L’Euro Atalanta supera 3-1 la Sampdoria

Troppo forte l’Atalanta per questa Samp e gli orobici riscattano il mezzo passo falso casalingo contro l’Udinese con il quarto successo in cinque trasferte. La Samp non riesce a dare continuità alla sua classifica e dopo il successo contro lo Spezia si arrende alla maggiore classe, organizzazione e furia agonistica degli uomini di Gasperini, in tribuna perché squalificato.

Sono tante le assenze nelle due squadre, all’ultimo minuto D’Aversa deve fare a meno anche di Augello per problemi familiari e disegna una formazione con un centrocampo rinforzato dal rientro di Thorsby, con Askildsen riconfermato di fianco a Silva e Candreva libero di spaziare alle spalle di Caputo e Gabbiadini. L’approccio blucerchiato nello stadio sempre desolatamente semi vuoto non è dei migliori e nei primi sei minuti la Dea va vicina due volte al vantaggio, prima con un diagonale di Zapata di poco a lato e successivamente con un cross da sinistra di Zappacosta che premia l’inserimento di Maehle, con Murru che inaugura il suo pomeriggio difficile ma il colpo di testa del danese sfiora il palo sinistro di Audero.

Ma al primo affondo sono i blucerchiati a sbloccarla: Thorsby lancia nello spazio Caputo, tenuto in gioco dalla mancata salita di Zappacosta, l’ex attaccante del Sassuolo s’invola verso l’area e sull’uscita di Musso lo infila con un preciso diagonale che va a morire nell’angolo basso sinistro, per il suo terzo centro stagionale.

È una rete che potrebbe modificare gli equilibri della partita ma i ragazzi di D’Aversa sciupano l’opportunità e nel giro di quattro minuti vanno addirittura sotto: Gasperini, che segue agitatissimo ed infuriato ad ogni decisione avversa dell’arbitro dal box in tribuna superiore, cambia la fascia ai due esterni, Zappacosta trasloca a destra nella zona del morbidissimo Murru, che si scioglie come un pistoccheddus imbevuto nel caffè latte: prima l’ex genoano dal fondo tutto solo serve Zapata che di testa infila Audero grazie anche ad una deviazione fortuita di Askildsen, con il portiere incerto e poco reattivo nel tentativo di parata, poco dopo ha tutto il tempo da destra di preparare il cross, Murru osserva a debita distanza, con Colley e Yoshida che stanno a guardare l’incornata del colombiano che di testa gira nell’angolo basso alla destra del questa volta incolpevole guardiano doriano.

D’Aversa passa al 3-5-2, manca un giallo a Zappacosta dopo che sono già finiti sul taccuino dell’incerto Prontera prima Palomino e quindi Thorsby ed Askildsen, che in mezzo al campo appare spaesato ed impalpabile, senza riuscire a dare un apporto concreto al solito moto perpetuo Thorsby e a Silva, a destra Dragusin conferma in meglio quanto visto dopo il suo ingresso contro lo Spezia, questo classe 2002 di proprietà juventina ha grande senso dell’anticipo, capacità di corsa e fisico importante e sarà la bella sorpresa della serata candidandosi a diventare titolare fisso di questa squadra. Candreva non è in grande giornata ma Gabbiadini corre e rincorre e la seconda parte della prima frazione ci mostra il miglior momento della Samp, con i bergamaschi che rifiatano dopo la prima parte di gara giocata ad un ritmo forsennato ed al 36’ nasce la palla gol più nitida per riprendere il risultato , il rapido scambio tra Silva e Gabbiadini serve Caputo che scatta regolarmente tra i centrali ospiti, si presenta davanti a Musso che è bravissimo in uscita a vanificare il tentativo di scavetto anche se nella circostanza il centravanti avrebbe potuto fare meglio.

Un discreto primo tempo, con le note negative di un Murru che è andato perennemente in difficoltà sulle sgroppate di Zappacosta e di Askildsen, che Ranieri ignorava e che dopo la non scintillante prova contro lo Spezia non sfrutta un’altra chance importante per scalare posizioni nella considerazione di D’Aversa, in questi primi quarantacinque minuti è mancato il miglior Candreva per supportare la coppia d’attacco che appare in crescendo rispetto al match contro gli aquilotti.

Al rientro in campo entra il non ancora diciottenne Scalvini per Palomino che ha qualche problema muscolare e va a formare un inedito terzetto difensivo, con De Roon che difensore non è e Lovato, pure lui classe 2000 ; la Samp dovrebbe approfittare dell’emergenza della squadra di Gasperini ma Musso trascorrerà un secondo tempo di assoluto riposo. Dopo 5’ Candreva serve in area Caputo il cui sinistro termina a lato della porta bergamasca, al 12’ rischia la frittata Musso che scivola su un retropassaggio ma recupera la posizione prima dell’arrivo dello stesso ex attaccante del Sassuolo, con il passare dei minuti i nerazzurri congelano il match e lo gestiscono a piacimento, impedendo ogni tentativo ad una Samp che appare impotente di fronte agli orobici. Entra Chabot per il frastornato Murru, con Colley che trasloca a sinistra ed il gambiano, già ammonito, viene graziato da Prontera per un intervento su Ilicic, particolarmente polemico con il direttore di gara ed ammonito e a sua volta perdonato successivamente e beccato a lungo dalla Sud.

