Genoa ancora in costruzione chiamato a sorprendere il Sassuolo

Passo dopo passo, la nuova proprietà americana sta scrostando l’ultima paratia di scetticismo che caratterizza il popolo genoano. Gli yankees erano, e sono ancora, attesi al varco, dopo le roboanti dichiarazioni di inizio avventura, e i tifosi non intendono fare sconti neppure a loro.

Eppure, meglio di così la 777 Partners non potrebbe muoversi, tenuto conto delle trappole di un calcio mercato infido come quello attuale. Vero, il maquillage è partito dalla retroguardia, ma che importa? Lo svizzero Hefti finirà per colmare la lacuna sulla fascia di destra nella 4-3-3 che Sheva intende introdurre al più presto. Quanto ad Ostigard, va detto che arriverà in prestito e potrà essere valutato attentamente: al centro troverà parecchia concorrenza, ma anche parecchi vecchietti che potrebbero lasciargli il posto.

Johannes Spors conosce cole le sue tasche il calcio europeo ed è perfettamente conscio che il salto di qualità debba avvenire soprattutto a centrocampo e in attacco e si sta adoperando per parecchi interventi mirati, Il solo fatto che abbia concluso una trattativa con l’Herta Berlino per il ritorno di Piatek è un chiaro segnale delle sue intenzioni, e se il polacco, attratto da altre sirene, decidesse di declinare l’invito, non dipenderebbe dalle doti del manager rossoblù ma – semmai – dallo stato di classifica attuale, da addebitarsi in primis a Preziosi.

Sheva, ancora in quarantena, scalpita e a debita distanza ha già delineato con il suo prezioso vice Tassotti la formazione da schierare a Reggio Emilia. Rispetto al… 2021, le variazioni non derivano dalle compravendite invernali ma da questioni di salute o disciplinari. Per essere più precisi, Sturaro è finito nelle grinfie del Giudice Sportivo per sommatoria di cartellini gialli e Mimmo Criscito è ancora immerso nella pandemia. In un sol colpo, si sono persi capitano e vicecapitano che, al di là del rendimento tecnico, rappresentano l”anima” del Grifone. Così, dei genoani sino al midollo resta il solo Cambiaso, però troppo giovane per prendere in mano la situazione.

Sassuolo solido e senz’ambasce, anche con qualche assenza

Il match è assai più delicato per i rossoblù che per i neroverdi, i quali si pasciono di una classifica supertranquilla e viaggiano senza particolari assilli. Tra gli emiliani non mancano le assenze, ma mister Dionisi non si strugge: ciascuna pedina dello scacchiere ha il sostituto ad hoc, capace di garantire un pressoché identico rendimento.  Anche se manca qualche pezzo da novanta: l’emergente centrocampista Frattesi (con prospettive di azzurro), e l’ex Scamacca, he sotto la Lanterna aveva già offerto prova delle sue potenzialità. Occorrerà comuqnue temere il partner di Frattesi, Lopez (che coppia di piccoletti!), e soprattutto un trio d’attacco formato – e scusate se è poco… – da Berardi, Raspadori e Defrel, che senza l’infortunio di Scamacca sarebbe partito dalla panca: se Shevchenko lo avesse a disposizione, si leccherebbe tutte e dieci le dita.

Il Sassuolo, pur così ricco di talento, non è tuttavia una macchina perfetta e si inceppa prevalentemente in casa, quando occorre sfondare e affidarsi almeno in parte ai cross. Lo stesso Scamacca, delizioso nel tocco ad onta della statura spropositata, non è infatti un ariete ed ancor meno lo sono i compagni di reparto. Per contro i neroverdi sono fortissimi palla a terra, sicché Biraschi e Vasquez, teorici centrali a supporto di Bani, dovranno moltiplicare energie ed attenzioni e chiedere aiuto ai centrocampisti.

Ancora tante assenze tra i ranghi del Grifo

Già, il centrocampo, da sempre più croce che delizia. Senza Sturaro e Rovella – quest’ultimo ancora in infermeria), resta degli antichi titolari il solo Badelj: dunque, spazio alle seconde linee. Un posto al sole se l’è ormai guadagnato Portanova, più pimpante e tonico dei colleghi di reparto, ma pure lui ha il dovere di abbinare al dinamismo un briciolo di concretezza in più, specialmente in zona tiro. Manca un terzo mediano e qui il numero delle alternative è elevato in proporzione inversa alla qualità. L’elenco contempla il macchinoso Hernani, l’incognita Galdames, il bravino ma fragile Melegoni, il 36enne Behrami e il (finora) deludentissimo Touré. Ovvio che Sheva si attenda per questo settore così disastrato uno o due rinforzi di sostanza.

Sulle due fasce posto garantito a Cambiaso, diretto a sinistra, e quasi sicuro per Ghiglione, data la labile concorrenza dello stranito Sabelli. Non c’è di meglio.

Infine l’attacco. Destro, ristabilito, è atteso a riscattare le ultime opacissime prove e a tornare il giustiziere d’inizio stagione, ma chi lo affiancherà tra l’usurato Pandev (sempre meno incidente), l’acerbo Buksa e il volenteroso Ekuban? È quest’ultimo il favorito, in virtù della sua combattività, ma anche in questo settore il potenziamento non potrà fermarsi all’ingaggio di uno sfondatore: servono due o addirittura tre esterni di pregio, secondo le indicazioni dell’ucraino.

Con questi presupposti, è arduo attendersi un Genoa propositivo. Non c’è altra strada che la Maginot, simile a quella che ha vanificato gli sforzi atalantini prima della sosta. Pochi fronzoli, tanta concretezza e concentrazione, con la speranza che qualche lancio lungo inneschi le leve di Ekuban o solleciti la fantasia di Destro. Lo 0-0 finale sarebbe da controfirmare con i gomiti, ma con quel po’ po’ di bomber sul fronte opposto si tratterebbe di un’altra impresa.

                                 PIERLUIGI GAMBINO

 

 

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