Samp insufficiente, il Torino la piega 2-1, decide l’ex Praet

Ancora un sconfitta interna per la Samp e la classifica diventa sempre più pericolosa, con il Toro che non vinceva da settembre lontano da casa e bissa il poker rifilato lunedì alla Fiorentina. Una vittoria meritata per i granata, padroni del campo per gran parte della gara contro una formazione come quella blucerchiata che, per l’ennesima volta in vantaggio, si è fatta rimontare dagli avversari, denotando la mancanza di quella cattiveria agonistica necessaria per lottare in zona retrocessione.

Sono tante le assenze tra i padroni di casa, con l’inedita coppia centrale formata da Ferrari e Dragusin e Rincon che debutta a centrocampo dal primo minuto contro i suoi ex compagni, Ekdal non ce la fa e lascia il posto ad Askildsen che affianca il venezuelano in mezzo.

Dopo un destro da fuori di poco a lato di Candreva sono gli ospiti a creare tre opportunità interessanti nel primo quarto d’ora, con Falcone bravo a rintuzzare in corner sul lanciato Sanabria e subito dopo ad opporre la mano aperta al destro da fuori di Vojvoda lasciato troppo libero di concludere, un minuto dopo Praet va via con estrema facilità lungo la linea di fondo al troppo tenero Dragusin, si accentra ma il suo sinistro viene ancora ammortizzato dal sostituto di Audero.

Thorsby si fa male al capo e dopo due minuti di cure si ripresenta con il turbante, da un errore in uscita di Augello si genera un tiro cross di Lukic che Falcone è ancora bravo a bloccare davanti alla sua porta ma al 18’ sono i blucerchiati a passare a sorpresa. Milinkovic sbaglia l’impostazione di piede, Gabbiadini serve nello spazio Caputo che ruba il tempo centralmente a Bremer, si presenta davanti al portiere serbo e lo supera per il vantaggio.

Il sinistro velenoso poco dopo di Gabbiadini viene sventato con qualche difficoltà da Milinkovic, in mezzo Askildsen gioca una partita finalmente concreta ma il vantaggio doriano dura come spesso accade troppo poco. È il 27’ quando Vojvoda pennella da sinistra sulla testa di Singo che brucia il frastornato Thorsby ed infila sul primo palo.

Il finale di frazione conferma la superiorità degli uomini di Juric, con il solo Sanabria che appare in giornata no e non riesce a finalizzare il gran lavoro dei compagni, al 40’ è strepitoso Falcone a negare il gol agli ospiti su conclusione di Brekalo deviata sottomisura da Askildsen, bravo poco dopo a murare Mandragora lanciato in area ed il tempo si chiude con un goffo tentativo di Thorsby scoordinato al momento della conclusione.

Samp sottotono anche nella ripresa

Squadre al riposo con un pari che sta stretto al Torino e ripresa che sembra aprirsi sulla stessa falsariga, con Brekalo che conclude troppo debolmente l’accelerazione targata Praet e Zima, sul lato del campo dove Augello si trova sempre preso in mezzo dalle sovrapposizioni avversarie, con il giovane Zima centrocampista aggiunto nel modulo di gioco di Juric. La Samp si affida a qualche giocata estemporanea, patisce la giornata di scarsa vena di Candreva e Gabbiadini, Caputo non riesce a tenere una palla e far salire la squadra, sovrastato da Bremer, cala anche la prova di Askildsen ed il solo Rincon cerca con l’esperienza di cucire la manovra doriana partendo molto dal basso. Un errore di Sanabria permette a Thorsby di inserirsi centralmente, Lukic lo abbatte e finisce sul taccuino del mediocre Massimi ma la punizione di Gabbiadini finisce sul muro granata. All’8’ Candreva calcia altissimo al volo da dentro l’area dopo respinta della difesa ospite e subito dopo la volata dell’ex interista viene sventata in uscita da Milinkovic.

Rispetto alla prima frazione i blucerchiati riescono ad alzare il baricentro e poco prima del quarto d’ora un errore in uscita di Milinkovic su cross di Candreva consegna sulla testa di Thorsby la palla del vantaggio ma il colpo di testa del biondo norvegese viene salvato sulla linea da Rodriguez.

