Per il Genoa futuro da Star con la TV on demand, ma per ora c’é ancora il bianco e nero dell’Udinese

Si abitueranno anche i tifosi rossolù, degni esempi della sobrietà e della ritrosia tutte genovesi. Gli scoppiettii continui degli jankees li stanno sconvolgendo oltreché affascinando: questo luccichio, così lontano dalla realtà frequentata dal lontano 1893, procura ancora sorpresa. “M’attastu se ghe sun” – si dice in dialetto nelle nostre contrade, e stavolta l’affermazione non ha alcunché di negativo.

TV on Demand del Genoa

L’ultimo regalo è una tv on demand dedicata a chi spasima per il Grifo: altra indulgenza alla modernità ed al tecnicismo più spinto ed ennesimo capitolo dell’inedito romanzo genoano, targato stelle e strisce. Ben vengano certe iniziative, e si tranquillizzino gli scettici (rosso) blu: presto conosceremo il nome del responsabile mercato e inizieremo a scorgere all’orizzonte i inomi di qualche sfizioso rinforzo invernale. Dopo tutto, questa gente proveniente da oltreoceano ha risorse sufficienti per piegare la resistenza di chi non intenderebbe immergersi nelle panie della zona retrocessione. Basterà proporre loro un contrattone in aggiunta ad un progetto tecnico a lunga gittata, che prescinda dal verdetto della stagione attuale, ancora influenzata in modo pesante dalla strategia inaccettabile del Prez.

 

Sintonizzarsi sull’Udinese

Intanto, lo scarsamente invidiabile (a livello sportivo, ovvio, non certo di prebende) Shevchenko sta facendo di conto per allestire un undici presentabile sulla pelouse dello stadio di Udine. Purtroppo, l’infermeria resta rigurgitante di ospiti, nessuno dei quali sembra ancora pronto per l’agognata dimissione. Il mister, così, deve accontentarsi di registrare i pallidi progressi di Vanheudsen e Bani, che potrebbero – in teoria – rappresentare un’alternativa al terzetto difensivo capace di resistere per oltre 80 minuti alla Roma. Ma le loro condizioni sono lontanissime dall’ottimale: ergo, accontentiamoci di vedere quei due in panchina, a far compagnia ad Hernani, altro convalescente che sta dandosi una riverniciata dopo mesi di naftalina.

Certo, in Friuli la posta in palio è altissima e la scelta della formazione iniziale si lega a ben poche alternative. Sabelli appare destinato ad uscire, ma Ghiglione in partenza pare una mossa avventata e l’allargamento sulla fascia di un centrocampista centrale non entusiasma. Sempre in quella zona, potrebbe rifiatare Sturaro, che atleticamente non è un superman, e qui si guazza nel mare magnum di rincalzi tutti provvisti di controindicazioni: il possente Touré (forse il più adatto a fare a botte con i colossi in bianconero), il vivace Galdames (il più idoneo a giostrare qualche metro più avanti), lo stesso Behrami (ideale rimpiazzo nella ripresa, se occorresse difendere strenuamente un risultato utile). Improbabile invece che Badelj e Rovella siano sacrificati sull’altare dell’alternanza.

Pure in attacco sono obbligate parecchie riflessioni. Pandev, che rimane il più dotato di classe e imprevedibilità, può perdere il posto a pro di Bianchi e Buksa, che si giocano anche l’eventuale sostituzione di Ekuban.

Sheva ha lavorato duro in settimana per far sì che il suo Genoa provi a recuperare palla almeno dieci metri più avanti, per evitare di rimanere schiacciato al limite della propria area, ma il tempo a disposizione per far assimilare la modifica è stato forse insufficiente. Di sicuro l’imperativo è di chiudere ogni varco, assorbendo la forza d’urto dei centrocampisti bianconeri, tutti col fisico da rugbisti, nella speranza che Pereyra non inventi una giocata vincente e Beto, unica punta fissa, non si porti a spasso con le sue leve possenti l’intera difesa genoana.

Un punto sarebbe ricoperto di oro zecchino, anche tenendo conto che numericamente esigue saranno le sortite in avanti di una squadra scarsamente avvezza al gioco corto, da sviluppare negli spazi brevi. E alzando la palla per una sponda aerea, si rischia di agevolare un antagonista clamorosamente provvisto di muscoli e centimetri. Occorre dunque la massima attenzione in ogni zona del campo, ma in particolare su corner e calci fermi, altre specialità dei giocatori di Tudor, la cui attuale posizione di classifica stona con il loro valore complessivo.

PIERLUIGI GAMBINO

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