Escono Colley e Gabbiadini per Ciervo e Quagliarella ed il doppio cambio non ci trova del tutto d’accordo, rimane in campo l’inutile Askildsen ed esce l’unico che può avere la giocata dal limite, con il passare dei minuti gli orobici controllano la partita ed i sedici metri davanti a Musso diventano off-limits per gli avanti blucerchiati, con il capitano che non riesce mai ad incidere e Caputo la cui prestazione perde d’intensità, con il giovani Lovato e Scalvini che fanno un figurone, guidati dall’esperienza di De Roon e con Freuler e Koopmeiners che fraseggiano senza problemi nella zona nevralgica, con accelerazioni improvvise che mettono a rischio la Samp di subire la rete che chiuderebbe anzitempo la contesa. A metà tempo c’è una protesta di Thorsby che viene trattenuto in area, Prontera non ritiene di intervenire e non viene nemmeno richiamato al Var, subito dopo conferma le sue doti Dragusin che va a stoppare Malinovskyi inseritosi pericolosamente a sinistra, poco dopo è Candreva a rendersi utile in copertura ed alla mezz’ora il destro da fuori di Ciervo è una telefonata per Musso, che effettua quella che risulterà essere l’unica sua parata della ripresa. Gasp immette forze fresche, escono il decisivo Zappacosta e Malinovskyi per Pezzella e Miranchuk ma la Samp non riesce ad approfittare della diminuita qualità ospite, anche Thorsby rischia il secondo giallo e sale in cattedra Ilicic, beccato dal pubblico, che serve con un tacco sopraffino nello spazio Maehle che di prima apparecchia per Zapata, che cestina di poco a lato e poco dopo lo sloveno arma dal limite il sinistro che sfiora la traversa di Audero. La Samp non ne ha più, perde una palla sanguinosa Silva e sulla ripartenza di Koopmeiers Zapata conclude centralmente su Audero, D’Aversa effettua gli ultimi cambi e a sei minuti dal termine entra tardivamente Ekdal per Askildsen e Torregrossa rileva lo sfinito Silva, quando si alza la lavagna con i quattro minuti di recupero Dragusin certifica la sua ottima prestazione con una chiusura decisiva su Piccoli, da poco in campo per Zapata, lanciato a rete. Ed allo scadere Ilicic riceve palla a destra sotto le tribune, si beve Yoshida con un gioco di gambe, entra in area lungo la linea di fondo e con il suo sinistro chirurgico inchioda Audero con una botta che s’infila sotto la traversa, rendendo forse troppo pesante il punteggio per una Samp che alla distanza ha mostrato tutta la sua impotenza nel poter far male ai più quotati avversari.

 

A fine match Dragusin, che ha già avuto un coro personalizzato dalla gradinata, raccoglie l’applauso di un pubblico ancora troppo scarso, l’assenza del supporto vocale e di presenze rischia di diventare un fardello davvero pesante per una squadra chiamata tra tre giorni, in una difficile trasferta nella Torino granata, a fare punti per rimpolpare una classifica a rischio, appena fuori dalla zona rossa. Rientreranno Bereszynski e si spera Augello, ci auguriamo venga trovato un posto negli undici all’ottimo Dragusin e si confida nel ritorno del miglior Ekdal, la Samp deve fare quadrato e ricavare dalle due partite prima della sosta, contro i granata e poi in casa contro il Bologna, qualche punto fondamentale per classifica, morale ed autostima.

SAMPDORIA-ATALANTA 1-3

Reti: p.t. 10’ Caputo 17’ Askildsen (aut.) 21’ Zapata s.t. 49’ Ilicic

SAMPDORIA(4-3-1-2): Audero 5,5 – Dragusin 7 Yoshida 5,5 Colley 5 (20’ s.t. Ciervo 5,5) Murru 4,5 (11’ s.t. Chabot 6,5) – Thorsby 6,5 Silva 6 (39’ s.t. Torregrossa n.c.) Askildsen 4,5 (39’ s.t. Ekdal n.c.) – Candreva 5,5 – Gabbiadini 6,5 (20’ s.t. Quagliarella 5) Caputo 6,5   All: D’Aversa 5,5 (a disposizione: Ravaglia, Falcone, Depaoli, Ferrari, Yepes Laut, Migliardi, Trimboli)

ATALANTA (3-4-2-1): Musso 7 – De Roon 6,5 Palomino 5,5 (1’ s.t. Scalvini 7) Lovato 6,5 – Zappacosta 7 (33’ s.t. Pezzella n.c.) Koopmeiers 7 Freuler 6,5 Maehle 6 – Malinovskyi 6 (33’ s.t. Miranchuk n.c.) Pasalic 5,5 (14’ s.t. Ilicic 7) Zapata 7,5 (42’ s.t. Piccoli n.c.) All: Gasperini 6,5 (in panchina Gritti) (a disposizione: Rossi, Sportiello, Muriel)

Arbitro: Prontera di Bologna 5,5 ( assistenti: Alassio – Saccenti Quarto uff. Minelli Var Fabbri Avar Cecconi)

Note: pomeriggio fresco e ventilato, temperatura sui 14 gradi, terreno di gioco in buone condizioni. Calci d’angolo 3-3 . Ammoniti: Palomino, Thorsby, Askildsen, Colley, Ilicic, Chabot, Freuler. Recupero 1 + 4 . Spettatori 5462 incasso Euro 81629)

                                                                                                       MARCO FERRERA               

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