Lo Spezia va avanti di 2 gol col Sassuolo ma non resiste e si fa recuperare nel finale da Raspadori

Si abbracciano sorridenti Thiago Motta e Alessio Dionisi alla discesa in campo, saranno meno luminosi a fine partita perché per entrambi sono due i punti persi. Allenatori rampanti, offensivi, d’avanguardia, molto simili nonostante le loro storie non potrebbero essere più diverse. Thiago Motta de facto ha cominciato a giocare col Barcellona e ha concluso col Paris St Germain, in mezzo Atletico Madrid, Genoa e Inter, Dionisi da calciatore ha cominciato con un prestito al Voghera dal Siena e ha terminato con una specie di interregionale del Nord Est, o una criptica mappa dei vini migliori: Sambonifacese, Verbania, Brianza Olginatese. Il loro 2-2 alla fine è figlio di questo strano incrocio di destini: due squadre che non si potrebbero immaginare più provinciali che provano a giocare un calcio internazionale, facendo divertire. Non è chiaro chi sia stato il meno fortunato: il Sassuolo si è divorato più occasioni e ha centrato più legni, lo Spezia ha raggiunto il doppio vantaggio e si è fatto rimontare in 10 da un Raspadori subentrante e devastante.

Il tecnico italo-brasiliano si affida al suo consueto 4-2-3-1 con Sala in un ruolo ibrido tra trequarti e mediana davanti al dinamico duo Kovalenk-Maggiore, dietro a Gyasi e Manaj a supporto di Nzola. A protezione di Provedel, la linea da destra a sinistra Amian-Erlic-Nikolau-Reca.

Il Sassuolo schiera un 4-3-3 in cui fa paura soprattutto il tridente costituito dal Campione D’Europa Berardi, dall’ex doriano Defrel e dall’ex genoano Scamacca, in forma straripante e recentemente apparso con poca fortuna anche in azzurro. La vera minaccia però è il giovane factotum del centrocampo, Frattesi, capace di colpire di fioretto e di spada.

Subito Emiliani all’assalto: Reca deve fermare proprio Frattesi al limite, rischia il rigore e si becca il giallo; batte Berardi la punizione e Provedel deve deviarne la scheggia sulla traversa!

Il palleggio degli ospiti è avvolgente e persistente, lo Spezia è costretto a rintanarsi sperando in un momento più propizio dopo l’iniziale impeto avversario. Un triangolo tra gli avanti neroverdi, in realtà in un improbabile divisa a quadri azzurini chiari e scuri, porta Berardi a concludere dal dischetto, praticamente un rigore col coefficiente di difficoltà sensibilmente aumentato, e infatti spara alto.

Una fuga di Nzola in fuorigioco al 21’ che porta a un gol di Kovalenko testimonia che lo Spezia è vivo nonostante la maggior classe e atletismo degli uomini di Dionisi. Infatti verso la mezz’ora della prima frazione si acquieta la loro vivacità e i Bianchi guadagnano terreno.

Manaj conquista un pallone a centrocampo, lo conduce in avanti ed è lesto a servire Nzola al momento giusto, il francese lo è meno a concludere e così si fa ribattere da Ayhan.

Al 31’ ancora un legno per il Sassuolo, angolo più esterno della traversa di Scamacca che, imbeccato da Muldur, tenta la puntata dal limite, e appena 4 minuti dopo lo Spezia va in vantaggio. Su un lancio lungo la difesa ospite scaccia sulla sinistra, dove è acquattato Reca, che ha tutto il tempo per crossare. Basso e teso per Manaj, porta spalancata davanti a lui, gol.

Prima del ritorno negli spogliatoi il Sassuolo prova a reagire, ma sono soprattutto ancora Manaj e Reca a mettersi in mostra con le loro scorribande.

L’intervallo vede l’avvicendamento tra Raspadori ed Henrique, ma l’avvio di ripresa spicca nelle cronache soprattutto per il raddoppio dello Spezia: eccellente Nzola che vince al limite dell’area allungandosi sulla sinistra un duplice confronto con Ayhan e Frattesi, quindi serve in mezzo Gyasi, che si libera del marcatore in allungo e insacca.

Qui comincia l’assedio disperato e opprimente del Sassuolo. Si gioca a una sola porta, con lo Spezia che inibisce praticamente ogni velleità offensiva e cerca di resistere.

Il fortino lo butta giù Raspadori tra il 68’ e il 79’ con due conclusioni, una più bella dell’altra: la prima dopo aver raccolto una respinta della difesa, averla addomesticata, e aver scoccato; la seconda è un tiro a giro dopo averne dribblati due.

C’è ancora tempo per un tentato tiro da tre punti per parte: Boga con un sinistro da dentro l’area, Nzola trovando un Consigli ben piazzato al termine di una cavalcata in contropiede. Poi il triplice fischio: Thiago Motta e Dionisi forse sorridono ancora, ma con un’espressione agrodolce.

Federico Burlando

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