Il Genoa resiste alla Roma sino al 82′, poi subisce la doppietta del 18nne Felix Afena Gyan

Gli applausi alla fine della partita della Nord a Shevchenko ed ai giocatori arrivano al termine di una partita che sembrava incanalata verso il pari contro una delle Rome più sterili viste negli ultimi anni ma l’ingresso di un diciottenne ghanese, Afana-Gyan, Felix come scritto in distinta, spacca la partita con una doppietta nel finale ed il giovane fa festa incredulo sotto lo spicchio dei tifosi giallorossi in gradinata Sud.

Sono tante le assenze in casa rossoblù per la prima di Sheva e della nuova proprietà, con la gradinata Nord compatta a cercare di spingere nella serata di pioggia, anche la Roma non è al completo ma da subito prende possesso della metà campo genoana, un film già visto anche nelle precedenti partite interne, con un Genoa incapace di proporsi in fase offensiva, dopo tre minuti rischia di andare già sotto e per fortuna dei rossoblù l’ex Shomurodov, lasciato troppo solo sottomisura, alza di testa da buona posizione su cross da destra di Veretout . Il Grifone si arrocca introno a Masiello, perno centrale di una difesa orfana oltre che di Maksimovic del suo capitano Criscito, il solo Rovella a centrocampo canta e porta la croce e non ha il supporto desiderato da Badelj e Sturaro, lenti e macchinosi, mentre sulle fasce Sabelli e Cambiaso sono solo impegnati a contenere la spinta di Karsdorp e le giocate di El Shaarawy; in avanti Pandev ed Ekuban fanno il solletico al terzetto difensivo romanista e gli ospiti al 14’ vanno in rete, ma Irrati, su segnalazione del Var, rende vana la prodezza dal limite di Mkhitarian perché a centro area Abraham, che risulterà spettatore non pagante nel corso della serata, tocca con una mano il fendente dell’armeno.

Disperata resistenza sino al 82′

Il pallino del gioco è sempre giallorosso ma la manovra ospite è lenta ed anche fine a se stessa e Sirigu trascorre una serata tranquilla, la prima uscita offensiva dei padroni di casa è del 24’ quando da sinistra Cambiaso serve Ekuban la cui girata all’altezza del dischetto viene sporcata da Kumbulla e termina docile tra le braccia di Rui Patricio, ben più ghiotta l’occasione degli ospiti, quando al 28’ El Shaarawy elude la scivolata di Masiello alta a centrocampo e si invola servendo a destra l’accorrente Shomurodov che tutto solo davanti a Sirigu alza la mira in equilibrio precario.

Tutta qui la prima frazione quanto ad occasioni e la ripresa si apre con gli uomini di Mourinho che continuano a comandare il gioco, fatto di tanti tocchi orizzontali senza trovare la verticalizzazione giusta, con Shomurodov troppo macchinoso in una conclusione da buona posizione e Cambiaso bravissimo in un paio di diagonali difensive, con Mkhitarian che conclude alto di sinistro dal limite e Biraschi che argina ancora l’uzbeko in corner. La partita vive una lunga fase di noia dal punto di vista delle occasioni, finisce la partita di un Pandev impotente nella morsa avversaria e rilevato da Hernani, che va a giocare alle spalle di Ekuban ma il taccuino rimane vuoto per parecchi minuti fino al 25’, quando El Shaarawy premia l’inserimento di Mkitarian che alza in corsa con il sinistro ma un minuto dopo nell’unica vera azione offensiva del suo incontro il Genoa va vicino al gol, con Vasquez che da sinistra traversa al centro verso Sturaro che contrastato da El Shaarawy non riesce a dare la zampata giusta , con Rui Patricio che si oppone.

L’epifania del 18nne Felix

Subito dopo il destro di Mkhitarian , la cui prestazione lievita con il passare dei minuti, lambisce il palo alla destra di Sirigu , alla mezz’ora Mourinho sorprende tutti e manda in campo il giovane classe 2003 Felix per un impreciso e confusionario Shomurodov quando ci si aspettava l’ingresso di Zaniolo ed il ghanese diventa protagonista al 37’, quando ancora Mkhitarian si mangia il campo per vie centrali vanamente inseguito dall’annaspante Badelj, con Biraschi che viene saltato ed una volta giunto al limite dei sedici metri serve a destra Felix che in corsa impatta con un destro di rara precisione che s’infila in diagonale nella porta rossoblù. Esplode l’esultanza del giovane africano che va a cercare Mourinho e viene sommerso dall’abbraccio dei compagni, Sheva inserisce Ghiglione, Bianchi, Galdames e Buksa ma i giallorossi amministrano i restanti minuti e non rischiano nulla, Smalling gioca gli ultimi scampoli per Kumbulla, Bove rileva uno sfinito Pellegrini, cresciuto alla distanza dopo un primo tempo anonimo ed allo scadere dei quattro minuti di recupero arriva l’altra perla di Felix, che sfrutta l’ennesima ripartenza di un encomiabile El Shaarawy, chiamato ad un lavoro di enorme sacrificio a tutta fascia in un ruolo non del tutto nelle sue corde, prende palla, alza la testa e da trenta metri disegna una parabola che va a morire nell’angolo opposto di Sirigu, decretando la fine delle ostilità di Irrati, che ha diretto il match con buona personalità.

