La Sampdoria ci prova ma commette troppe leggerezze. La Fiorentina ringrazia e se ne va

Brusco stop per la Sampdoria a Firenze, dove riemergono limiti che le ultime, positive prestazioni sembravano aver almeno contenuto.
Eppure non è stata una recita del tutto negativa, quella dei ragazzi di D’Aversa – questa sera in divisa rossa – al Franchi. La partita è stata per lunghi tratti equilibrata, comunque godibile, niente a che vedere con certe pessime recite (ad esempio nella Torino granata) di un passato nemmeno troppo lontano. È mancata però attenzione e concretezza in alcuni momenti topici della partita, e questo – contro una squadra già di per sé superiore e in fiducia – in qualunque categoria fa la differenza.
Il tecnico blucerchiato dispone i suoi con il rigido 4-4-2 delle ultime settimane, sostituendo però tre giocatori nell’undici di base: Ekdal, squalificato, lascia il posto a Silva; Murru vede premiato il suo gran gol contro il Verona da una maglia da titolare; e Gabbiadini riparte dall’inizio per far rifiatare capitan Quagliarella.
Dall’altra parte, anche Italiano rimane sulle sue abituali misure. Nel 4-3-3 Milenkovic resta in panchina, così come Odriozola, Saponara e Nico Gonzalez, tornato disponibile dopo alcune settimane di stop. Via libera a Venuti, Igor, Callejon e Sottil, gli ultimi due a fianco del devastante Vlahovic di questo incredibile 2021.
I padroni di casa partono alla carica, provando la conclusione con una punizione dal limite che Biraghi al 5’ calcia alta non di molto. Ma la Sampdoria fa capire di non essere a Firenze per musei, e al 7’ Gabbiadini prova ad impensierire Terracciano dal limite.
Al 10’ una bella combinazione porta Vlahovic alla conclusione centrale, che non sorprende Audero, e al quarto d’ora i rossocerchiati passano in vantaggio. Il solito assist di Candreva da destra pesca Gabbiadini in area. Il ragazzo di Calcinate gira di testa nell’angolo lontano e gonfia la rete alle spalle di Terracciano per il suo primo gol stagionale.

La Fiorentina stenta a riorganizzarsi. La reazione si materializza in una punizione di Vlahovic dai 22 metri, molto fuori misura, originata però da un fallo inesistente di Ferrari.
Ma quando si hanno qualità e idee chiare basta un cerino per appiccare l’incendio, specie se i “vigili del fuoco” si dimostrano poco reattivi. Al 24’ un traversone da sinistra taglia completamente l’area doriana con Audero immobile (sulle uscite bisogna dare una bella ripassata), e in un’azione che ricorda molto il Napoli di Sarri non può che essere Callejon, sul palo lontano, a spingere la palla in porta per il pareggio gigliato. Idea intelligente, ma gravi le responsabilità di Murru che si lascia sorprendere alle spalle dallo spagnolo, alla prima realizzazione in viola in campionato ma habitué di queste incursioni, la qual cosa non fa che sottolineare l’impreparazione dell’intera squadra blucerchiata.
La partita è più viva che mai, e le due migliori opportunità a cavallo della metà del tempo sono di marca doriana. Al 26’ una bella transizione degli uomini di D’Aversa porta Caputo vicino all’area avversaria, dove sgorbia corto un passaggio per il solissimo Gabbiadini sul lato opposto. E tre minuti più tardi un’iniziativa di Candreva prova ad imbeccare lo stesso attaccante barese nel cuore dell’area avversaria. Il colpo di testa del dieci doriano è solo accennato, il pallone rotola verso Gabbiadini sulla destra, ma il tiro del mancino rossocerchiato, da posizione impossibile, è un alleggerimento per il portiere di casa.
Quando la Fiorentina attacca in maniera ragionata la difesa doriana si dimostra irreprensibile, ma quando il baricentro si alza e i viola hanno spazio sono dolori. È quello che accade al 32’, quando Bonaventura si invola sulla destra e pesca Vlahovic, fino a quel momento annullato dai centrali ospiti e nel prosieguo non certo più pericoloso, che di testa incrocia da pochi passi un pallone che scavalca Colley rendendo vano il tentativo di Audero per il sorpasso gigliato.

