Il Genoa di Sheva contro la Roma ha dato il 130% ma è troppo carente anche sul piano atletico

Sheva è stato bravissimo nello spremere sino all’inverosimile il suo primo Genoa, ottenendo da tutti i suoi giocatori il 130 per cento delle loro possibilità. Uno sforzo immane, che ha sortito frutti per nove decimi del match, sino a quando scaturiva anche una goccia di energia e di concentrazione. Poi, appena gli ottimisti iniziavano a pregustare la conquista del pari, ecco il Grifone ammainare bandiera, pagando il crollo più o meno contemporaneo di tutti i suoi giocatori atleticamente più carenti: Pandev (già uscito da qualche minuto e malamente sostituito da un Hernani mentalmente inadatto al sacrificio in copertura), Sturaro (nelle gare precedenti era stato sostituito prima), Masiello (il miglior rossoblù per cinque sesti di gara, prima di avvertire il peso dei quasi 36 anni), Badelj (ormai statuario). Qualche minuto prima della fine del sogno, ad ogni stop del gioco, si scorgevano parecchi genoani con le mani ai fianchi, letteralmente stremati.

L’ucraino avrebbe l’esigenza di riverniciare la carrozzeria di una squadra che procede dal primo al novantesimo a ritmo da dopolavoro, senza mai un cambio di passo, una perentoria accelerata: retaggio di una preparazione troppo blanda ma anche delle caratteristiche individuali. Didascalica in proposito l’azione dell’1-0: Mkitharyan, palla al piede, è passato a fianco di Badelj come un Frecciarossa opposto ad una vaporiera di fine ‘800. La verità è che i rossoblù – nessuno escluso, neppure un Cambiaso in costante involuzione – corrono poco e male e riescono a mascherare certe carenze solo chiudendosi a riccio, per aiutarsi vicendevolmente. Appena riconquistata palla, non uno che si muova per smarcarsi e suggerire il passaggio. A lungo il Genoa era rinchiuso dai propri limiti nella sua metà campo: la palla, invece di essere condotta verso l’area avversaria, tornava verso Sirigu come fosse un boomerang.

Impastato di realismo, Shevchenko ha seguito passo passo le orme del Ballardini vecchia maniera: rigidissimo 3-5-2, chiusura di ogni spazio, gran sacrificio in fase di filtro. Alla faccia di chi pensava che sarebbe bastato il cambio di manico per applaudire un Grifone garibaldino, propositivo, padrone del campo.

Puoi cambiare cuoco ogni settimana, ma se gli ingredienti non mutano… Il mister, a fine gara, ha sottolineato il peso delle numerose assenze: ha ragionissima. Ma non illudiamoci che con Destro in avanti, Fares sulla fascia e qualche altro difensore finalmente guarito si finisca per ascoltare una sinfonia calcistica assai più orecchiabile. Conferire un gioco più efficace non è così semplice: occorre tempo, e Sheva ne ha ben poco a disposizione, col po’ po’ di impegni da brividi che attendono i suoi uomini da qui a Natale.

Intanto, il prof. Zangrillo si è concesso alla stampa nella prestigiosa cornice di Palazzo Ducale. “Abbiamo un progetto importante da sviluppare a Genova e nel Genoa. In mancanza di esso, chi potrebbe pensare che il nostro allenatore avrebbe accettato l’incarico?” – ha dichiarato. Se sono rose…  In attesa di un mercato invernale spumeggiante – confidando che il distacco in classifica dalla zona salvezza non aumenti in modo tale da scoraggiare qualche potenziale rinforzo pieno di dubbi e di paure – sarebbe opportuno consegnare al popolo rossoblù il nome più invocato: quello del direttore sportivo, responsabile del futuro potenziamento. Così da evitare i sospetti – per ora campati in area – che dietro il palcoscenico sia ancora il Prez a muovere i fili.

PIERLUIGI GAMBINO

Condividi
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.