La Sampdoria si applica ma non punge. Basta Petagna e il Napoli vince

Seconda sconfitta consecutiva per la Sampdoria, che esce battuta dal San Paolo per la sesta stagione di fila.

Entrambe le squadre devono fare i conti con assenze numerose e pesanti. Tra i padroni di casa mancano tra gli altri Koulibaly, Anguissa, Oshimen e Mario Rui, mentre D’Aversa è costretto a rinunciare a tre quarti della difesa, pur recuperando in extremis Augello, cui si aggiunge lo squalificato Candreva, e con Ekdal ancora a mezzo servizio.

Nel 4-2-3-1 di Spalletti Petagna è il terminale offensivo. Alle sue spalle giostrano Insigne, Elmas e Mertens, con Lobotka e Demme in mediana, Di Lorenzo e Ghoulam terzini e Juan Jesus e Rrahmani centrali davanti ad Ospina.

Il tecnico blucerchiato risponde con un 4-4-2 che vede Audero tra i pali, Dragusin e Augello larghi, Ferrari e Chabot centrali, a centrocampo Ciervo, Ekdal, Askildsen e Thorsby e davanti Gabbiadini e Quagliarella.

In un pomeriggio umido e fresco il Napoli fa valere da subito le sue caratteristiche. Possesso palla prolungato (è la squadra della massima serie che ne detiene il record), passaggi fitti e reticolari, un gioco corto che ricorda a tratti il Barcellona di Guardiola, ma senza acuti particolari. Ne è prova il fatto che la prima conclusione della gara è blucerchiata. Dapprima un’interessante iniziativa di Ciervo sulla destra con cross illeggibile per chiunque, e poi una bella sgroppata di Augello sul fronte opposto, palla per Gabbiadini e tiro alto da posizione decentrata.

Al 22’ gran bella intuizione di Insigne, che verticalizza a beneficio di Ghoulam, ben anticipato da Audero in uscita. Tre minuti più tardi, nell’inseguire un pallone, il capitano partenopeo – fresco di firma per il Toronto FC – si infortuna. Dopo una sommaria medicazione prova a continuare tra gli applausi della sua gente, ma alla mezz’ora – subito dopo aver tentato una gran soluzione dai venti metri – è costretto ad alzare bandiera bianca, sostituito da Politano, che si piazza a destra per rientrare sul suo mancino.

Nel frattempo due interventi di Audero in corner – il primo su tentativo di Rrahmani, il secondo su punizione centrale di Ghoulam – tengono vivo un tabellino asfittico, che presenta solo angoli per la squadra di casa (alla fine saranno ben tredici), ma nessuna conclusione degna di rilievo, men che meno da parte doriana, con i ragazzi di D’Aversa che non riescono a farsi praticamente mai vedere nella metà campo avversaria.

A bordo campo Spalletti chiama Demme alla regia in ogni zona del campo, per superare la coriacea difesa blucerchiata, che se non riesce a pungere ha quanto meno il merito di rimanere molto ordinata e di non concedere spazi utili per le conclusioni.

Finale di tempo scoppiettante con esplosione di Petagna

Il finale di frazione si accende. Al 35’, su una punizione dalla destra calciata da Politano, Juan Jesus trova la porta, ma è in fuorigioco, e dopo un consulto VAR la rete viene giustamente annullata. Al 39’ lo stesso Politano ci prova alla Robben: si accentra da destra ed esplode un sinistro che termina a lato di poco. È un fatto, però, che l’ex Sassuolo e Inter stia creando problemi ad Augello, che inizialmente aveva preso le misure ad Elmas.

Al 40’ il tiro a giro lo prova Quagliarella dopo una delle rare azioni avvolgenti della Sampdoria, ma il tiro risulta inefficace.

Intanto il gioco si ferma nuovamente. È Audero ad aver bisogno dei sanitari, essendo caduto male in occasione del precedente tiro di Politano. Il portiere blucerchiato è dolorante al fianco sinistro, ma prova a stringere i denti.

Al 43’ l’episodio che decide il risultato. Mertens si inserisce in area e finisce a terra, tutti guardano l’arbitro mentre la palla giunge a Politano che crossa, Ferrari di testa respinge corto e centrale e Petagna – con un movimento da ballerina che mal si attaglia al suo fisico da NBA – si inventa una semigirata di sinistro che termina la sua corsa alla sinistra di un Audero immobile e forse condizionato dal precedente infortunio. 1-0 meritato per la pressione, ma anche generoso per le occasioni create, con un solo cartellino giallo, sventolato a Chabot, che – squalificato – metterà ancora più in crisi le scelte di D’Aversa per la prossima partita.

