Bastoni al 14′, lo Spezia si aggiudica lo spareggio salvezza e spinge il Genoa verso l’abisso

Nella classifica del campionato di serie A dopo ventuno partite rimane desolatamente a zero solo una casella, quelle delle vittorie casalinghe del Genoa, che in dieci uscite al Ferraris ha ottenuto solo quattro pareggi. La partita contro lo Spezia, nelle parole della vigilia di Shevchenko, doveva essere quella del riscatto ed invece il Grifone piomba nell’incubo e si allontana dalla zona salvezza nella serata in cui lo Spezia merita i tre punti che rinsaldano la panchina di Thiago Motta, in tribuna per squalifica mentre Sheva è costretto a seguire la partita in tv per la nuova positività al Covid.

A fine partita il presidente Zangrillo ha messo tutti in discussione, a nostro giudizio e lo avevamo già scritto, sono stati commessi alcuni errori di valutazione ed inesperienza, in primis affidarsi ad un allenatore inesperto a livello di massima serie come Sheva (tre punti in nove partite contro i nove di Ballardini nelle precedenti dodici), a fine novembre appellarsi alle troppe assenze ed al calendario difficile ed anticipare pubblicamente l’epurazione di gennaio. Con che spirito sono scesi in campo da quel momento calciatori di fatto già esclusi? E poi parlare di possibile serie B con alcune partite dell’andata ed un intero ritorno da giocare non è stata una scelta a nostro avviso delle più felici. Con questo non intendiamo certamente giustificare giocatori che hanno mostrato una condizione fisico atletica adatta a partitelle di fine stagione, contro lo Spezia si è vista una squadra anche fisicamente ed atleticamente sulle ginocchia, senza uno straccio di gioco, con Badelj e Fares punte dell’iceberg della negatività. E paradossalmente il Genoa al novantesimo avrebbe potuto pareggiare se Destro non avesse calciato in gradinata la più importante palla gol della serata dopo che lo Spezia aveva sciupato più volte la possibilità di chiudere il match.

I fischi e gli inviti di tirare fuori gli attributi a fine partita di una gradinata Nord fin troppo paziente e che ha incitato per tutta la partita hanno chiuso una serata che doveva rappresentare la svolta di una stagione in cui il Genoa non è riuscito a dare una gioia al proprio popolo, vincendo una sola partita a Cagliari, quando si andava ancora al mare, nelle ventuno giornate finora disputate. Dal mercato finora sono arrivati tre calciatori giovani e di buone prospettive ma la sensazione forte è che questa squadra manchi di quel Dna rossoblù che spesso aveva sopperito con il cuore e la grinta a limiti tecnici che contro lo Spezia si sono clamorosamente evidenziati.

Ma veniamo alla partita: per lo scontro salvezza Sheva cambia parecchio rispetto al buon pari contro il Sassuolo, esordisce Ostigaard a destra nella difesa a tre con Sturaro che rientra dalla squalifica , Melegoni altro interno in mezzo e Cambiaso e Fares sulle fasce, con Hefti che va un po’ a sorpresa in panchina. In attacco Ekuban, dato in partenza come Fares, affianca Destro mentre Motta, sostituito in panchina da Hugeux, si affida al suo classico 4-3-3.

L’approccio della partita del Genoa non è quello di una squadra che ha un solo risultato a disposizione, sono gli aquilotti a mostrare da subito un miglior impatto, con il modulo che costringe gli esterni rossoblu a restare molto bassi e dopo un cross da sinistra di Verde che prima Gyasi e poi Manaj concludono debolmente di testa, al 14’ arriva il vantaggio ospite: Maggiore , padrone del centrocampo e migliore in campo, sventaglia da destra e pesca dalla parte opposta Verde, il talentuoso numero dieci è troppo solo e libero di addomesticare la sfera e a difesa rossoblù mal posizionata premiare l’inserimento di Bastoni che di sinistro infila l’incolpevole Sirigu.

La prima frazione del Genoa è imbarazzante e buon per Destro e compagni che il risultato resti in bilico, con Sirigu che stoppa al 23’ l’inserimento di Maggiore, con il successivo sinistro di Verde che viene parzialmente smorzato dal portiere con Fares che fa l’unica cosa utile della sua pessima partita salvando nei pressi della linea bianca, dopo una conclusione di Amian centrale la prima sortita nei pressi di Provedel del Grifone è datata minuto 28, quando il cross di Fares viene sventato in corner.

Lo Spezia fino a quel momento padrone delle operazioni rifiata ma i rossoblù non riescono a costruire un’azione degna di tal nome, Fares sulla fascia passeggia e sbaglia appoggi semplici imitato in mezzo da un Badelj che quest’anno sembra il lontano parente di quello della scorsa stagione , lo stesso Cambiaso appare in grande confusione e non riesce a spingere e davanti Ekuban e Destro, anticipato in corner poco dopo la mezz’ora, non riescono neppure a fare il solletico ad una difesa imperniata sull’ottimo Erlic. E nella fase finale di tempo gli ospiti falliscono altre opportunità, con la girata di Manaj al 34’ che sibila vicinissima al palo destro di Sirigu e con Verde che al 41’, tutto solo, mastica a lato il sinistro da posizione favorevole, con il frastornato Ostigard che non riesce ad arginarlo e con una conclusione centrale di Manaj che approfitta dell’ennesimo errore in appoggio di Cambiaso.

