Genoa forzato a riscattarsi contro i palleggiatori del Sassuolo

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Il recupero più importante per un indifferibile riscossa non è previsto sulla pelouse ma sugli spalti di Marassi. Sì, perché il Genoa ha assoluto bisogno della sua gente e stavolta se la ritroverà vicinissima e pronta ad offrire un sostegno tangibile. La casa brucia, la classifica appare pericolosa e l’avvio del periodo di calendario più agevole si è rivelato un flop. Ergo, occorre battere a tutti i costi il Sassuolo, e non si prospetta impresa agevole per una squadra che, dopo quasi due mesi di campionato, continua a non avere uno straccio di fisionomia.

Zio Balla procede a tentoni, come chi si è perso in una grotta senza neppure un accendino in tasca. Ha provato mille combinazioni, di assetto e di undici, senza trovarne una decente e anche stavolta dovrà improvvisare o, più probabilmente, affidarsi ad un’edizione del suo Grifo meno campata in area delle altre.

Sassuolo: poco fisico, tanti bei piedi

Il romagnolo sa di giocarsi parecchio, la fiducia ricevuta dagli americani è a tempo, ma dietro le quinte, almeno per ora, è ancora il Prez a tirare i fili e non appare per nulla propenso a concedere ulteriori prove di appello. Situazione critica, certo, ma come uscirne? In teoria vincendo, ma i neroverdi vanno presi con le pinze. Non sono dotati di estrema fisicità e sono poveri di cinismo sotto porta (nonostante la presenza di attaccanti del calibro di Raspadori, Scamacca, Defrel e di mezze punte importanti quali Berardi, Boga e Djuricic), ma offrono un calcio esteticamente pregevole e tecnico, con elevate proprietà di palleggio e una tendenza spiccata a creare superiorità numeriche con il dribbling. Senza contare che poche formazioni sono così efficaci negli spazi. Ne sanno qualcosa Inter e Roma, che hanno rischiato frequentemente la capitolazione, vincendo gli scontri con gli emiliani in modo incredibile e immeritatamente.

Grifo indeciso tra la spada e lo scudo

Il Genoa è ad un bivio. Se si sbilancia eccessivamente alla ricerca della vittoria, finisce per concedere agli avversari l’arma affilata della ripartenza e, per converso, se resta indietro ad aspettare il Sassuolo, fatica sicuramente a contrattaccare.

Ballardini predica equilibrio, concentrazione, costanza nel pressing, abnegazione, ma è consapevole di dover fare i conti con una situazione sanitaria terribile. E qui si ripropone l’antico dilemma: si tratta semplicemente di pervicace jella o anche di qualche difetto nella preparazione atletica? Di sicuro il numero cospicuo di infortuni muscolari autorizza qualche riflessione supplementare.

Difesa corrosa dagli infortuni, Destro avanti su Caicedo

Pareva che perlomeno Bani fosse recuperato, ma l’ex bolognese è incorso in una ricaduta. Così trovare almeno due centrali difensivi arruolabili è impresa titanica. Il mister può disporre di un Masiello arrugginito da mesi di panca, di un Vasquez appena rientrato dal Sudamerica e di due veterani ripescati in extremis quali Criscito e Biraschi, che si stanno anche giocando un impiego come terzini. Nessuno di loro è un marcantonio, ma per fortuna il Sassuolo non dispone di frombolieri fisicamente strutturati. Sulla fascia, una maglia è garantita a Cambiaso, ma chi sarà il suo dirimpettaio?

Più avanti, se non altro, non difettano le soluzioni, con Badelj e Rovella incaricati di coprire la zona mediana a supporto delle tre mezze punte Kallon, Ekuban e Fares, con Pandev pronto ad entrare in campo durante la ripresa, se occorresse.

In avanti ballottaggio tra i due freschi reduci da malanno fisico: Destro appare favoritissimo su Caicedo, che dovrebbe essere in grado di festeggiare i primi minuti in campionato con la maglia rossoblù. Ed è forse superfluo rimarcare quanto i due terminali siamo mancati a Salerno in una partita che si poteva vincere ed è invece finita in una Waterloo.

Si prospetta una partita da tripla, aperta a qualsiasi epilogo, ma è chiaro che la fame di punti, per la sopravvivenza, dovrebbe regalare al Genoa energie superiori. Molto dipenderà dal grado di pericolosità che gli avanti rossoblù riusciranno ad esprimere al cospetto di una retroguardia non propriamente invulnerabile. Pensare che solo Destro e Caicedo possano firmare con le loro reti la salvezza è pura utopia.

PIERLUIGI GAMBINO

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