E a metà tempo arriva il gol che decide il match: Brekalo imbuca a sinistra per Lukic che traversa al centro, Praet s’infila tra le maglie di una difesa troppo morbida ed infila ancora di testa, bucando la rete alla sinistra di Falcone, nel senso letterale del termine perché la palla finisce oltre la porta per un buco nelle maglie della porta sotto la Nord. Secondo gol stagionale per il belga, entrambi segnati alla sua ex squadra. Dopo quasi quattro minuti di attesa per riparare la rete si riprende ma la Samp appare incapace di reagire, con i granata che sembrano in assoluto controllo della partita.

Alla mezz’ora Gabbiadini si congeda dalla stessa con un sinistro centrale e subito dopo è ancora decisivo Falcone a tenere in vita i suoi opponendosi alla battuta al volo dell’imprendibile Singo, con il successivo tentativo di Sanabria facilmente parato dall’estremo doriano. D’Aversa fa un triplo cambio, Ferrari, Askildsen e Caputo lasciano il posto all’esordiente Conti, Ciervo e Quagliarella, con Bereszynski che scala in posizione centrale. Candreva non è in giornata e conclude di nuovo a lato, Pjaca e Zaza rilevano Sanabria e Brekalo ed al 42’ il destro di Zaza è centrale.

La Samp ci prova con fatica sospinta dai pochi irriducibili presenti nella Sud, Torregrossa appena entrato per Gabbiadini, con Murru che rileva Augello, serve a sinistra Ciervo che è bravo a pescare dal lato opposto Quagliarella ma il colpo di testa del capitano non ha la stessa precisione di quello di Singo nel primo tempo e termina di poco a lato a sinistra di Milinkovic. Nei cinque minuti di recupero, troppo pochi rapportati alla perdita di tempo in occasione della riparazione della rete, non succede più nulla se non l’ennesima parata di Falcone sul destro sottomisura di Pjaca.

Samp insufficiente, derby ligure con lo Spezia che si erge a scontro salvezza

Altra grave sconfitta per l’undici di D’Aversa, la terza consecutiva in questo avvio di ritorno. Aspettando i risultati delle avversarie i blucerchiati dovranno dalla prossima partita in casa dello Spezia, che a questo punto diventa uno spareggio salvezza, riprendere la strada interrotta da troppe domeniche per muovere la classifica. Manca alla Samp quella grinta necessaria per tirarsi fuori dalle secche, troppe volte la squadra si è fatta rimontare non riuscendo a capitalizzare situazioni favorevoli ed anche i leader come Candreva e Gabbiadini questo pomeriggio hanno deluso.

Sul banco degli imputati finisce in primis mister D’Aversa che non è riuscito ad inculcare nei suoi la giusta determinazione agonistica; conforta parzialmente la prestazione di Rincon, in campo per l’intera partita e che nella ripresa è sembrato uno dei pochi tonici e merita un sette pieno la partita di Falcone, che dovrà sostituire l’infortunato Audero ed anche oggi si è espresso al meglio, risultando alla fine il migliore dei suoi.

Come detto meritata la vittoria di un Toro cui Juric ha saputo trasmettere il suo credo calcistico, un successo che permette all’undici di Cairo di fare un pensiero all’Europa.

SAMPDORIA-TORINO 1-2

Reti: p.t. 18’ Caputo 27’ Singo s.t. 22’ Praet

SAMPDORIA (4-4-2): Falcone 7 – Bereszynski 5,5 Ferrari 5,5 (32’ s.t. Conti 6) Dragusin 5 Augello 5 (43’ s.t. Murru n.c.)- Candreva 5 Askildsen 6 (32’ s.t. Ciervo 6) Rincon 6 Thorsby 5 – Caputo 5,5 (32’ s.t. Quagliarella 5,5) Gabbiadini 5 (43’ s.t. Torregrossa n.c.) All: D’Aversa 5 A disposizione: Ravaglia, Saio, Ekdal, Vieira, Yepes, Trimboli

TORINO (3-4-2-1): Milinkovic 5 – Zima 7 Bremer 6,5 Rodriguez 7 – Singo 7,5 Mandragora 5,5 Lukic 6,5 Vojvoda 7 – Praet 7 (47’ s.t. Pobega n.c.) Brekalo 6,5 (39’ s.t. Zaza n.c.) – Sanabria 5 (38’ s.t. Pjaca) All: Juric 7 A disposizione: Berisha, Gemello, Izzo, Verdi, Djidji, Warming, Fares, Buongiorno

Arbitro: Massimi 5 di Termoli

Note: giornata di sole, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Lukic, Bremer (T) . Calci d’angolo 10-3 per il Torino. Spettatori paganti 2549 per un incasso di Euro 27902. Recupero: 2 + 5

                                                                                                   MARCO FERRERA

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