Poco prima Badelj aveva goffamente sciupato una buona opportunità, incartandosi in un tentativo di dribbling al limite dell’area anziché scaricare su Destro ed al fischio di Guida che manda le squadre negli spogliatoi arrivano i fischi della Nord a sottolineare il primo tempo sconcertante andato in scena nel tardo e freddo pomeriggio marassino.

Genoa al disperato assalto nella ripresa

Al rientro ci sono tre novità, con Hefti, Rovella e Pandev che rilevano Bani, Melegoni e Cambiaso e relativo cambio di modulo, con passaggio ad un 4-3-3 speculare a quello spezzino. L’ingresso soprattutto di Rovella sembra accendere il Genoa sospinto dall’incitamento della sua gente ed al 6’ su corner del nuovo entrato il tentativo sottomisura di Ostigard viene sventato in corner dalla retroguardia ospite. Al 12’ va a vuoto Erlic nell’unico errore della sua ottima prestazione, Destro s’invola verso Provedel ma consegna uno straccio bagnato nei guantoni del portiere che blocca a terra senza alcuna difficoltà, Pandev ci prova dal limite ma il sinistro viene murato. Lo scenario tattico è ora mutato, con lo Spezia chiuso davanti a Provedel e pronto a ripartire, Bastoni al 18’ dai venticinque metri impegna con un bel sinistro Sirigu che sventa in corner sotto la traversa, quattro minuti dopo il contropiede potrebbe essere letale, con Verde servito in area che fa fuori Vasquez e dall’altezza del dischetto calcia incredibilmente altissimo un rigore in movimento. Entra Caicedo per il fischiatissimo Ekuban a rinforzare la prima linea ma l’apporto dell’ecaudoriano risulterà quasi nullo, al 28’ Fares dopo una lunga fase da spettatore non pagante traversa da sinistra e dalla parte opposta il diagonale di Hefti sfila di poco a lato, con Caicedo in ritardo per un tap-in che sarebbe valso il pareggio. Nzola entra per Manaj, ammonito in precedenza per un battibecco con Vasquez, finito pure lui sul taccuino di Guida, Verde al 34’ mette ancora i brividi con un sinistro di poco a lato. Esce in colpevole ritardo Badelj che non ne ha azzeccata una ed entra Portanova, nel tentativo di rimonta il Genoa però concede spazi invitanti, come quello del 39’ quando Sturaro, che almeno ha messo sul campo quella generosità mancata in tanti suoi compagni, perde palla e permette il contropiede a Nzola che vanifica la buona opportunità.

Kovalenko sostituisce Maggiore, appena ammonito e sempre lucido nella lettura delle fasi di gioco e con Bastoni leader dei suoi, Ferrer rileva Verde, croce e delizia , che cerca sempre la giocata ad effetto quando a volte ci vorrebbe maggiore concretezza, i minuti di recupero sono quattro e Destro ha sul piede la palla del pari, servito da Pandev , ma spara nella Nord, poco dopo è Caicedo ad armare il sinistro di Pandev dal limite che Provedel, bravissimo per tutto il match con i piedi, argina in tuffo e bloccando in sicurezza. C’è tempo ancora per un’incursione di Gyasi rintuzzata da Sirigu ed il triplice fischio di Guida fa esplodere la rabbia della Nord e dei distinti, con i rossoblù che a capo chino vanno sotto la gradinata mentre dalla parte opposta fanno festa i bianconeri per la meritata vittoria, che rinsalda la panchina di Motta in una serata in cui in campo si è vista una squadra comunque organizzata ed un’altra apparsa allo sbando, nella sua peggiore versione stagionale.

 

GENOA-SPEZIA 0-1

Reti: p.t. 14’ Bastoni

GENOA(3-5-2): Sirigu 6 – Ostigard 5 Bani 5 (1’ s.t. Hefti 5,5) Vasquez 5 – Cambiaso 5 (1’ s.t. Pandev 5,5) Sturaro 5,5 Badelj 4 (35’ s.t. Portanova n.c.) Melegoni 5 (1’ s.t. Rovella 6) Fares 4 – Ekuban 5 (26’ s.t. Caicedo 5) Destro 5 All: Tassotti 5

SPEZIA (4-3-3): Provedel 6,5 – Amian 6 Erlic 6,5  Nikolau 6 Reca 6- Maggiore 7 (40’ s.t. Kovalenko n.c.) Kiwior 6 Bastoni 7 – Gyasi 6 Manaj 6,5 (32’ s.t. Nzola 5,5) Verde 6 (44’ s.t. Ferrer n.c.) All: Hugeux 7

Arbitro: Guida di Torre Annunziata 6,5 (Assistenti Sechi-Avalos)

Note: serata fredda, terreno di gioco in discrete condizioni. Calci d’angolo 7-4 per il Genoa. Ammoniti: Ekuban, Destro, Vasquez (G) Manaj, Maggiore, Amian (S). Spettatori paganti non comunicati. Recupero: 0 + 4 minuti.

                                                                                                          MARCO FERRERA                          

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