Il Genoa con l’Empoli va subito avanti, si fa rimontare e trova il 2-2 al 89′ con Bianchi

Sull’ennesimo punto conquistato in rimonta finisce la partita, l’ultima come Preziosi come presidente, almeno dal punto di vista formale, e forse la quarta avventura di Ballardini sulla panchina rossoblù. Sembra la chiusura di un cerchio perennemente incompleto. Una descrizione strana ma insospettabilmente calzante del complesso diciottennio del Joker, abbastanza inadeguata se invece deve rappresentare l’epilogo definitivo della storia tra il tecnico ravennate e il club più antico d’Italia.

Lo “Zio”, anima inquieta, mescola ancora le carte per l’undici iniziale: 3-4-2-1 copertissimo, con Vasquez, Biraschi e Masiello davanti a Sirigu, ai lati Cambiaso e Criscito, un quadrilatero costituito da Badelj e Rovella arretrati e Sturaro e Galdames sulla trequarti sigilla le vie centrali, Caicedo unico autentico esponente dell’avanguardia.

Albero di Natale per l’Empoli dell’ex Andreazzoli con tanti altri volti noti in Liguria: Fiammozzi, l’ex Samp Tonelli e l’ex Spezia Marchizza nel reparto arretrato, Pinamonti centravanti. Hans, Stulac e Bandinelli costituiscono una mediana teoricamente in grado di abbinare atletismo e qualità, Di Francesco seconda punta si candida a grimaldello del fortino rossoblù, anzi grigio, considerando la terza maglia tonalità Lanterna degli ospiti.

La partita, come si poteva immaginare considerando la quantità di polpacci disposti sulla mediana, è bloccatissima: il Grifo pensa soprattutto a uccidere sul nascere la manovra avversaria, i toscani sono più brillanti ma non abbastanza da eludere la forza muscolare dei loro avversari.

Le uniche possibilità per liberare il gioco vengono dalle ali, dove Cambiaso con un lavoro certosino riesce a costruirsi spazio sufficiente per crossare o provare a rendersi pericoloso in altro modo.

Ed è proprio da un traversone di Cambiaso al 10’ che si sblocca il match: l’ex meno rammentabile Fiamozzi salta in maniera scoordinata e con una certa dose di sfortuna tocca il pallone col gomito al limite della propria area, col piede che ne spunta fuori. L’arbitro indica subito il dischetto, lasciando intendere che è sicuramente fallo e solo dopo aver consultato il Var deciderà se confermare il penalty o convertirlo in un calcio dal limite. Rimane del medesimo avviso e concede a Criscito di andare dal dischetto. Battuto alla perfezione alla propria sinistra, tanto che seppure Vicario si butti dalla parte giusta senz’indugio non riesce nemmeno a sfiorarla. Il Genoa per la prima volta in più di 10 partite di campionato passa in vantaggio per primo e segna nel primo tempo.

Gli highlights del primo tempo potrebbero quasi terminare con la realizzazione da cecchino del Capitano specialista. La rottura dello 0-0 non altera gli equilibri del match, col Genoa che bada a non lasciare uno spazio libero e l’Empoli che fa davvero fatica a farsi pericoloso. I meriti dei ragazzi di Ballardini però si limitano alla fase di non possesso: a parte gli spunti sulla fascia di Cambiaso, un trick da playstation di Rovella alla mezz’ora che suscita un contropiede tanto fugace quanto infruttuoso, e qualche lancio verso il sgomitante Caicedo, a sua volta non produce niente. Più fortunati gli azzurri: al 30’ Rovella devia un lancio verticale verso il defilato Bandinelli che era ampliamente in posizione fuorigioco, la sua posizione viene legittimata dal tocco dell’Enfant Prodige avversario, prova a battere a rete ma manda fuori di poco.

Si va negli spogliatoi co negli occhi un tackle granitico e puntuale di Criscito al negli occhi, sottrae il pallone a Di Francesco pigliando in pieno il pallone con vigore tale da far volare l’avversario a terra, lo tocca però col ginocchio e deve gettarla lui stesso fuori, sembra un infortunio grave ma non è così e si può riprendere a giocare. Poco dopo è Caicedo a doversi gettare a terra per un tocco fortuito e, sebbene non sanzionato, falloso su un lancio lungo atterrato non molto distante dalla porta azzurra.