Nell’intervallo Audero ed Ekdal, in condizioni precarie, rimangono negli spogliatoi, sostituiti dal recuperato Falcone e dall’esordiente Rincon.

Ripresa più dinamica

D’Aversa ridisegna la Sampdoria con un centrocampo a tre, con il venezuelano centrale e il duo norvegese Thorsby/Askildsen ai lati. Ciervo scala a sinistra e Gabbiadini passa largo a destra, con Quagliarella unica punta.

Si vede qualcosa di più da parte blucerchiata, ma lo spostamento del baricentro verso la metà campo partenopea crea come conseguenza anche maggiori spazi per le ripartenze dei padroni di casa, che vanno al tiro con Di Lorenzo al 51’, alto, e con Mertens al 55’, fuori da buona posizione su invito di Elmas.

Al 63’ una buona rotazione del pallone da parte blucerchiata porta al tiro Ferrari dai ventidue metri, ma la conclusione si perde altissima rispetto alla porta di Ospina. Due minuti più tardi una bella invenzione di Demme – tra i migliori dei suoi – mette Mertens davanti a Falcone, ma il belga controlla non certo da par suo e permette una bella uscita bassa a Falcone.

D’Aversa vede i suoi ancora in partita e decide che è il momento di osare. Attorno alla mezz’ora dentro quindi Caputo per Ciervo e poi Murru per Augello, in sofferenza su Politano, per uno schieramento che porta Gabbiadini quasi sulla linea dei centrocampisti a impostare la manovra, anche per l’eccessiva timidezza di Askildsen, sicuramente il meno convincente della linea mediana.

Il Napoli ha ancora qualche buona opportunità per chiudere la gara. Al 75’ Politano sovrasta Murru di testa ma non trova la porta su crosso di Ghoulam imbeccato da Petagna, che si sbatte enormemente e fa salire la squadra per poi tentare, come a dieci minuti dal termine, la soluzione personale, respinta in angolo da Falcone.

Cambi anche per Spalletti, che sostituisce Demme con Fabian Ruiz e Ghoulam con il nuovo arrivato Tuanzebe.

All’84’ Mertens – non in grande serata – prova la stoccatina di sinistro, ma manca la porta di centimetri, e intanto D’Aversa si gioca anche la carta Yepes per Ferrari.

Ma dopo tre minuti di recupero, ed un tentativo di Quagliarella murato dalla difesa di casa proprio sulla sirena, Di Bello comanda la fine delle ostilità.

Sconfitta, quindi, ma con molte attenuanti. Soverchiata sul piano del gioco e dei numeri, una Sampdoria incerottata ha impostato una gara di mero contenimento nei confronti di un Napoli apparso lontano parente dello squadrone di inizio torneo, e tutto sommato l’applicazione e i risultati non sono stati disprezzabili.

Quello che è mancato alla truppa di D’Aversa è stata la mancanza di un vero piano d’azione offensivo, che – soprattutto in un secondo tempo dove il Napoli si è pericolosamente allungato – avrebbe potuto portare almeno a creare qualche buona opportunità da rete.

Da non disprezzare l’esordio di Rincon, che ha fatto valere grinta e personalità in un centrocampo condizionato dalle non buone condizioni di Ekdal e dall’abulia di Askildsen, che non riesce ad uscire dall’equivoco. Non male Ciervo, troppo leggero però in fase di ripiegamento, e troppo poco incisivi gli attaccanti, peraltro mai messi nella condizione di timbrare (quanto si è sentita l’assenza di Candreva!).

Ha diretto Di Bello, senza infamia e senza lode, una partita corretta e ben aiutato dal VAR.

Napoli-Sampdoria 1-0

Napoli (4-2-3-1): Ospina 6; Di Lorenzo 6, Rrahmani 6,5, Juan Jesus 6,5, Ghoulam 6 (80’ Tuanzebe n.g.); Demme 6,5 (80’ Fabian Ruiz n.g.), Lobotka 6; Elmas 6, Mertens 5,5, Insigne 6,5 (30’ Politano 6,5); Petagna 7. All. Spalletti 6.

Sampdoria (4-4-2): Audero 6 (46’ Falcone 6,5); Dragusin 6, Ferrari 5,5 (89’ Yepes Laut n.g.), Chabot 6, Augello 6 (75’ Murru n.g.); Ciervo 6 (72’ Caputo 5,5), Ekdal 5,5 (46’ Rincon 6), Askildsen 5, Thorsby 6; Gabbiadini 5,5, Quagliarella 5,5. All. D’Aversa 6.

Arbitro Di Bello 6 (Scatragli/Margani – Cosso – Abisso/Tegoni).

Calci d’angolo 13-0

Recupero 3’ e 3’.

Note: giornata piovigginosa, terreno allentato, spalti semideserti.

Giuseppe Viscardi

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