La Sampdoria si dimostra superiore e torna al successo a Salerno

La Sampdoria torna al successo sbancando l’Arechi di Salerno per 2-0 al termine di una gara tesa e piuttosto brutta, condizionata dalla posta in palio.

D’Aversa, confermato al timone durante la pausa per le Nazionali, torna al 4-4-2 più classico, con Ferrari per la prima volta dall’inizio al fianco di Colley al centro della difesa (Yoshida indisponibile), la mediana muscolare di Ekdal e Thorsby e Verre largo a sinistra, con Caputo e Quagliarella nuovamente insieme in avanti.

Colantuono invece preferisce Zortea e Gagliolo in difesa e mette Ribery alle spalle di Gondo e Diuric in prima linea, fidando nelle invenzioni del francese e nella fisicità del duo offensivo.

La tifoseria di casa accorre in buon numero, ma è nutrita – considerando la distanza – anche la rappresentanza blucerchiata, che vede il ritorno preannunciato, tra gli altri, dei “Fieri Fossato”.

Salernitana poco incisiva, Samp con maggiore qualità

La Salernitana parte con buon piglio, ma non riesce ad impensierire la retroguardia doriana. Così, appena passata la prevedibile sfuriata iniziale dei locali, è la squadra di D’Aversa, oggi in divisa biancocerchiata, a costruire le prime occasioni da rete, denotando fin da subito una evidente superiorità nel palleggio.

Al 10’ Quagliarella si libera due volte al tiro in area, ma Belec – uno dei molti ex a referto – si oppone due volte respingendo con qualche difficoltà.

Due minuti più tardi Caputo lavora un gran pallone nei sedici metri avversari e libera al tiro Candreva poco sopra il dischetto del rigore, ma il destro dell’ex laziale e interista sorvola di molto la traversa: peccato, un’opportunità importante.

La fiammata doriana non si esaurisce, e al 17’ Verre pesca Caputo in area. Il bomber barese, ottimo il suo inizio gara, stoppa e prova la rovesciata che termina fuori di non molto.

La fase centrale del tempo non presenta lampi particolari. Domina l’attenzione reciproca, si vedono diversi errori di lettura su entrambi i fronti, e saltano agli occhi un paio di incomprensioni nella gestione della palla tra Candreva e Quagliarella, e c’è giusto il modo di annotare il giallo a Bereszynski per un intervento in ritardo.

Bisogna attendere il 36’ per rivedere un’azione da gol, ancora una volta di marca ospite. Valida la transizione offensiva dei ragazzi di D’Aversa, iniziata da un gran numero di un Quagliarella finalmente in spolvero e beccato dai tifosi locali per le sue origini partenopee. Dal capitano la palla viaggia per Bereszynski sul lato opposto, dal polacco a Candreva che pesca Thorsby a centro area. Il destro del norvegese è respinto a fatica da Belec, sulla palla si avventa Caputo che, di testa, appoggia però senza troppa convinzione tra le manone dell’incerto portiere sloveno. L’attaccante ex Sassuolo si ripete due minuti dopo al termine di un’azione personale, ma il suo destro è facile preda dell’estremo difensore locale.

In definitiva la Sampdoria fa in avanti molto di più della squadra di casa nel contesto di una partita per il resto equilibrata. Parlano i numeri: possesso palla, tiri complessivi, tiri nello specchio.

Candreva la risolve in3′, con l’ausilio di Quagliarella, Caputo e…Di Tacchio

Ma il vantaggio blucerchiato sembra essere nell’aria, e – sia pure fortunosamente – arriva al 40’. Primo calcio d’angolo per la Sampdoria, lo schema porta al cross da sinistra Candreva, e Di Tacchio, nel tentativo di anticipare Thorsby, colpisce involontariamente il pallone e lo manda alle spalle di Belec.

La Salernitana prova immediatamente a reagire, e nel generoso tentativo di riportarsi in parità prima dell’intervallo commette l’errore di sporgersi eccessivamente in avanti.

Al 43’, da azione d’angolo campana, Quagliarella innesca un contropiede quattro contro uno, Caputo si allarga a sinistra sbilanciando il difensore avversario, il capitano serve Candreva sulla destra, e il numero 87 brucia Belec con un pallone ad incrociare. 2-0 e Salernitana al tappeto.

L’unica parvenza di occasione per i locali arriva nel minuto di recupero, con Kastanos – mancino – che ci prova di destro, fuori misura.

I padroni di casa ci provano ma non è abbastanza

Nell’intervallo Colantuono lascia negli spogliatoi proprio il cipriota per inserire Obi, e alla ripresa delle ostilità i giocatori di casa sembrano più convinti.

L’unica, vera opportunità per riaprire la contesa arriva al 53’, con il terzino sinistro Ranieri – uno dei migliori tra i campani – che prova una girata all’altezza del secondo palo su azione d’angolo, trovando però la magnifica risposta di Audero che devia nuovamente in corner, ripetendosi pochi minuti più tardi su un tentativo di Di Tacchio.