L’impressione è di una mezz’ora equilibrata, di un Doria manovriero, di una Fiorentina spigliata e rapida, e di un risultato instabile.
Al 34’ Murru cerca di ripetere la prodezza del turno precedente e soprattutto di farsi perdonare due letture difensive assai carenti, ma il suo sinistro termina a lato della porta di Terracciano.
Al 38’ i padroni di casa hanno una grande opportunità per allungare, ma sul tiro di Bonaventura Ferrari si immola e mura di petto una conclusione diretta nel sette alla sinistra di Audero.
Un minuto più tardi è Bereszynski, capitano di giornata, a mettersi in proprio. Dribbling su Biraghi, rientro sul sinistro e palla fuori di non molto.
Ma proprio quando sembra che si debba andare al riposo sul 2-1, e quindi con un tempo per riprovarci, arriva il terzo gol viola. Su un elaborato schema da corner la palla viaggia per Bonaventura, il migliore dei suoi, che prova il tiro da posizione complicata. Una deviazione sfortunata libera Sottil sul secondo palo per un tap in facile facile. 3-1 e partita in ghiaccio per la formazione di casa.
I primi minuti della ripresa vedono una Sampdoria che prova a riaprire la contesa. Al 50’ Verre – non indimenticabile la sua prestazione – pesca Gabbiadini, che si trova la palla sul destro. Non è il suo piede, si sa, e il pallone si perde sul fondo.
Un minuto più tardi Callejon tenta la sortita personale, arriva alla conclusione ma guadagna solo un corner. Sul capovolgimento di fronte ottima occasione per Caputo, che si presenta davanti a Terracciano. Bravissimo il portiere di casa, ma tutto comunque vanificato da un fuorigioco dell’attaccante pugliese.
D’Aversa ne cambia tre: fuori un traballante Murru per Augello, Caputo per Quagliarella e Verre, che sembra non riuscire a trovare una sua posizione in campo, per Ciervo.
Proprio da un’iniziativa di Ciervo nasce un’interessante opportunità per Gabbiadini, che su invito del solito Candreva impegna Terracciano in angolo. Sulla ripartenza viola Sottil ha la più ghiotta occasione per i viola in tutto il secondo tempo. Si presenta solo davanti ad Audero, ma sparacchia sul fondo.
La partita va progressivamente spegnendosi. Al 62’ su azione d’angolo Colley viene anticipato da un difensore viola che sfiora l’autogol, e quattro minuti più tardi è Thorsby a calciare alto da buona posizione, ostacolato involontariamente da Quagliarella.
Sottil non ne ha più, e dopo una buona ora di gioco lascia il posto a Saponara, mentre nella Sampdoria Bereszynski lascia il posto a Dragusin e la fascia a Quagliarella.
Al 78’ esce anche Duncan, che in realtà stava disputando una buona ripresa dopo un primo tempo anonimo (al pari, va detto, di un Torreira che è sembrato lontano parente del regista ammirato in blucerchiato ai tempi di Giampaolo), per far posto al giovane Maleh, e un minuto più tardi Ciervo pesca nuovamente Candreva che conclude alto.
Gli ultimi ad arrendersi sono Thorsby e Candreva, tanto per cambiare. Allo scoccare del 90’, mentre il tarantolato Italiano fa esordire il classe 2003 Di Stefano, il norvegese recupera un buon pallone, lo serve all’esterno ex laziale che impegna Terracciano.
Finisce così, con la sensazione netta di aver perso un’opportunità per dare seguito alle due vittorie consecutive. La Fiorentina fa un gran possesso palla e sembra sempre pericolosa, specie quando parte sulle ali, ma tende ad allungarsi e a concedere spazi agli avversari, senza contare che il tanto decantato Vlahovic, marcato dignitosamente da Ferrari e Colley (ammonito, salterà la Lazio), ha in pratica toccato e trasformato in oro un solo pallone. La Sampdoria però da una parte si fa cogliere impreparata sulle accelerazioni viola, e dall’altra non sembra in grado di pungere adeguatamente. Troppo compassata la regia di Silva, isolati gli attaccanti, con Caputo e Quagliarella ben lontani dai loro migliori livelli e il solo Gabbiadini, in evidente ripresa, in grado di dialogare con l’ispiratissimo Candreva, ancora una volta migliore dei blucerchiati, insieme al solito Thorsby, al giovane Ciervo, che a nostro avviso meriterebbe più spazio e considerazione, anche da parte dei compagni, e ai due centrali difensivi, il che è bizzarro per una squadra che subisce tre gol.
Ha diretto senza sbavature il giovane Dionisi, aquilano di 33 anni, del quale potremmo sentir parlare in futuro.
Adesso, Lazio e derby. Sarà necessario ritrovare immediatamente l’equilibrio perduto.

Fiorentina (4-3-3): Terracciano 6,5; Venuti 6, Martinez Quarta 6, Igor 6,5, Biraghi 6,5; Bonaventura 7, Torreira 6, Duncan 6 (78’ Maleh 6); Callejon 6,5 (90’ Di Stefano n.g.), Vlahovic 6 (90’ Kokorin n.g.), Sottil 6,5 (69’ Saponara 6). All. Italiano 6,5.

Sampdoria (4-4-2): Audero 5,5; Bereszynski 5 (71’ Dragusin 6), Ferrari 6 (84’ Chabot n.g.), Colley 6, Murru 4,5 (54’ Augello 6); Candreva 6,5, Silva 5, Thorsby 6, Verre 5 (54’ Ciervo 6); Caputo 5 (54’ Quagliarella 5,5), Gabbiadini 6. All. D’Aversa 5,5.

Arbitro: Dionisi 6,5 (Lombardo/Schirru – Volpi – Doveri/Colarossi).

Ammoniti: Gabbiadini 42’, Colley 74’, Ferrari 82’.

Calci d’angolo 3-6

Recupero: 1’ e 3’.

Serata umida, campo allentato ma in buone condizioni.

Giuseppe Viscardi

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