Fuori anche Rovella e Sturaro, Juventus mission impossible per questo Genoa

GENOA, ITALY - JUNE 30: Juventus player Paulo Dybala celebrates after scoring the 0-1 goal during the Serie A match between Genoa CFC and Juventus at Stadio Luigi Ferraris on June 30, 2020 in Genoa, Italy. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Se disponesse di un portiere, la formazione composta solo dagli infortunati di casa Genoa potrebbe giocarsi la salvezza e, ad un esame attento, appare più forte di quella che il malcapitato Sheva dovrà spedire in campo contro la Juventus. I recenti stop di Rovella (arrivederci all’anno nuovo) e Sturaro ripropongono interrogativi già sollevati e per ora privi di risposta convincente, ma di sicuro aggrapparsi solo al destino cinico e baro sarebbe un peccato grave di superficialità. Probabile che la catena di guai muscolari sia il combinato disposto di diversi elementi: una preparazione sommaria durante il precampionato e anche dopo, un’eccessiva durezza del campo di allenamento al Signorini, il fitto calendario di impegni ufficiali, compresi quelli delle Nazionali. Di sicuro si sta marciando a livelli da record assoluto, neppure avvicinati da qualsiasi altro club della massima serie.

Se a queste tegole continue si abbina la caratura modestissima di parecchi giocatori ai quali il tecnico è costretto a ricorrere, ecco spiegata la dimostrazione di inconsistenza registrata anche contro il Milan. Era una gara quasi proibitiva, ma se non altro contro la Roma e a Udine la fase difensiva non era stata disprezzabile. Stavolta non si può salvare proprio nulla, e il risultato finale è stato la diretta conseguenza.

Dalla cintola in su il Genoa attuale, disossato dagli infortuni, è assolutamente improponibile. I quasi trecento minuti di digiuno offensivo risultano già eloquenti, ma non bastano a descrivere i limiti di una manovra asfittica in partenza e impalpabile a livello di conclusioni. Nella crisi rossoblù incidono scarsa la qualità complessiva, il pessimo assortimento tra i centrocampisti (quasi tutti con caratteristiche identiche) ed una lentezza assoluta, figlia anche di una preparazione atletica sommaria.

È difficile, in questo quadro, invertire la tendenza, e il nuovo “manico” ha responsabilità irrisorie. Puoi invertire sinché vuoi l’ordine degli addendi senza che la somma muti, e così sarà sin quando l’infermeria non espellerà qualche suo illustre ospite (in primis Destro, ma anche Fares e Maksimovic) e, soprattutto finché la società appena insediata potrà agire sul mercato in modo profondo, sia nel dimagrimento di un organico da footbal americano, sia nella scelta di rinforzi in grado di prenotare il quart’ultimo posto.

Il capitolo all’Allianz Stadium non può essere tra quelli (ma ce ne sono…?) che alimentino soverchie speranze di sopravvivenza. Il Genoa si presenterà con un mucchio di rincalzi non per prudenziale turn over in vista del derby ma per un’emergenza assoluta. Non è disponibile neppure uno dei reali punti di forza: capitan Criscito, Destro, Caicedo, Rovella (il solo a salvarsi mercoledì sera), Sturaro. Se non altro la difesa è ricca di alternative accettabili, già collaudate nelle ultime gare, ma l’attacco sarà ancora affidato a due baby non ancora pronti per la categoria o a Pandev, che può offrire lampi di classe per una mezz’oretta, non di più.

Il centrocampo ha appena perso due titolari su tre, e tra le riserve non spiccano virtuosi dribblomani e mezze ali dalla falcata sciolta ma solo mediani abbastanza puntuali nel recupero palle ma inadatti all’impostazione e ancor più alla conclusione. Sheva sta sfogliando la margherita: chi affiancare al superstite Badelj? Probabilmente Tourè, forse Galdames, visto che Behrami non sembra poter reggere 90 minuti ed Hernani non riesce ad uscire dal tunnel di prestazioni inaccettabili. Qualsiasi scelta, comunque, susciterebbe scarse certezze.

Gli altri dubbi riguardano la fascia destra, contesa da Ghiglione e Sabelli, e il centro-destra difensivo, con Vanheusden favorito su Biraschi, sempre che non si conceda un turno di riposo ad un altro veterano, Masiello.

Pretendere da una squadra del genere di affrontare Madama a viso aperto è… manicomiale. Il Genoa non potrà che restarsene all’angolo, cercando di schivare più pugni possibile e di evitare il colpo da ko. Altri team, anche provinciali, sono riusciti nell’impresa di togliere punti alla banda di Allegri, ma le condizioni in cui versano i rossoblù sono davvero disperate. L’obiettivo è di far sudare il gol ai bianconeri evitando punteggi umilianti, ma oltre non ci si può avventurare quando ci si imbatte in Dybala, Bernardeschi, Cuadrado, Locatelli e qualche altro pezzo da novanta. La Juve sarà anche in angustie, ma a Salerno ha maramaldeggiato, e questo Grifone, così malandato in ogni reparto, non è certamente più ferrato dei pur modestissimi granata.

PIERLUIGI GAMBINO

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