Diavolo troppo talentuoso, il rendez-vous con Shevchenko finisce 3-0 per il Milan

Perdere contro il Milan può rientrare anche nella normalità ma è l’arrendevolezza del Genoa che sconcerta, neanche un incitamento costante della gradinata Nord, che nella ripresa ha continuato a dare spettacolo, è servito a sbloccare una squadra che ha ruminato calcio senza mai nemmeno tirare fuori, in gran parte dei suoi componenti, quegli attributi fondamentali per cercare di ridurre un gap tecnico apparso ieri sera a tratti imbarazzante.

Sheva ha dovuto ancora una volta fare a meno di tanti titolari, anche Pioli ha ridisegnato il suo undici con parecchie defezioni ma dopo un avvio che lasciava ben sperare, con Cambiaso arrembante che dopo un minuto calciava alto dal limite, il pallino passava subito nelle mani dei rossoneri, vogliosi di riscattare la doppia sconfitta contro Fiorentina e Sassuolo e di rispondere alla vittoria pomeridiana dei cugini nerazzurri. Nella prima azione della partita si fa male al ginocchio Kjaer (auguri al danese, oggi gli esiti degli esami..), entra Gabbia, Tonali prende la bacchetta da direttore d’orchestra a centrocampo e dopo dieci minuti la partita prende già la strada di Milano: il braccio di Ekuban viene punito con una punizione dal limite in posizione centrale, Ibra sistema con cura la sfera, approfitta di una barriera non perfettamente posizionata ed infila l’immobile Sirigu con un destro a girare che plana nell’angolo basso sinistro dell’immobile numero uno.

Nei minuti successivi lo svedese potrebbe raddoppiare, prima ciabattando a lato l’assistenza di Hernandez e successivamente stoppato nell’area piccola al momento del tiro, dopo scivolata di uno svanito Vasquez e imbucata di Messias, la prima iniziativa rossoblù al 27’ con Rovella, stasera l’unico a salvarsi ma sacrificato a sinistra, che si accentra e con un bel destro manda di poco alto sulla traversa difesa da Maignan. Ma il divario tra le due squadre è a tratti imbarazzante, Bianchi ed Ekuban non tengono una palla e si dimostrano inadeguati ma è il centrocampo ad essere imbarazzante, con Badelj e Sturaro lenti a contatto, Ghiglione timido a destra e Cambiaso che dopo un buon avvio si rintana nella propria metà campo, con i due esterni a formare una linea a cinque e con Kalulu e Theo molto alti, ad agire quasi da ali in un Milan che tiene bassi solo i due centrali difensivi, con Tonali che si abbassa a far partire l’azione ed innescare Messias e Diaz, le cui accelerazioni centrali rischiano per due volte di far male a Masiello e compagni. Nel finale di tempo Sturaro perde due palloni sanguinosi appena fuori l’area, la girata di Bianchi su una delle rare sortite offensive con cross da destra di Ghiglione termina abbondantemente alta ed al primo dei quattro minuti di recupero arriva la rete che di fatto chiude un match di fatto neppure iniziato: Krunic conclude da dentro l’area, la conclusione viene stoppata da Vanhuesden con la sfera che s’impenna, Vasquez e Badelj osservano compiacenti e Messias ha il tempo con la “cabeza”, non propriamente la specialità della casa, di indirizzare verso il secondo palo, con il goffo tentativo di parata di Sirigu, per una sera non in vena di straordinari.

Sheva manda in campo Hernani per un impresentabile Sturaro mentre Florenzi rileva l’unico ammonito Gabbia, reo di una gomitata a Bianchi, con Kalulu che va a far coppia centrale con Tomori, dopo sessanta secondi Ibra conclude scoordinato e debole il cross da destra di Florenzi ed al 3’ finalmente si vede il Grifone: punizione da sinistra dell’encomiabile Rovella, con Hernani che spizzica di testa a centro area esaltando il riflesso gattesco di Maignan, che nega la rete al brasiliano e con Tomori che libera rovesciando nei pressi della linea.

