Samp chiamata a mettere a posto la difesa, Toro di Juric ostacolo insidiosissimo

Torino 30/11/2020 - campionato di calcio serie A / Torino-Sampdoria / foto Image Sport nella foto: gol Antonio Candreva

In casa Samp i conti iniziano a non tornare, anche se i risultati acquisiti non distano… chilometri dalle previsioni della vigilia. Nessuno preconizzava quel punto con l’Inter nei momenti felici di inizio stagione, ma neppure il pareggio marassino con l’Udinese (forse sottovalutata anche da noi addetti ai lavori) e soprattutto l’inspiegabile sconfitta in casa di un Cagliari che non ha vinto altre gare ed è il fanalino di coda.

In tempi migliori, un’Atalanta così rabberciata come quella esibitasi mercoledì sera a Marassi non si sarebbe mai imposta. Vero che anche D’Aversa non ha potuto schierare la formazione ottimale, ma i presupposti per (almeno) un pareggio esistevano tutti, e il campo lo ha chiaramente dimostrato. Così i 10 punti incamerati in altrettante recite e le prestazioni offerte sinora dividono la piazza: da una parte troviamo i tolleranti, dall’altra i severi censori dell’operato di società e allenatore.

È incontrovertibile la tesi secondo cui, se eccettuiamo Candreva – che nell’ultima sfida si è… preso una giornata di riposo – nessun blucerchiato stia rendendo quanto nella scorsa stagione. A partire dal portiere, incerto in parecchie occasioni e colpevole in altre, per continuare con una coppia centrale difensiva che a stento raggiunge la sufficienza e con un duo di terzini che – in specie Augello – sta soffrendo come non mai il cambio di posizioni dettato da D’Aversa. In mezzo al campo, Silva non brilla e persino Thorsby si è concesso qualche rallentamento, per non parlare di Ekdal, che da pedina inamovibile è diventato un assiduo frequentatore dell’infermeria e in campo è parso sempre lontano da una forma accettabile. Aggiungiamo all’elenco un Damasgaard che, prima di infortunarsi, si era espresso su livelli piuttosto bassi senza mai diventare decisivo e arriviamo al tasto più dolente: le punte. Gabbiadini, condizionato dai guai fisici, stenta a lievitare e Quagliarella – ahinoi – è probabilmente piombato nel tunnel della fine carriera e, a fronte di qualche sporadico spunto, non riesce più ad incidere come nei tempi d’oro.

Qualche pallido raggio di luce proviene da Caputo, che dopo un ambientamento non agevole sta salendo di tono, come confermato dal gol e dalla vivacità mostrate di fronte ai bergamaschi, ma il suo apporto non basta a riequilibrare il bilancio complessivo, I gol all’attivo, però, sono arrivati in numero accettabile e il vero problema risiede in retrovia. I 18 dispiaceri subìti nelle ultime sei gare sono un’enormità, non giustificabile dal blasone delle avversarie di turno. Almeno la metà di essi non sono stati frutto di prodezze degli avversari, ma di marchiani errori e distrazioni che marcatori navigati come quelli doriani (nessuno di loro è di primo pelo…) non dovrebbero permettersi. Anche il centrocampo, in specie sulla fascia sinistra, ha peccato in fase di copertura, e di certe distonie deve rispondere in primis un allenatore che, dopo i convinti consensi raccolti in avvio di campionato, è sempre più nel mirino di una tifoseria legittimamente scontenta.

La classifica non tranquillizza, anche se il futuro dovrebbe riservare, dopo l’insidiosa trasferta nella Torino granata, una serie di impegni più abbordabili e adatti a risalire la china. Tradizione e logica dicono che, in specie al Ferraris, i blucerchiati difficilmente toppano contro le compagini di bassa classifica; giusto dunque aver fiducia, pur con l’obbligo di restare in guardia, per evitare pericolosi… deragliamenti.

In terra piemontese D’Aversa, pur ritrovando Bereszyinski, difficilmente rinuncerà alla freschezza fisica e alla personalità del giovanissimo ma già maturo Dragusin, felice scoperta delle ultime settimane. Persistendo l’indisponibilità di Damsgaard e Verre, è dunque ipotizzabile un nuovo avanzamento di Beres sulla linea mediana e una conferma del rumeno in terza linea. A sinistra Augello, assente mercoledì per motivi personali, è tornaro e giocherà. Senza di lui e con un Murru per l’ennesima volta bocciato e ormai improponibile, sarebbe stato giocoforza adattare un centrale sulla fascia.

Si annuncia una battaglia asperrima contro un Toro reduce da due sconfitte beffarde in casa delle primattrici Napoli e Milan: in entrambi i casi, se fosse scatuurito almeno il pari, nessuno avrebbe potuto parlare di ingiustizia. L’undici di Juric, daeguatamente rinforzato nell’ultima settimana di mercato, vale più della posizione occupata in classifica e si fa forte di una fisicità ineguagliabile e di un gioco in continua evoluzione. Ad onta dei tre gol inflitti recentemente al Genoa, ha ancora un limite in fase di realizzazione, dovuto principalmente al ritardo di forma accusato da capitan Belotti, ma anche questo punto a favore dei blucerchiati non deve indurre ad uno sfrenato ottimismo. Per sfangarla occorrerà una Samp ben più concreta di quella vista all’opera a metà settimana.

PIERLUIGI GAMBINO

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