È un buon momento per la squadra di Colantuono, che inserisce Bonazzoli per un impalpabile Gondo e Kechrida per l’ingenuo Zortea, messo sempre sotto da un buon Augello in collaborazione con Verre. Più che qualche calcio d’angolo (alla fine saranno ben tredici), però, la pressione dei padroni di casa non frutta.

La Sampdoria, che si sta abbassando anche eccessivamente, è però sempre micidiale in contropiede. Al quarto d’ora Caputo troverebbe anche il gol del 3-0, ma un fuorigioco millimetrico (certificato dal VAR) toglie al centravanti blucerchiato il punto che chiuderebbe definitivamente la contesa.

D’Aversa inserisce Dragusin per Bereszynski, in modo da non rischiare un secondo giallo pericolosissimo, e Askildsen per Verre, calato molto con il passare dei minuti e ancora alla ricerca della migliore condizione, e pochi minuti dopo Ferrari – colpito da crampi ma autore di una buona prova – lascia il posto a Chabot.

Più o meno in contemporanea Colantuono si gioca le ultime carte. Dentro Simy per uno stanco e claudicante Ribery e Schiavone per lo sfortunato Di Tacchio.

Lo schema della gara a questo punto è chiaro e scontato. La Salernitana cerca in ogni modo le sue torri offensive, con Bonazzoli a svariare molto lontano dall’area avversaria, ma la contemporanea presenza di saltatori come Colley (un gigante), Chabot, Dragusin, Thorsby ed Ekdal disinnesca praticamente ogni velleità offensive dei padroni di casa, poveri di idee e di alternative.

Di fatto l’unica opportunità offensiva campana dell’ultima mezz’ora è un tentativo di Kechrida smorzato da un difensore, con Audero che evita anche l’ennesimo tiro dalla bandierina.

In un finale con squadre stanche e sfilacciate la Sampdoria ha un paio di opportunità per arrotondare il punteggio, ed in particolare in una circostanza Candreva, servito in profondità come in occasione del raddoppio, invece di impallinare Belec per la terza volta prova l’assist impossibile per l’accorrente Caputo che, colto in controtempo, può limitarsi al semplice controllo del pallone per far trascorrere qualche ulteriore secondo.

Un meritato ritorno alla vittoria per la Sampdoria e D’Aversa

Gabbiadini al posto di un volitivo Quagliarella è l’ultima nota di cronaca di una partita ben diretta dal triestino Giacomelli e che ha visto i blucerchiati vincere con merito la prima partita all’Arechi in serie A contro una Salernitana apparsa tecnicamente inferiore, imprecisa, spuntata e priva di identità tattica precisa. Manca forse anche un po’ di grinta alla squadra di Colantuono: zero ammoniti a tre in una partita di questa importanza è una spia di carenze anche nel sacro fuoco dell’agonismo.

Per quanto riguarda i singoli, nessuna insufficienza tra i blucerchiati, con menzioni speciali per Audero, i due centrali difensivi e per il ritorno a buoni livelli dei due interni, di Augello e di un Quagliarella generoso ed ispirato, soprattutto nelle vesti assist man.

La Sampdoria si scrolla di dosso la polvere degli ultimi risultati e balza a quota 12 in graduatoria, mettendo un po’ di spazio tra sé e le inseguitrici. Le prossime partite, a cominciare dall’insidiosa gara casalinga contro il bel Verona di Tudor, diranno se il percorso intrapreso è quello giusto.

Salernitana (4-3-1-2): Belec 5,5; Zortea 5 (55’ Kechrida 5,5), Gyömber 5,5, Gagliolo 6, Ranieri 6; L. Coulibaly 6, Di Tacchio 5 (67’ Schiavone 5,5), Kastanos 5,5 (46’ Obi 5); Ribery 5,5 (67’ Simy 5); Gondo 5 (55’ Bonazzoli 5,5), Diuric 5,5. All. Colantuono 5.

 

Sampdoria (4-4-2): Audero 7; Bereszynski 6 (61’ Dragusin 6), Ferrari 6,5 (65’ Chabot 6,5), Colley 7, Augello 6,5; Candreva 7, Thorsby 6,5, Ekdal 6, Verre 6 (61’ Askildsen 6); Caputo 6, Quagliarella 6,5 (86’ Gabbiadini n.g.). All. D’Aversa 6,5.

 

Arbitro: Giacomelli 7 (Scarpa/Marchi – Cosso – Sozza – Bottegoni).

 

Ammoniti: Bereszynski 24’, Ekdal 57’, Chabot 86’.

 

Calci d’angolo 13-3

 

Recupero: 1’e 5’.

Giornata luminosa, buona presenza di pubblico, terreno di gioco in ottime condizioni.

Giuseppe Viscardi

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