Per qualche minuto sembra un altro Genoa, Ekuban conclude centralmente dopo una bella torsione ma è solo un illusione, ricomincia il giro palla rossonero, Pellegri rileva il quarantenne Ibra che Pioli cerca giustamente di centellinare dopo un’ora di gioco ed un minuto dopo arriva il tris, con Diaz che apparecchia per Messias che con un colpo da biliardo infila con il sinistro l’angolo basso alla destra di Sirigu, coronando una settimana da incorniciare per lui, con la prima doppietta dopo la testata decisiva in casa dell’Atletico Madrid la scorsa settimana.

E fino al termine si assiste al controllo rossonero, con lo spettacolo della Nord che tra sciarpate, bandiere e cori non riesce a scuotere una squadra che regala qualche lampo solo grazie al nuovo entrato Portanova, che rileva Rovella alle prese con qualche problemino fisico dopo aver cantato e portato la croce: dopo aver rubato palla a Messias prova l’eurogol da quarantacinque metri, trovando ancora reattivo Maignan che recupera all’indietro la posizione e sventa sotto la traversa il tentativo “maradoniano” del giovane napoletano. Nella ripresa gli ingressi di Pandev, Galdames e Bani poco hanno aggiunto ad una squadra falcidiata dagli infortuni ma che questa sera ha mostrato come non mai tutti i suoi limiti, sovrastata non solo sul piano tecnico come si poteva immaginare ma soprattutto dal punto di vista fisico e temperamentale dall’undici di Pioli, che fino all’ultimo ha giocato con concentrazione ed applicazione, ad onta del triplo vantaggio.

Serata da archiviare in cui salviamo il solo Rovella, il mercato di gennaio non è lontano così come il rientro in campo dei titolari assenti ma prima di Natale le quattro partite che condurranno al primo mese dell’anno dovranno per forza portare qualche punto per non dover affrontare un girone di ritorno con un handicap troppo pesante per risalire una classifica così deficitaria.

Pioli ha ripreso il filo interrotto nelle ultime due partite, Ibra è sempre il totem di questo undici che ha trovato alternative eccellenti in una lotta al vertice dove comunque per noi, in prospettiva scudetto, i rossoneri continuano ad essere un gradino sotto rispetto ad Inter e Napoli, ieri sera la quarta rete rossonera è arrivata nel finale, quando il pari del Sassuolo ha permesso al Diavolo di accorciare sulla capolista, ora distante un solo punto.

GENOA-MILAN 0-3

Reti: 10’ Ibrahimovic 46’ e 16’ s.t. MessiassI

GENOA (3-5-2): Sirigu 5 – Vanhuesden 5,5 Masiello 5,5 (32’ s.t. Bani n.c.) Vasquez 5 – Ghiglione 5,5 Sturaro 5 (1’ s.t. Hernani 5,5) Badelj 5 (17 s.t. Galdames 5,5) Rovella 6 (32’ s.t. Portanova 6,5) Cambiaso 5,5 – Bianchi 5 (17’ s.t. Pandev 5) Ekuban 5,5 All: Shevchenko 5,5 A disp: Semper, Marchetti, Sabelli, Behrami, Biraschi, Buksa, Touré

MILAN (4-2-3-1): Maignan 7 – Kalulu 6,5 Kjaer n.c. (4’ p.t Gabbia 5,5 – 1’ s.t. Florenzi 6) Tomori 6,5 Hernandez 6,5 – Tonali 7 (31’ s.t. Saelemaekers n.c.) Kessie 6 – Messias 7,5 Diaz 6,5 (31’ s.t. Bakayoko n.c.) Krunic 6 – Ibrahimovic 7 (15’ s.t. Pellegri 6) All: Pioli 6,5 A disp: Tatarusanu, Mirante, Ballo, Conti, Leao, Maldini

Arbitro: Sacchi di Macerata 6,5

Note: serata non fredda, terreno di gioco in buone condizioni. Calci d’angolo 6-2 per il Milan. Ammoniti: Gabbia (M) Masiello, Rovella (G). Recupero 4 + 3.

                           MARCO FERRERA                 

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