I piani del Genoa di Shevchenko

Siccome la retorica, le frasi pompose, i proclami lasciano il tempo che trovano anche nel calcio, sono due i concetti fondamentali scaturiti dal vernissage di Andryi Schevchenko. La prima appartiene al massimo esponente di 777Partners, che dalla prossima settimana – a closing concluso – sarà proprietaria del Genoa: “La nostra scelta del responsabile tecnico non è stata influenzata dal suo illustre passato come calciatore, ma dalle sue doti come allenatore”. L’altra è stata firmata dall’ucraino: “Il nostro primo obiettivo è arrivare a giocare in serie A anche il prossimo anno e siamo consci che la squadra attuale vada rinforzata a gennaio”.

Il primo dei due concetti si richiama al criterio modernissimo seguito per arrivare a Sheva: l’incarico ad una società specializzata, che ha vagliato decine di posizioni individuali sulla base di svariati parametri. Un metodo scientifico, tipicamente americano, per ridurre i margini di errore e andare nel profondo di qualsiasi opzione.

Il secondo aspetto, quello evidenziato dallo stesso mister rossoblù, è un esemplare tuffo nel realismo, la dimostrazione di aver chiarissima la situazione attuale. La sottolineatura dell’assoluta necessità di rinforzarsi non è fine a sé stessa ma un irrinunciabile punto di partenza. Segnala la consapevolezza che una malaugurata discesa di categoria sarebbe un gravosissimo handicap nel cammino di risalita che la società intende sviluppare in un tempo ragionevolmente breve.

Direttore Sportivo cercasi, Tassotti perno dello staff

Probabilmente gli yankees, al momento di impostare e portare avanti la trattativa con Enrico Preziosi, non avevano previsto di dover fare i conti con seri problemi legati alla permanenza nella categoria, ma adesso, al momento di chiudere l’operazione, non paiono impreparati ad affrontare un quadro spinoso e a cercare di porvi rimedio. Mentre Sheva, con una quotidiana full immersion, cercherà di capire pregi e difetti del pletorico organico a disposizione, la nuova dirigenza avrà il compito di completare l’assetto societario. La nomina a presidente di Alberto Zangrillo sarà un atto formale dalle conseguenze suggestive, trattandosi di uno dei genoani più prestigiosi in assoluto, ma è ben più pressante l’individuazione e l’immediato ingaggio di un responsabile dell’area tecnica, incaricato di guidare il mercato di riparazione in sintonia con il tecnico. L’orientamento è per un nome conosciuto a livello internazionale, che vanti le giuste entrature per garantire l’indispensabile rafforzamento, Luis Campos, che radiomercato indica come il netto favorito per questa carica, risponderebbe certamente ai requisiti. L’importante sarà fare presto, poiché qualsiasi movimento di giocatori durante la finestra invernale va programmato con largo anticipo, anche allo scopo di garantire gli agognati innesti a Shevchenko il più presto possibile.

Il trainer ha già pronta a lista della spesa, compilata di concerto col suo collaboratore principe Mauro Tassotti, altra graditissimo new entry nella famiglia rossoblù. Anche per lui il curriculum probante da calciatore conta come una cambiale da esigere in qualsiasi momento, ma più di questo fattore pesa la sua carriera di tecnico, iniziata nelle giovanili rossonere e proseguita – seppur come allenatore in seconda – al fianco di Andryi. Tassotti è stato un eccellente difensore, forse sottovalutato a livello mediatico, ma aver fatto parte del Milan di Sacchi e di una difesa forse ineguagliabile è una premessa importante per il suo approccio alla squadra rossoblù, che in fase di copertura non è stata propriamente inappuntabile.

La lista della spesa e delle cessioni

Tornando al foglio dei desideri, la sensazione è che sia ricco di nomi o, perlomeno, di ruoli da coprire adeguatamente. L’elenco non è neppure arduo: uno o due esterni di centrocampo, una mezzala di “gamba”, un trequartista, una seconda punta più affidabile di quelle già presenti e – chissà – un innesto ulteriore in retroguardia. Ancor più importante sarà sfrondare decisamente una rosa da football americano, agevolando così il lavoro dei tecnici: almeno dieci uomini dovranno partire a gennaio, ma è probabile che parecchi di loro siano accantonati in tempi assai più brevi.

L’ultima nota è dedicata a Enrico Preziosi, in procinto di decadere da numero uno del club. È auspicabile la massima chiarezza riguardo al ruolo che gli sarà riservato all’interno del Genoa. La sua permanenza in consiglio di amministrazione può essere un arricchimento al pari delle deleghe a lui assegnate per i rapporti con Lega e Federcalcio. La consulenza in tema di mercato, invece, è un elemento assai più scivoloso: non sarebbe preferibile lasciar lasciare Campos (o chi per lui) senza un’ombra così scomoda alle spalle?

PIERLUIGI GAMBINO

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