Contro l’Empoli rivelazione per salvare Genoa e panchina Ballardini si affida alla vecchia guardia

Il pareggio col Venezia, accompagnato se non altro da una prestazione volitiva, non ha schiodato dalla panca rossoblù Davide Ballardini ma non ne ha neppure rafforzato la posizione. Il futuro del tecnico ravennate resta fortemente in bilico, e l’approssimarsi della sosta per le Nazionali acuisce l’importanza della gara esterna di Empoli. In teoria, il momento di procedere ad un cambio della guardia è proprio lunedì prossimo, quando non mancherà il tempo per consentire al nuovo tecnico di ambientarsi.

Stando alle voci ricorrenti, c’è Andrea Pirlo all’orizzonte: scelta coraggiosa, un salto nell’ignoto, fidando che l’intelligenza calcistica di uno dei fuoriclasse più limpidi degli ultimi decenni trasferisca il proprio sapere dal campo alla guida tecnica: professioni lontane anni luce. Così, una scelta che era stata programmata per giugno potrebbe essere anticipata di quasi un anno, ma in contesti ben differenti da quelli ipotizzati inizialmente. E i presupposti diversi si riflettono anche nelle chances autentiche di successo.

Ciò premesso, Zio Balla ha ricevuto nelle ultime ore un fondamentale endorsement da parte di capitan Criscito, che gli ha rinnovato la fiducia: non sembrano parole di circostanze e non suonano affatto sorprendenti. La vecchia guardia è con il romagnolo, e se non ha addirittura concordato le recenti esternazioni ballardiniane, rivolte chiaramente a qualche nuovo acquisto rivelatosi inadeguato, perlomeno le condivide in pieno e non si sente minimamente chiamata in causa. D’altronde, sono gli anziani – col supporto del baby emergente Cambiaso – a cercare di tenere in piedi una baracca dai muri traballanti.

Empoli sarà in ogni caso il displuviale. I toscani stanno filando come treni, trovano rari ostacoli, fanno il pieno di punti e di consensi e si sono straguadagnati l’etichetta di rivelazione stagionale. Un piccolo grande capolavoro, organizzato in primis da un presidente tra i più avveduti e capaci e perfezionato da un allenatore, “nonno” Andrezzoli, che quasi ovunque è rimasto nell’ombra o ha fallito (vedi nella Genova rossoblù non più di due anni fa), ma in questo lembo della Toscana interna sta trovando il proprio habitat naturale. I suoi ragazzi non sono dei campioni, ma nessuno di loro viaggia sotto un certo srtandard di valore e di rendimento. Stanno tutti offrendo il massimo per la causa, e solo il futuro dirà se l’attuale momento magico potrà durare anche nel girone ascendente o se assisteremo ad un crollo verticale tipo Benevento.

Gli azzurri del patron Corsi giocano un calcio frizzante, basato su passaggi corti e frequenti, dinamismo sfrenato e ottima predisposizione all’aiuto reciproco. Un gioco moderno, il solo in grado di mascherare le lacune tecniche dei singoli ed esaltare il collettivo. Se alla qualità della trama si aggiungono due bomber come Cutrone e Pinamonti, che per la zona bassa della classifica rappresentano dei lussi, e un portiere come Vicario, tra i più completi dell’ultima nidiata, ecco che l’Empoli da candidata autorevole alla retrocessione si sta giocando addirittura un posticino nella colonna a sinistra.

Come smorzare l’entusiasmo dei toscani? In primis cercando di correre quasi quanto loro (impresa ardua per un Genoa alquanto lento e macchinoso) e in secondo luogo evitando di scoprire il fianco ad attacchi in ampiezza. Serve un Genoa chiuso ed attento, ma ovviamente non rinunciatario, sulla scia delle squadre che sinora al Castellani hanno fatto punti, spesso tre. Sì perché la banda di Andreazzoli, quasi da Champions come bottino in trasferta, è ai miserrimi livelli del Grifo in fatto di bilancio casalingo. A conferma che se il suo avversario di turno non attacca concedendo spazi, affiora una certa fatica a creare opportunità offensive.

Ballardini, ad onta di un organico da football americano, non guazza dell’abbondanza, avendo ormai accantonato parecchia zavorra. La formazione iniziale, ancorata ad una difesa a quattro, dovrebbe avere come fondmenta Cambiaso e Criscito di fascia, Vasquez e Masiello (o Biraschi) in mezzo.

Più complesso il quadro negli altri settori. Zio Balla appare tentato dal riproporre il 4-3-1-2, ma sugli interpreti regna l’incertezza. Sicuri a centrocampo appaiono Badelj e Rovella, che in spregio ai conclamati problemi di convivenza risultano sempre i meno sostituibili, ma chi potrebbe affiancarli? Il lotto comprende Behrami, Sturaro, Galdames e Touré. Ma attenzione: uno dei tre potrebbe anche giocare lievemente più avanzato se il mister decidesse di non utilizzare in rifinitura Pandev riservandogli un posto in prima linea.

Anche in avanti si sfoglierà la margherita. È probabile che Caicedo ottenga la prima chance dall’inizio e che al suo fianco giostri il macedone oppure Kallon. Restando tagliato fuori, a meno di clamorosi dietro-fronte, Ekuban, bersaglio della recente intemerata dell’allenatore, l’unica ulteriore alternativa è Buksa, altro elemento dal quale trainer e società di attendevano ben altra resa.

In teoria, ci sarebbe un’altra via d’uscita, caldeggiata da più parti ma almeno sinora mai presa in considerazione da Ballardini: Cambiaso spostato a centrocampo (con Biraschi terzino destro) come mezz’ala incursore, così da provare a colmare una lacuna grande come un grattacielo. Caro Balla, tieniti stretto questo suggerimento e prova a metterlo in pratica. Chissà che…

                                     PIERLUIGI GAMBINO

 

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