Contro il Cagliari una Samp incerottata; in società tornano Lanna, Osti e Romeo

Il 2002 sorge in casa Samp con un presidente in più e un giocatore in meno. La nomina di Marco Lanna alla più alta carica della società ha in primis il pregio di rappacificare un ambiente in ebollizione. Per carità, nessuno dimentica che il Viperetta resta il maggiore azionista del club – almeno sin quando il Tribunale glielo consentirà – ma l’incarico proposto (e accettato) al più sampdoriano e al solo genovese della combriccola scudettata ha mutato l’umore della gente doriana restituendole un sorriso.

Ritorni importanti a Corte Lambruschini

Lanna non è uno specialista né di bilanci né di codici, ma è un ragazzo intelligente, sa porsi con garbo e conosce a fondo perlomeno gli argomenti tecnici legati al calcio. Insomma, non è uno sprovveduto e per il ruolo – e il tempo in cui dovrà svolgerlo – appare un personaggio “ad hoc”.

Identico parere favorevole meritano il ritorno di Antonio Romei, che ha avuto – è vero – la colpa involontaria di mettere in contatto Garrone e Ferrero, ma nel prosieguo si è almeno in parte riscattato: fu lui ad insistere pur vanamente presso il patron affinché la Sampdoria venisse ceduta al gruppo di Vialli ed è lui, adesso, il solo che abbia qualche chance di recuperare quell’opportunità; ha mantenuto rapporti con lo stesso Garrone, disponibile ad intervenire (in spregio al diktat della famiglia) personalmente in caso di emergenza assoluta.

Niente male, infine, il ritorno di Carlo Osti come uomo mercato. Altra mossa caldeggiata da Romei e non osteggiata dall’attuale d.s. Faggiano. I due stanno cercando di pelare il pollo senza farlo urlare. Ergo, provano a garantire un gruzzoletto vitale per le casse blucerchiate scongiurando un indebolimento tecnico eccessivo. L’addio, un po’ a sorpresa, di Adrien Silva, deciso ad ottenere l’anticipata interruzione del rapporto, li ha un po’ spiazzati, anche perché il portoghese era indicato tra gli inamovibili, così da consentire – nel caso di un’offerta allettante – la partenza del più quotato Ekdal o di Thorsby, in teoria il più cedibile del gruppo.

L’addio di Adrien Silva scompiglia le carte

Vada come vada per i due nordici, la Samp si trova nella necessità di acquistare low cost un mediano (l’ex genoano Rincon è ad un passo, con la formula del prestito per qualche mese), anche considerato che il reparto centrale non rigurgita di specialisti. La riprova di ciò è davanti agli occhi. Arriva il Cagliari, primo avversario del girone discendente, e nel settore nevralgico è bastata la squalifica di Askildsen per creare il… panico. Il malcapitato D’Aversa, ringalluzzito dopo la forzata riconferma e gli ultimi confortanti conseguiti nel 2021, è subito alle prese con un problemone. Come primo tentativo pregherà in ginocchio l’acciaccato Ekdal di rispondere presente, ma deve preparare uno o due soluzioni alternative: il rientro forse affrettato di Ronaldo Vieira, finalmente disponibile dopo un periodo infinito trascorso in infermeria; l’esordio dal primo minuto del diciannovenne spagnolo Yepes; l’accentramento di Candreva.

Ma non è questo l’unico problema. Se Verre, altro giocatore non al meglio, alzasse bandiera bianca, mancherebbe anche un centrocampista da piazzare a sinistra. Come rimediare? Lo stesso Candreva potrebbe cambiare versante lasciando il corridoio preferito a Bereszynski, a sua volta sostituito in terza linea da Dragusin o Ferrari. Di sicuro si tratterebbe di un adattamento.

Di fronte a certe forzature, sembra un gioco da ragazzi avvicendare due dei quattro titolari della difesa. Il covizzato Augello ha pronto il sostituto, Murru, mentre per avvicendare Colley, convocato in Nazionale per la Coppa d’Africa, sono in lizza Chabot e i sunnominati Ferrari e Dragusin. E va già bene che Audero ha smaltito il malanno muscolare, visto che il dodicesimo Falcone, tra gli eroi del pari all’Olimpico, è vittima della pandemia.

Samp lontana dalla forma ottimale, Cagliari dalla salvezza

Di sicuro il Cagliari si troverà di fronte una Samp incerottata e lontanissima dall’assetto ottimale. Ovvio che anche la bilancia del pronostico cambi inclinazione e si orienti verso il pareggio. Da parte doriana giocano il morale rialzato dai recenti verdetti del campo ed una struttura collaudata e impreziosita dalla presenza di Candreva, Thorsby e Gabbiadini, tre in grado di fare la differenza.

Il team sardo può opporre la forza della disperazione derivante da una classifica pessima, due attaccanti temibili come Pavoletti e Joao Pedro e l’orgoglio di un ex ricordato con piacere come mister Mazzarri, ma a centrocampo presenta qualche defezione e in difesa ha gli uomini contati, in attesa del debutto dei nuovi acquisti Lovato e Goldaniga, rimpiazzi dei bocciati Godin e Caceres.

Se non altro, si annuncia una gara godibile ed incerta, che i blucerchiati puntano a vincere per prendere ulteriormente il volo allontanandosi dalle paludi della zona calda.

PIERLUIGI GAMBINO

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