Il primo quarto d’ora della ripresa è altrettanto avaro di emozioni. L’Empoli alza sempre più gradualmente il baricentro ma il Genoa non lo lascia tirare in porta nemmeno una volta nei primi 60’. Si fa notare solo Sturaro che su un lancio lungo prova a conquistarsi un uno contro uno con Vicario, ma Viti riesce a riprenderlo prima che possa rendersi pericoloso.

Al 59’ però Andreazzoli nel gettare tutte le sue carte sul tavolo -3 cambi in contemporanea, che si vanno aggiungere all’immissione della prima punta Cutrone per la mezz’ala Bandinelli- pesca il vero proprio Jolly. Zurkowski al posto di Haas infatti cambierà la partita. Già al 62’ un bel lavoro sporco con sponda di Pinamonti poco oltre il centrocampo libera il 24nne polacco in prestito dalla Fiorentina. Si avventura con impeto sulla fascia destra e infila in area un cross rasoterra celere e deciso. Rigore in movimento per Di Francesco, raccoglie, insacca e pareggia.

Il Genoa sembra smarrirsi e al 68’ Henderson piazza un crosso morbido a giro su cui nessun attaccante o difensore riesce ad arrivare, per poco non va a beffare Sirigu con una spiazzante traiettoria imparabile.

Ballardini deve cambiare, dentro Behrami per Barella e l’arrembante Kallon per uno Sturaro generoso ma pasticcione, nonostante qualche suo tocco aiuti a portare ordine negli abbozzi di manovra messi in piede dai blasonati rossoblù di grigio ornati. Suscita perplessità il mancato ingresso di Pandev, spesso vero e proprio Deus Ex Machina delle sorti Ballardiniane.

La sensazione però è che sia soprattutto calato, per ragioni fisiologiche Badelj, sino a quel momento ineccepibile, e in concomitanza con l’entrata e il deflagrare dello scatenato Zurkowsky.

Al 71’ il terzino Parisi trova il corridoio giusto per il polacco, che si piglia ancora qualche palmo di rettangolo verde a tutta birra e poi di gran scacchiera scocca la bordata nell’angolino da 25 metri. Match ribaltato in meno di dieci minuti.

Su un contropiede Masiello deve trattenere fallosamente Pinamonti, poi Ballardini prova a suscitare una reazione con Ghiglione al posto di Biraschi e il giovane Bianchi per Galdames. Come si conviene a questa versione 2021-22, il Vecchio Balordo dimostra di non morire davvero mai gettandosi in un assalto finalmente convincente. Cambioso prova ad arpionare uno spiovente nell’area avversaria, difende il pallone, salta l’uomo e mette il cross, su cui arriva Kallon dall’altra parte. Il sierraleonese apre per Ghiglione che tira con vigore in porta, trovando ben piazzato Vicario.

Al 78’ Cambiaso, tra i migliori, acciaccato deve uscire subito dopo l’ultima prodezza, lo rimpiazza Melegoni. Sembra una follia non giocarsi la carta Pandev, ma i fatti daranno ragione al traballante tecnico Ravennate.

Al 80’ il giovane proveniente dall’Atalanta la cui esperienza sotto la Lanterna è stata segnata da molti infortuni prova a fare…lo “Zurkowsky” tirando da 25 metri, ma Vicario vola e respinge in calcio d’angolo.

Al 89’ il pareggio: Melegoni prova un filtrante forte quanto un tiro poco lontano dal limite su cui Caicedo si avventa, il colombiano con un velo-tocco la indirizza a Bianchi, che stoppa il pallone e tirando come se dovesse spaccare la porta agguanta il 2-2 e il suo primo gol in Serie A con la squadra che l’ha cresciuto.

Sull’ennesimo punto conquistato in rimonta finisce la partita, l’ultima come Preziosi come presidente, almeno formalmente, e forse la quarta avventura di Ballardini sulla panchina rossoblù. Sembra la chiusura di un cerchio perennemente incompleto. Anche se non è da domani che cambierà il Presidente, il closing è solo il 15 Novembre. L’allenatore invece cambierà prima.

Federico Burlando

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