Il Bologna piega la resistenza dello Spezia al 83’ con un rigore contestato

Non riescono a prendere il volo sulla zona retrocessione gli Aquilotti. Un +1 su un Grifone, antico e blasonato rivale, che minaccia di presentarsi a gennaio con uno squadrone che si salverà di sicuro. Al momento non c’è nulla oltre le parole, ma è estremamente plausibile che gli ispano-statunitensi sbarcati a Genova si lancino in un mercato faraonico per la lotta salvezza. Così pesa due volte la sconfitta maturata negli ultimi minuti contro il Bologna per l’undici di Thiago Motta. Il Genoa è un’incognita impazzita, ma la sensazione è che se non sarà troppo sotto a Natale recupererà terreno. Anche il Cagliari è insidioso. Così nonostante l’attuale posizione in classifica di per sé sia soddisfacente, la sensazione è che siano proprio i bianchi che si stanno lasciando sfuggire il treno per restare in Serie A da sotto i piedi.

Chi vedesse soltanto gli highlights avrebbe la sensazione di una squadra assediata nel suo stadio che ha annaspato sino ai minuti finali quando è infine crollata. In realtà lo Spezia ha tenuto fronte all’avversario e ha provato a graffiare, pur risultando complessivamente inferiore ai Felsinei. Ha creato meno occasioni e meno nette, ma ha tenuto bene il campo. La squadra è propositiva, aggressiva, tenace, ma pecca di esperienza e freddezza. Le punte al momento si sono spartite con equità l’onere e l’onore del gol, ma la sensazione è che complessivamente alla manovra offensiva manchi un vero terminale ove sfociare la mole di gioco prodotta.

Thiago Motta conferma il suo 4-3-3, con uno solo cambio: Strelec per lo squalificato Gyasi, che quindi con Antiste e Nzola completa il tridente; Bastoni sale a centrocampo affianco a Maggiore e Kovalenko; nel quartetto arretrato Reca, Amian, Erlic e Nikolau.

Il 3-4-2-1 del Bologna vede Arnautovic supportato da Soriano e Barrow, con Orsolini e Hickey arrembanti esterni a tutta fascia e l’ex Genoa Soumaoro al centro della difesa.

Al principio di match Antiste e Nzola si muovono e si cercano molto, e su un piazzato il francese cade in area, suscitando qualche protesta dissipata velocemente dal Var, probabilmente non c’era nulla ma l’arbitro converte il chiacchierato mischione in un fallo in attacco.

Al 10’ arriva il primo palo del Bologna, una conclusione dalla sinistra di uno straripante Aranutovic di contrabalzo su un pallone piovutogli dall’altra parte del fronte d’attacco, coglie la parte esterna del legno.

Il Bologna si galvanizza e cerca l’imbucata con più insistenza, alza il baricentro e pressa con vigore, lo Spezia è forzato ad arretrare, ma non disdegna l’incursione in contropiede. In particolare Reca e Orsolini con una serie di cross spronano le avanguardie delle due compagini, fuggendo via spesso e volentieri, ma i loro inviti non vengono mai raccolti.

Al 35’ Soumaoro su angolo impatta di testa e manda a lato, inaugurando un pepato finale di tempo in salsa emiliana.

In rapida successione al 44’ il Bologna prende il secondo palo, stavolta Barrow, tiro al volo su invito all’interno dell’area di Soriano, poi una percussione di Arnautovic viene interrotta proprio al momento della conclusione da un provvidenziale Erlic.

La ripresa si apre così come si era concluso il primo tempo, con un Bologna ispirato che costringe lo Spezia alla difensiva, con gli Aquilotti però che sono pronti a lanciarsi nel primo spazio lasciato libero.

AL 58’ Thiago Motta ne cambia 3 in una volta, dentro Salcedo, Colley e Sala, fuori Antiste, Strelec e Reca, in fase calante; gattopardesco, cambia tanto per non cambiare nulla. Purtroppo la semplice immissione di forze fresche non cambia nemmeno il match: il Bologna continua a detenerne il controllo. Infatti al 62’ Arnautovic smarca Barrow che con un tiro a giro prende ancora il palo. E sono tre!

Al 68’ invece è Svanberg che raccogliendo una respinta della muraglia spezzina manda a lato di un soffio. In questa fase i Bianchi sono effettivamente in grande sofferenza, anche se provano continuamente ad uscirne appendendosi alla loro grinta. E infatti al 73’ escono dall’assedio con una combinazione tra Salcedo e Kovalenko, a tratti trattore inarrestabile col pallone tra i piedi, con l’azzurrino che riesce ad arrivare alla conclusione. Skopruski neutralizza.

Mihajlovic immette Vignato e Skov Olsen per gli ultimi minuti, Thiago Motta fa rivedere il campo ad Agudelo dopo il lungo infortunio, facendo uscire l’ancora generosissimo Kovalenko. Dentro anche Ferrer per Amian.

Al 81’ il dubbio rigore che decide il match: Arnautovic batte un calcio di punizione, Nzola col pugno ben attaccato al petto alza tantissimo il gomito a protezione del viso, braccio davvero scomposto ma è difficile non giustificare Nzola. Dal dischetto va Arnautovic, esecuzione perfetta, e Provedel non vi può nulla anche se indovina l’angolo.

A questo punto lo Spezia si getta in un assalto confuso, che sembra non dare frutti fino a che Ferrer al 94’ non impatta di testa su un disperato cross di Erlic: fuori di poco. Triplice fischio. Sospiri.

Federico Burlando

 

 

 

 

 

 

 

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