Genoa-Spezia spareggio retrocessione

Il blitz del Cagliari a Marassi ha parzialmente rovinato i piani di un Genoa che resta la sola squadra a secco di vittorie esterne. I sardi hanno ripetuto l’impresa firmata dallo Spezia a Napoli Prima della sosta invernale, e certi exploit, alla resa dei conti, potrebbero rivelarsi decisivi.

Reggio punto importante per la classifica e il morale

Il Grifo, invece, pareggia spesso in trasferta ma i tre punti in un colpo solo rappresentano un miraggio. Beninteso, non erano in preventivo neppure a Reggio Emilia, ma il subitaneo 1-0 siglato da Destro e la stoica tenuta difensiva sino all’intervallo avevano illuso.

La ripresa ha costretto a riaprire gli occhi su una realtà meno tranquillizzante. Il Sassuolo mancava di uno stuolo di titolari e non ha mai brillato se costretto ad affrontare difese chiuse, ma ciononostante il golletto del pari lo ha ugualmente trovato. Il Genoa non è crollato come ad Empoli – altro primo tempo concluso in vantaggio e poi una totale sparizione dal campo – anzi è rimasto vivo sino in fondo, ma come al solito, appena la stanchezza ha preso il sopravvento e il pressing è sceso di tono, gli antichi limiti tecnici e soprattutto di tenuta atletica sono riemersi.

Il primo turno di ritorno, alla fin fine, non hanno detto granché di nuovo riguardo al Grifo. Che la diga difensiva potesse reggere lo si era già capito, anche se un’ulteriore conferma può confortare. Da quando Sheva ha immesso muscoli e centimetri nel reparto arretrato, la situazione è di gran lunga migliorata e il ricordo di palle gol regalate agli avversari e di clamorose distrazioni difensive è ormai svanito. La missione salvezza parte sempre dalla consistenza del settore arretrato, ma quando la classifica impone una rimonta, non può bastare garantirsi una buona messe di pareggi. Bisogna iniziare a vincere, e sotto quest’aspetto i rossoblù presentano ancora carenze allarmanti. Ekuban si batte come un leone ma in area è una nullità, Pandev sta accusando il peso dell’età e non c’è un solo centrocampista o difensore che si periti di tirare in porta.

Il colpo Yeboah, l’azzurrino dal Ghana e dalla Svizzera

La società sta prodigandosi per assicurare all’ucraino gli agognati rinforzi, dopo aver ritoccato il reparto che aveva meno bisogno di innesti ha battuto un colpo niente male: il ventunenne Kelvin Yeboah, nascita ghamese e passaporto italiano, 11 reti in 18 partite nella serie A austriaca e un paio di presenze nella Under 21 azzurra. È stato pagato 6,5 milioni: una cifra cospicua, a testimoniare che sulle sue doti i dirigenti genoani credono fermamente. Questo ragazzone di 1,82 è in grado di avvicendare Destro come prima punta ma anche di affiancarlo in un 3-5-2. Ed è con questa nuovissima bocca da fuoco che Shevchenko si appresta ad affrontare la madre di tutte le partite, il derby con lo Spezia, che non pone assolutamente alternative al successo pieno. Gli aquilotti anche col Verona hanno riconfermato limiti preoccupanti in ogni settore, ma particolarmente in difesa e, non potendo fare mercato per la nota squalifica internazionale, appaiono destinati a precipitare, ma non posso essere considerati una vittima designata in questa sfida sportivamente drammatica. Almeno un gol lo incassano sempre – e l’1-0 allo stadio Maradona, a capo di 90 minuti di estrema sofferenza e di incredibile fortuna, costituisce la classica eccezione – ma spesso riescono a rispondere per le rime sfruttando alternative offensive che il Grifo neppur si sogna. Se tra i rossoblù segna il solo Destro (sperando nell’ultimo arrivato…), i bianchi possono andare a bersaglio con tutti o quasi i giocatori.

A favore del Genoa c’è una maggiore compattezza generale, mentre gli spezzini possono opporre un centrocampo più manovriero ed un dinamismo non certo inferiore. Rossoblù favoriti, ci mancherebbe, ma la partita resta apertissima.

La formazione del Genoa, quale partner per Destro?

Sul fronte formazione, Sheva potrebbe affidarsi al trittico difensivo di Reggio Emilia, ma a centrocampo e in avanti non si esclude qualche volto nuovo. Sturaro, scontata la squalifica, torna a disposizione e difficilmente sarà spedito in panca: toccherà probabilmente ad Hernani cedergli il posto. Meno probabile che esca Portanova, il quale ha mostrato chiari limiti in fase di concretizzazione, ma se non altro offre dinamismo e spinta. Sulla conferma di Badelj non ci piove.

Sulle fasce maglia garantita per Cambiaso, che però è pregato di emendarsi da qualche forzatura di troppo, mentre Hefti, che era e resta un terzino adatto alla “quattro”, potrebbe essere avvicendato da Ghiglione, un po’ più idoneo ad offendere.

La vera incognita riguarda la scelta del partner di Destro in avanscoperta. Normalissimo che ci si ponga parecchi interrogativi grandi come grattacieli: Ekuban, dato ormai per partente, non è certamente l’uomo ad hoc per un match da vincere a tutti i costi. Bastano generosità e lavoro “sporco” a promuovere tra i titolari uno attaccante che la porta avversaria non la vede neppure col binocolo? Yeboah, appena approdato in rossoblù, potrebbe essere tesserato in tempo utile, ma si tratta di una situazione non ancora chiarissima. E allora, la tentazione di optare su Pandev è viva, ma attenzione alla sorpresa Caicedo, che a Reggio nel breve spezzone di match disputato si è fatto apprezzare. La sua autonomia fisica resta ridotta e consiglierebbe un suo utilizzo in corso d’opera, se il risultato lo richiedesse, ma se toccasse a lui sin dal primo minuto, così da impaurire subito la tentennante retroguardia spezzina? Le ultime sirene di mercato ribadiscono che i dirigenti rossoblù stanno offrendolo a destra e a manca (in primis al Bologna). Segno che la loro legittima volontà di fare piazza pulita è più forte delle necessità contingenti.

PIERLUIGI GAMBINO

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