Strelec e Kovalenko “girano” le sorti della partita e dello Spezia di Thiago Motta: 2-1 alla Salernitana

Lo Spezia è vivo, anche se in certi momenti non sembra tanto condannato ad affogare quanto già allineato al Cristo degli Abissi. Nel corso della stagione o della singola partita ci saranno altri momenti in cui questa squadra assemblata in fretta e furia, incentrata su tanti giovani di belle speranze, e perennemente intaccata dagli infortuni darà la sensazione di andare giù sparata, verso i melmosi flutti di quella cadetteria da cui è spuntato fuori con glorioso volo. Thiago Motta o meno, ha però un cuore e un’idea di gioco, per cui è sufficiente che non tutto vada storto come contro Lazio e Verona per vederla caricare compatta con spirito garibaldino invece che spezzarsi in frantumi. È un equilibrio sottile, simile a quello a cui oscillano gli umori della gioventù. Dopo un primo tempo attento ma opaco in cui solo pochi centimetri sotto la traversa hanno precluso il vantaggio, sotto di una rete gli Aquilotti sembravano in procinto di uscire dal campo. Rivitalizzati a inizio ripresa da un tiro a giro, per l’intensità di corsa e fraseggi sono andati a meritarsi la vittoria al di là del fatto che essa è arrivata grazie a un secondo numero uscito fuori dal cilindro come una pennellata d’autore.

Thiago Motta ha tutto e poco da perdere, avendo ballato per due settimane con Maran dato come vicinissimo a rimpiazzarlo, perciò è nella situazione ideale per rischiare. L’esterno offensivo Gyasi viene allineato tra i 4 di difesa sulla corsia di sinistra, assieme a Ferrer dall’altrro lato e i centrali Nikolau e Hristov, davanti a Provedel che vince la concorrenza di Zoet; Maggiore e Kovalenko sono la coppia su cui è imperniato il centrocampo, Antiste, Strelec e Salcedo, per una formazione costituiscono una trequarti tutta pepe e qualità, Nzola sulla carta il centravanti di sfondamento.

Più quadrato il 4-3-1-2 della Salernitana, orbata di Ribery, sostituito da Castanos, con Djuric-Simy coppia d’attacco e Obi a sprizzare scintille in mediana.

I primi 10 minuti vedono le squadre provare a infiltrarsi, i padroni di casa col palleggio, gli ospiti con l’imbucata e lo spiovente, nell’area avversaria senza troppa fortuna, trasmettendo l’idea di nevrosi abbinata a cautela. Si vuole primeggiare a tutti i costi, ma si teme di subire il gol e conseguentemente l’inerzia del match a proprio sfavore.

La prima vera occasione è dei bianchi, Antiste sfugge via sulla sinistra e piazza per Salcedo, tiro, poco sopra la porta protetta da Belec. I due si invertono le parti poco dopo, quando l’under 21 francese non riesce a sfruttare appieno un cross basso dell’italo colombiano.

Al 20’ esce il terzino Gyomber, teoricamente uno dei giocatori più talentuosi dei campani ma in giornata no, forse proprio per il guaio muscolare che lo costringe al forfait, ed entra Kechrida, 25nne tunisino con la nazionalità francese. Sorprendentemente, cambia il match: il bipolide comincia a fare il diavolo a quattro, e sarà una spina costante nella retroguardia ligure, il chiavistello per passare al di là delle mura.

Eppure prima che gli amaranto prendano il controllo del match è lo Spezia che va vicinissimo a incanalarlo su binari favorevoli: prima uno scambio Nzola-Salcedo per scaldarsi con un tiro alto dell’ex Genoa e Inter, poi al 27’ Strelec crossa alla perfezione ancora per Salcedo, che da pochi passi schiaccia di testa e prende la traversa interna. Il pallone rimbalza nell’area ma Maggiore si vede bloccata da una muraglia umana la conclusione a rete.

L’ultimo quarto d’oro è tutto di salsa campana. Già al 30’ è Kechrida ad andare a un soffio dal gol, che raccoglie una respinta della difesa bianconera e manda a lato di poco.

Al 38’Kechrida crossa dalla destra per SImy che si gira e tira, pronta la risposta di Provedel.

L’Aquilotto coi guantoni però non può nulla al 40’, quando la Salernitana marca un vantaggio decisamente notevole: su un crossa dalla sinistra, Obi marcatissimo in area seppur cadendo riesce ad appoggiare al volo per Simy, il quale dribbla Provedel in uscita con molta più efficacia che grazia e segna a porta vuota.

Gli ultimi 5 minuti sono un confuso ma deciso assalto ospite alla ricerca del raddoppio che chiuderebbe i giochi, lo Spezia è stordito ma riesce ad arrivare alla salvifica ripresa senza penare troppo.

Alla ripresa la partita si presenta più bloccata, e al 51’ arriva impetuoso come un fulmine sul sereno cielo amaranto il pareggio spezzino: Kovalenko inaugura la sua miglior giornata dacché è in Italia recuperando un pallone sulla propria area, apre per l’onnipresente Salcedo che la porta avanti a passo di giaguaro sino alla mediana, ove la restituisce all’ucraino. Questi appoggia per Strelec, che con un tiro a giro dal limitare buca Belec.

È un gran momento per il 25nne slovacco, ma soprattutto per lo Spezia nel complesso. La partita cambia radicalmente. La Salernitana si intimorisce al cospetto dell’undici di Thiago Motta che si fa via via più spavaldo in pochissimo tempo.

Già al 58’ Strelec allunga la traiettoria di un cross per Antiste dall’altra parte che non riesce a incocciare da buona posizione, mentre al 58’ è ancora lo slavo a lanciare Nzola nello stretto, potente botta centrale che ritorna al limitare dell’area ove sopraggiunge Salcedo a tutta bira. Belec è provvidenziale a rialzarsi in tempo per respingere in corner. A seguire una tenue fiammata di Castanos per lo Spezia, un vigoroso e repentino tiro dal limite troppo centrale per spiazzare Provedel.

Dalla duplice girandola di cambi Manaj prende il posto del pimpante Strelec, e al 73’ un suo scambio con Maggiore, con la Salernitana che ormai tira il fiato, vede Belec opporsi con decisione.

Ormai lo Spezia riesce a fiaccare l’avversario in tutti i modi, col fraseggio e col contropiede appena gli uomini di Castori provano a proporsi oltre la loro metà campo, il raddoppio è nell’area ma arriva nel modo più spettacolare: al 76’ sull’ennesima brillante ripartenza Podgoreanu, entrato due minuti prima per Salcedo, porta palla e attraversa orizzontalmente la trequarti nemica, ove è appostato Kovalenko. Con un preciso e potente destro a giro il pallone va a infilare Belec.

L’ultimo squarcio di partita vede la Salernitana trascinarsi in avanti con le ultime forze e una dignitosa disperazione, lo Spezia bruciare qualche contropiede potenzialmente letale, e Antiste trascinarsi fuori dal campo sui gomiti massacrato dai crampi. Il triplice fischio notifica a uno stadio resosi incandescente, e non solo per un sole più forte dei rigori da autunno inoltrato, che lo Spezia ha un cuore, e non se ne serve solo per soffrire. Le esplosioni possono essere anche di gioia, oltre che dei tiri a giro che sorprendono sorte, Salernitana intesa come squadra e La Spezia intesa come città.

Federico Burlando

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