Il Genoa di Dicembre ormai ha solo la forza di volontà e la speranza di recuperare Criscito e Destro

Non è servito il pallottoliere per contare il numero dei gol segnati dalla Juventus, ma per il popolo genoano si tratta di magrissima consolazione. Con un portiere… normale al posto di Sirigu, un briciolo di fortuna in meno e una minor imprecisione da parte egli avanti bianconeri, il monologo calcistico registrato a Torino si sarebbe concluso con un punteggio roboante.

Non uno dei calciatori rossoblù ha tirato indietro la gamba o si è lasciato imprigionare dalla rassegnazione, ma la felice resa caratteriale dei singoli non sposta di una virgola la valutazione severa su una prestazione disarmante. Anche a Marassi con la Roma il Grifo si era affacciato oltre la metà campo meno di dieci volte, senza un solo tiro scoccato verso la porta avversaria. Così il desolante bilancio dell’era Shevchenko parla di quattro conclusioni in altrettante partite, contando le due sventate miracolosamente dal portiere rossonero, la sassata violenta ma non angolatissima di Ghiglione a Udine, dove il suo compagno Ekuban ha lambito la base del palo a capo di un’applaudita azione personale. Nient’altro.

Basta rivedere le statistiche e le macchioline sul virtuale rettangolo di calcio nelle ultime gare per capire con chiarezza che la palla ha stazionato quasi esclusivamente nella metà campo genoana, e spesso vicino o dentro l’area di rigore. Nell’altra fetta di terreno, quella dove i rossoblù avrebbero dovuto attaccare, non si nota praticamente nulla: come un’area inesplorata.

Cosa può migliorare Shevchenko

Cosa imputare all’ucraino? L’eccessivo conservatorismo, non tanto nel varo della formazione e negli avvicendamenti in corso d’opera, quanto nel modulo e nelle posizioni sullo scacchiere tattico. Una volta capito che la squadra era schiacciata in 40 metri e il recupero palla era un’eterna partita persa, si doveva tentare qualche mossa per tentare di interrompere o almeno di allentare l’assedio. Presunti errori veniali, che probabilmente non avrebbero mutato il corso degli eventi, ma perché non provare a correggerli in corso d’opera con qualche spostamento? A meno che – e qui sta il nocciolo della faccenda – il valore della rosa a disposizione non offrisse alcuna opportunità di cambiamento.

Il Genoa in edizione torinese è stato improponibile ad ogni livello. Quell’undici, se idealmente trasferito nella cadetteria, navigherebbe probabilmente nelle ultime posizioni, senza alcuna ambizione se non la salvezza. E se la difesa – portiere compreso – si è ancora una volta dimostrata all’altezza (se non altro, considerando l’inesistente protezione da parte dei compagni più avanzati), centrocampo e soprattutto prima linea sono apparsi evanescenti come mai durante tutte le annate nella massima serie, anche quando la fase offensiva appariva sconclusionata e velleitaria.

Le uniche tenui speranze per il derby dall’infermeria

Sheva si aggrappa a Destro e Criscito auspicando un loro recupero in vista del derby, ma due soli innesti non potrebbero bastare a rendere minimamente competitiva la squadra per qualsiasi contesa che non sia contro la Salernitana. Sono troppi infatti i giocatori inadeguati a questi contesti oppure talmente fuori condizione da diventare impresentabili. All’Alliance Stadium, a parte i tre difensori (tutti da “sei” stiracchiato, non certo da votazioni elevatissime) e il portiere, il solo Cambiaso ha fatto intendere di poter essere titolare in gran parte dei team del massimo campionato.

Si dirà: al lungo elenco di assenti si sono aggiunti tutti e tre i centrocampisti titolari, ma unicamente Rovella ha sinora offerto un rendimento elevato, mentre Badelj si è confermato in chiaro declino e Sturaro, potenzialmente calciatore da prime piazze, non ha mai fornito sufficienti garanzie di ordine fisico.

Un Genoa così malandato da qui a gennaio può solo puntare sulla forza della disperazione e augurarsi che le avversarie dirette non prendano il volo. Poi toccherà alla nuova proprietà agire con l’accetta, ma nell’attesa, sarebbe d’uopo ufficializzare al più presto il nuovo responsabile del mercato. E in queste settimane che si predispone il rafforzamento giocando sull’anticipo.

PIERLUIGI GAMBINO

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