Genoa tanta volontà, ma semplicemente insufficiente. Da rivedere nel secondo semestre

Rimane il rimpianto per non essere riusciti ad ottenere un punto che avrebbe avuto grande valore in questo momento storico anche per il morale e l’autostima, con una classifica che vede il Genoa, atteso da un calendario complicato, al terz’ultimo posto, contro una Roma che non è parsa irresistibile e che con una maggiore grinta ed aggressività avrebbe potuto andare in difficoltà; ma il Genoa attuale non ha le risorse per fare un certo tipo di partita, tanto più in una serata in cui le assenze di cardini quali Criscito e Destro si sono fatte tremendamente sentire.

La difesa ha retto fino alle scintille del giovane ghanese che ha spaccato il match, imperniata intorno a Masiello, ma il grande problema è quello di un centrocampo dove il solo Rovella non può addossarsi il peso della squadra , coprendo zone di campo troppe ampie che lo hanno portato ad un calo vistoso nella ripresa, Badelj è l’ombra del centrocampista visto la scorsa stagione, lo stesso Sturaro, pur leggermente migliorato rispetto a precedenti esibizioni, non ha il cambio di passo , gli esterni non spingono mai e nella serata anche Cambiaso è parso timido e bloccato , impegnato a contenere la forza fisica di Karsdorp. Gli attaccanti non hanno mai tirato ma non ci sentiamo di addossare particolari colpe ad Ekuban che si è spento alla distanza mentre Pandev faceva quasi tenerezza, alla ricerca di una giocata che non è mai arrivata. Il lavoro che attende Sheva non è dei più semplici per applicare le sue idee di gioco, ora servono punti per puntellare la classifica e non vedere scappare le rivali , Venezia e Sampdoria hanno ottenuto l’intera posta ed il Cagliari ha dato importanti segnali di risveglio in casa del Sassuolo, la trasferta di Udine di domenica prossima diventa uno snodo importantissimo della stagione , il mercato di gennaio quando la nuova proprietà investirà per rafforzare un organico mal costruito è ancora lontano parecchie partite e chi andrà in campo dovrà lottare su ogni pallone con quella ferocia agonistica che spesso fa la differenza sul rettangolo verde.

GENOA-ROMA 0-2

Reti: s.t. 37’ e 49’ Felix

GENOA (3-5-2): Sirigu 6 – Biraschi 5 (39’ s.t. Bianchi n.c.), Masiello 6 Vasquez 6 – Sabelli 5,5 (39’ s.t. Ghiglione n.c.) Sturaro 5,5 (44’ s.t. Buksa n.c.) Badelj 5 (44’ s.t. Galdames n.c.) Rovella 6 Cambiaso 5,5 – Pandev 5 (18’ s.t. Hernani 5) Ekuban 5,5 All. Shevchenko 6 In panchina: Semper, Marchetti, Vanhuesden, Behrami, Serpe, Portanova, Touré

ROMA(3-4-1-2): Rui Patricio 6,5 – Mancini 6 Kumbulla 6 (42’ s.t. Smalling n.c.) Ibanez 6 – Karsdorp 6,5 Veretout 6 Mkhitarian 7 El Shaarawy 6,5 – Pellegrini 6 (48’ s.t. Bove n.c.) – Shomurodov 5 (29’ s.t. Felix 9) Abraham 4,5 All: Mourinho 7 In panchina: Fuzato, Perez, reynolds, Mayoral, Zaniolo, Diawara, Darboe, Zalewski, Tripi

Note: serata piovosa, terreno di gioco scivoloso ma in discrete condizioni. Ammoniti: Cambiaso, Badelj, Sabelli (G) Veretout, Felix (R) . Calci d’angolo 6-2 per la Roma. Spettatori 14667 per un incasso di Euro 317.255. Recupero: 1 + 4.

                                                                                                                                        MARCO FERRERA   

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