Settima giornata, seconda sosta, primi giudizi sulla Serie A

Pausa per le nazionali e facciamo il punto della serie A dopo sette giornate. In copertina il Napoli di Spalletti, sette su sette in questo avvio con quattro successi pesanti in trasferta in casa delle genovesi, a Udine e Firenze oltre alla vittoria sulla Juventus al Maradona. Il tecnico toscano ha trovato la giusta alchimia, la difesa è la meno battuta con tre reti al passivo, imperniata sul solito granitico Koulibaly e con Rhamani che ha preso il posto dell’incerto Manolas degli ultimi tempi, a centrocampo si è inserito alla grande il camerunese Anguissa a rimpolpare un reparto di grande qualità in Fabian Ruiz e Zielinski e davanti Spalletti ha tante alternative con un terminale offensivo come Osimhen che in questo momento è il miglior centravanti del nostro campionato, immarcabile e devastante negli spazi.

A soli due punti di distacco, frutto del pari a Torino contro la Juve, il Milan dei giovani plasmato da Pioli continua a stupire ed esprime un calcio di grande personalità e concretezza, un undici quello rossonero che ha visto crescere in maniera esponenziale i suoi giovani, con Calabria che a 24 anni è uno dei “vecchi” della compagnia, Tonali dopo la stagione di ambientamento si è preso le chiavi del centrocampo pronto a diventare uno dei cardini della nazionale di Mancini, Maignan tra i pali è un gatto e non sta facendo rimpiangere Donnarumma, Tomori è uno dei migliori centrali del campionato, Ibrahim Diaz è finalmente esploso e Pioli ha trovato la quadra anche in assenza dei “vecchietti” Ibra e Giroud pronti a breve per supportare una prima linea dove Leao sta finalmente trovando quella continuità realizzativa e di partecipazione al gioco che è nelle corde di questo talento.

In terza piazza l’Inter di Inzaghi viene da molti additata come la favorita, dopo il titolo conquistato lo scorso anno con Conte; Dzeko con sei gol e Lautaro con cinque fanno del “Biscione” il più prolifico delle venti squadre, con ventidue centri fin a questo momento, ad una media di oltre tre a partita ma Inzaghi dovrà trovare maggiori equilibri per una difesa che non è apparsa granitica e con Handanovic spesso incerto e criticato. Le partenze di Lukaku e Hakimi sono state fin qui assorbite dal punto di vista della manovra offensiva, dove oltre alla coppia gol si può contare anche su Correa, Barella è ulteriormente lievitato nelle sue prestazioni mentre finora non ha dato l’apporto sperato Calhanoglu, capace di regalare alternative offensive importanti.

Bene anche la Roma di Mourinho, sempre vincente all’Olimpico e sconfitta a Verona e nel derby capitolino, i giallorossi appaiono convinti delle proprie potenzialità guidati dal tecnico portoghese, maestro nell’accrescere l’autostima nei suoi, con Pellegrini faro di questa squadra che ha buone potenzialità ed ha sostituito al meglio Dzeko, che a Roma aveva fatto il suo tempo, con un attaccante moderno e di grande presenza come Abraham.

Dopo queste quattro il solco è già profondo, la Fiorentina quinta è a nove punti dalla capolista vincente proprio domenica in riva all’Arno, la squadra guidata da Italiano appare in grado di lottare per un posto in Europa e molto dipenderà dalle lune di Vlahovic, attaccante in grado di fare la differenza ma il cui mancato rinnovo contrattuale costringerà Commisso a trovare un’alternativa per non dover continuare la stagione con un separato in casa.

A quota undici in grave ritardo tre possibili protagoniste, in primis la Juventus ora rilanciata da tre vittorie consecutive dopo un avvio choc, con Allegri che ha ripreso fiato e fiducia grazie al furore agonistico di Chiesa ed alle geometrie e la classe di Locatelli, freschi campioni d’Europa e che attende Dybala e Morata per garantire gol ad una squadra che non ha più il salvagente Cristiano Ronaldo a risolvere partite spesso giocate male, l’Atalanta che non appare finora brillante come nelle scorse stagioni anche se spesso le squadre di Gasperini hanno stentato in avvio , il rientro di Muriel potrebbe far svoltare una stagione dove gli orobici sono impegnati anche sul fronte Champions per raggiungere un’altra qualificazione mentre anche Sarri non è ancora riuscito a regalare la giusta continuità di risultati alla sua Lazio double face, che dopo la vittoria nel derby e quella europea ha subito una scoppola a Bologna e si trova attardata nonostante le sei reti del solito Immobile, assente sotto le Due Torri, dove la vittoria ha dissipato le nuvole che iniziavano a circolare sopra la panchina di Mihajlovic che tiene il Bologna in una più che tranquilla zona di centroclassifica.

Sta facendo meglio del previsto l’Empoli di Andreazzoli, che vince o perde e che ha capitalizzato l’inaspettata vittoria dello Stadium contro la Juventus, sono destinate a risalire la classifica il Torino di Juric ed il Sassuolo, spesso sfortunato come nelle sconfitte contro Roma ed Inter per il resto la graduatoria sta esprimendo i valori degli organici, con Verona, Udinese e le due genovesi che , al pari del Cagliari attuale fanalino di coda , cercheranno di non farsi coinvolgere in una lotta salvezza che vede Salernitana, Venezia e Spezia fortemente indiziate di retrocessione, nonostante i segnali di risveglio offerti nell’ultimo turno dai lagunari e dai campani, al primo successo stagionale.

                                                MARCO FERRERA

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