a quattro giorni scarsi dall’appuntamento di campionato a Firenze? Mistero insondabile.

Konko tecnico enfant prodige cresciuto per la 2°volta in casa Genoa

Meno stupefacente la scelta di Abdullay Konko per la gestione della squadra in terra toscana e…chissà per quanto tempo ancora. Sì perché, se è vero che Bruno Labbadia è sull’uscio di casa Grifo, è altrettanto vero che né la società né il tecnico tedesco hanno ancora la paratia degli ultimi dubbi. La sensazione è che Konko, apprezzato istruttore di un Under 17 che da due stagioni sta facendo faville, sia sotto particolare osservazione. Improbabile che l’attuale interludio si trasformi in soluzione definitiva – magari sino al termine della stagione – ma a Multedo e dintorni ormai non ci si può più meravigliare di nulla.

Di sicuro Konko, giunto la prima volta a Genova da Marsiglia quand’era un ragazzino, conosce a menadito l’ambiente, familiarizza con i senatori della squadra, dispone del giusto approccio dialettico ed ha già squadernato parecchia competenza: tuttavia, da qui a giudicarlo già maturo per allenare stabilmente una squadra di serie A ce ne passa.

Prospettive di mercato

In attesa di capirne di più, il tuffo nell’attualità del campionato non regala troppi appigli alla speranza. È ormai stata virata la boa di metà gennaio e – salvo ribaltoni – Ekuban giocherà da titolare anche a Firenze. Come dire che la “mission” rafforzamento resta monca: bene la retroguardia, potenziata notevolmente, ma prima linea (ad onta dell’ingaggio di Yeboah) e soprattutto centrocampo necessitano di fondamentali innesti. Per recuperare in classifica non ci si può affidare solo ai gol delle punte, ma servono centrocampisti dai piedi ispirati e dalla gamba tonica: una razza estinta da anni, in questa contrada calcistica progressivamente impoverita dalle massicce campagne di indebolimento condotte dal Joker.

Qualche altro innesto è scontato, a partire dal quotato Amiri, che in qualche maniera sarà convinto ad accettare questa destinazione a rischio. Ma non sarà ancora una mossa sufficiente per poter credere nella rimonta salvezza, impresa titanica a prescindere, dato il distacco accumulato.

Come affrontare la Viola?

Per corroborare le chances, occorrerebbe compiere un colpaccio a danno di una “grande” o almeno raccattare un punticino, pur sempre utile. A Firenze, però, il compito è terribile, considerati la caratura ed il momento felice dei viola, colpevolmente latitanti nella Torino granata, ma per il resto altamente competitivi. Il gioco di Italiano sta rivelandosi efficacissimo oltreché spettacolare, anche perché la proprietà, oltre a credere in lui, ne ha seguito pedissequamente le direttive di mercato. Sicome non bastavano ancora il centravanti più forte del campionato (Vlahovic, ovvio) e il titolare della Nazionale argentina (il guizzante Gonzalez), ecco l’esterno d’attacco francese Ikoné, velocissimo e abile nel dribbling. Tre pezzi da novanta affiancati a parecchi altri calciatori di classe e rendimento, che consentiranno al team del paisà Rocco Commisso di ipotecare un posto in Europa League e – chissà – di lottare addirittura per la Champions.

Il Genoa come potrà opporsi a questa potenza di fuoco? In primis occorre decidere il modulo tattico, ma le felici risultanze ottenute a Milano lasciano immaginare una conferma della difesa a quattro. Konko difficilmente rinuncerà a qualche veterano, sicché è presumibile un rilancio di Mimmo Criscito (in luogo dello squalificato Vasquez) sulla prediletta fascia mancina e il recupero a centrocampo di Sturaro, che almeno a livello di esperienza e spirito combattivo non ha rivali. Quasi certa anche una maglia per Rovella, il quale potrebbe proporsi come gregario di Badelj (ex capitano viola, non dimentichiamolo) ma più probabilmente rilevarlo in cabina di regia, con Portanova a completare il reparto.

In avanti, spazio sulle fasce a Ekuban (aspettando rinforzi…) e al neo rossoblù Yeboah, con i centravanti Destro e Caicedo protagonisti di una staffetta in corso d’opera, nella convinzione di poter arrecare qualche disturbo ad una retroguardia non certo sprovveduta ma neppure imperforabile.

PIERLUIGI GAMBINO

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