Samp in linea con gli obiettivi considerando il calendario, ma manca un filo d’equilibrio

Il giudizio sulle prime sette giornate della Sampdoria risente di un calendario in salita, che ha riservato alla formazione del neo tecnico D’Aversa le prime tre della classe, affrontate tutte al “Ferraris”, con il pari in rimonta conquistato contro i campioni d’Italia dell’Inter e le sconfitte di misura alla prima contro il Milan e sonora contro la capolista Napoli, in una partita in cui i blucerchiati hanno disputato un primo tempo di qualità, forse il migliore di questo scampolo di stagione, per poi denunciare nel corso del match tutti i problemi di una formazione che D’Aversa manda in campo con un atteggiamento diverso da quella di Ranieri, esponendola alle ripartenze avversarie che trovano terreno fertile nelle praterie lasciate davanti ad Audero.

Nelle prime quattro giornate la squadra aveva subito sei reti, a fronte delle cinque segnate, con la difesa imbattuta nelle trasferte di Reggio contro il Sassuolo e ad Empoli, nell’unica vittoria ottenuta contro la neopromossa toscana, e nelle restanti tre per ben dieci volte Audero ha visto la sfera infilarsi alle sue spalle, senza essere esente da colpe in alcune delle reti subite, mostrando quelle incertezze che parevano fugate dopo lo splendido scorso campionato.

Tutto questo per dire che la squadra deve ancora trovare un suo equilibrio ed acquisire al meglio i dettami del tecnico, la Samp diverte e ha fatto vedere trame piacevoli quando si distende in avanti, con Bereszynski ed Augello che spingono maggiormente rispetto al passato, protagonisti nello splendido gol del pari contro l’Inter, due esterni di centrocampo portati ad offendere come Candreva e Damsgaard e due punte, Quagliarella e Caputo, che non hanno convinto appieno, con l’ex empolese decisivo con una doppietta nella vittoria di Empoli ma spesso insufficiente nelle restanti partite ed il capitano che si è sbloccato su rigore solo nell’ultimo pirotecnico pari contro l’Udinese, mostrandosi peraltro più tonico rispetto alle precedenti uscite.

Finora è pesata tremendamente l’assenza di Gabbiadini, infortunatosi alla prima contro il Milan e dello stesso Verre, privando D’Aversa di alternative fondamentali, considerato che Torregrossa ha denunciato chiari limiti tecnici, si spera di vedere presto anche il giovane talento olandese Ihattaren arrivato in prestito dalla Juventus che, al pari di Ciervo, potrà rappresentare una pedina da calare sul tavolo nel corso della stagione.

D’Aversa ha avuto il merito di trovare una formazione base, virando sul 4-4-2 con l’arrivo di Caputo ma a nostro giudizio i blucerchiati sono spesso troppo sbilanciati sul rettangolo verde, lasciando i soli Yoshida e Colley (meglio il giapponese in questo avvio, tra l’altro autore di due reti) alla mercé delle ripartenze avversarie; forse un modulo maggiormente accorto, con un centrocampista in più , eviterebbe di lasciare troppo sguarnita quella porzione di terreno dove Thorsby, non ai livelli dello scorso anno e Silva, che ha scalzato nelle gerarchie Ekdal anche per una maggiore predisposizione del portoghese alla geometria ed alla manovra, vengono spesso tagliati fuori dagli avversari.

Ha entusiasmato in questo avvio di campionato Candreva, per distacco il migliore della truppa, già in gol tre volte (e sarebbero stati quattro senza quello annullato contro il Napoli), con la perla della rete all’Udinese di domenica scorsa, uno dei gesti tecnici più belli visti a Marassi da qualche anno a questa parte ed autentico uomo squadra, capace di cantare e portare la croce, sorretto oltre che dalla tecnica di cui è stato donato da madre natura da una condizione atletica invidiabile, che lo fa correre fino al novantesimo ed oltre senza inficiarne la qualità nelle giocate; ha invece fin qui parecchio deluso il suo alter ego di fascia Damsgaard, atteso a grandi livelli dopo l’Europeo in cui è stato protagonista con la nazionale danese e che finora è parso involuto e mai decisivo, impiegato in una posizione che ne penalizza l’estro e la capacità di creare superiorità numerica nei venti metri finali. Ma il giovane talento dovrà al più presto ritrovare il talento smarrito se non vorrà perdere il posto a scapito di compagni meno talentuosi ma in grado di fornire un apporto più sostanzioso in termini di utilità alla causa, come Askildsen che D’Aversa impiega spesso a differenza del suo predecessore.

La rosa sembra attrezzata per disputare un campionato fuori dalla zona calda ma il tecnico dovrà capitalizzare al meglio le prossime partite per fare quei punti fondamentali a non trovarsi coinvolto nella lotta per la salvezza, dopo la sosta la trasferta di Cagliari in casa del fanalino di coda alla ricerca ancora del primo successo diventa importantissima in tal senso, seguita dall’impegno casalingo contro lo Spezia prima del difficile doppio confronto che chiuderà ottobre, in casa contro l’Atalanta e nella Torino granata. Sarebbe importante ritrovare la spinta dei tifosi per ricreare quell’effetto Marassi che spesso ha permesso alla Samp di ottenere risultati di prestigio contro formazioni più attrezzate, le partite contro le milanesi ed il Napoli sono state emblematiche in tal senso, quando a livello sonoro e di incitamento si sono fatte sentire maggiormente le tifoserie avversarie, anche contro l’Udinese i paganti erano poco più di quattromila tanto da far sembrare il match un ottavo di finale infrasettimanale di Coppa Italia. I problemi legati alla parziale riapertura degli stadi con la tifoseria organizzata che ha deciso di non entrare fino a quando non sarà garantito un afflusso regolare accoppiati a biglietti troppo costosi per assistere alle partite hanno svuotato gli spalti, nell’ultima partita contro i friulani  i vuoti in gradinata Nord e nei distinti erano davvero evidenti, forse la società potrebbe incentivare il ritorno dei tifosi più tiepidi con una politica dei prezzi più bassi in una stagione in cui per ovvie ragioni legate alla pandemia la campagna abbonamenti non è neppure partita.

Per chiudere considerato il calendario la Samp ha ottenuto quanto ci si attendeva in termini di punti, rimane il rammarico per l’ultima partita, quella contro l’undici di Gotti, quando la prodezza di Candreva aveva portato avanti i suoi , nel finale una maggiore attenzione e magari l’ingresso di un centrale di difesa a rafforzare il pacchetto davanti ad Audero avrebbe permesso di ottenere un successo che non sarebbe stato del tutto meritato per quanto visto in campo ma sarebbe servito per allontanarsi dalle zone basse della classifica, gli incontri vivono sul filo dell’equilibrio e quando si pesca un jolly come quello calato da Candreva bisognerebbe avere la forza ed il carattere di difenderlo e conservarlo fino alla fine .

MARCO FERRERA

 

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