A Salerno un capolavoro di cinismo da parte della Samp

Se la Sampdoria… fa la Sampdoria, per squadre come la Salernitana non c’è scampo. Memori delle ultime prestazioni, invero incolori, i tifosi blucerchiati temevano più i loro beniamini che la squadra granata. Ebbene, il successo all’inglese conquistato all’Arechi ha risposto in buona parte a quegli interrogativi, oltre ad aver diradato le nubi attorno alla squadra e soprattutto a mister D’Aversa.

Stavolta contava solo vincere, spezzare la spirale negativa, invertire il trend. Missione riuscita da una compagine che si è ritrovata ed ha rispettato i pronostici della vigilia imponendo la propria indiscussa superiorità. A livello di carattere, la risposta è stata convincente: gli atleti hanno giocato per sè stessi ma soprattutto per il loro allenatore, accogliendo il messaggio che la società aveva rivolto loro durante la scorsa settimana.

La squadra non si è mai sfilacciata e in certe circostanze ha riproposto la compattezza delle prime giornate. Un progresso dovuto anche al rientro da infortunio di Verre, che non ha le stigmate del fuoriclasse ma se non altro copre la fascia con profitto ed è il solo a poter sostituire Damsgaard senza attentare agli equilibri tattici generali. Anche i suoi compagni, comunque, hanno fatto registrare un netto passo avanti a partire da capitan Quagliarella, che spesso ha inseguito i giocatori avversari come se fosse un marcatore assiduo. C’è chi ha criticato la prova del suo partner Caputo, che in effetti poteva anche dimostrarsi più concreto, ma da qui a bocciarlo ce ne passa. E se il Var non gli avesse annullato un gol per… un’unghia in fuorigioco, i commenti riguardo a lui sarebbero stadi più dolci.

La gara di Salerno è stata un capolavoro di cinismo. I blucerchiati hanno dapprima fatto sfogare i granata, concedendo loro soltanto due conclusioni scarsamente insidiose. Appena impresso un altro ritmo al match, nei minuti finali del primo tempo, ecco giungere il vantaggio e subito dopo il raddoppio con un contropiede al fulmicotone, ancorché favorito dall’insensata condotta degli avversari.

C’è chi ha accolto con una smorfia l’atteggiamento dei doriani nella ripresa, trascorsa per la gran parte nella propria area, a difesa del fortino. Forse, è riaffiorato un briciolo di paura e di insicurezza, retaggio degli ultimi capitoli di campionato o forse si è trattato della sola maniera di arginare la foga dei padroni di casa, riversati in avanti con la forza della disperazione. Di sicuro, questa Samp forse eccessivamente prudente ha esaltato le prove delle guardie scelte di D’Aversa: su Colley non c’erano dubbi, ma benissimo si è comportato il suo occasionale partner Ferrari (rilievo dell’infortunato Yoshida) e pure i subentrati Dragusin e Chabot si sono esaltati nelle mischie davanti ad un Audero tornato superlativo e capace di una parata capolavoro su Ranieri.

La Samp deve ancora tornare brillante come un tempo, ma intanto si è lievemente allontanata dal baratro. Condivisibile è la cautela di D’Aversa, conscio che l’euforia eventuale sia una pessima consigliera, ma è sicuro che con i tre punti ottenuti in Campania anche il Verona faccia meno paura. Guai se la tifoseria doriana tornasse a sbandierare ambizioni altisonanti di classifica, ma questa Samp è assolutamente in grado di togliersi dalle sabbie mobili e di attestarsi verso la cima della colonna a destra. In attesa, ovvio, che il Viperetta si impegni maggiormente nel reperimento di nuovo acquirente, secondo i desiderata di una tifoseria intera, che è intanto attesa a spostarsi massicciamente, sabato prossimo, all’interno del Ferraris. Quagliarella e C. hanno assoluto bisogno di un aiutone dagli spalti.

PIERLUIGI GAMBINO

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