L’Hellas rifila un poker a uno Spezia che nonostante l’emergenza dilapida occasioni

L’anno scorso Italiano soleva ripetere che salvarsi sarebbe stato come vincere lo scudetto, quest’anno l’impresa sembra valere la Champions League. Perlomeno per Thiago Motta. Il giovane tecnico certo non si è andato a scegliere avventure facili nei suoi primordi come allenatore. Prima il Genoa di Preziosi da subentrante all’ultimo Juric visto in rossoblù, ora lo Spezia del post Volpi. Contro l’Hellas nei 18 della spedizione in Veneto 4 sono portieri, ranghi risicatissimi come alla prima giornata contro il Cagliari. Dai gialloblù però arriva una batosta senza scampo. Inaccettabile. Ora l’allenatore rischia. Fiducia momentanea per le due settimane di sosta, ma poi dovrà mostrare di avere le idee chiare e la rosa in pugno, altrimenti verrà esonerato. Presumibilmente a favore di uno tra altri due altri ex genoani, Davide Nicola o Rolando Maran.

In campo va chi può: davanti a Zoet, il quartetto Amian, Nikolaou, Hristov e Bastoni quindi Ferrer e Podgoreanu a coprire i lati di una trequarti sulla carta potente e spumeggiante, con Verde, Antiste e Gyasi. Manaj centravanti di sfondamento.

Il Verona di Tudor risponde con un più canonico 3-4-3 infarcito di ex genoani: Günter in difesa, Bessa in mediana, Lazovic sulla fascia, Simeone centravanti. L’italo-brasiliano e il figlio d’arte argentino saranno i più pericolosi assieme a Ilic e Caprari.

Proprio questi ultimi due passano già al 4’: corner dello slavo per il Cholito, colpo di testa e partita in discesa per i padroni di casa.

Lo Spezia in realtà prova a reagire e va due volte al tiro, prima con Gyasi al termine di una bella triangolazione, chiusa da un pronto Günter, poi con Verde la cui conclusione viene neutralizzata da un reattivo Montipò,

Al 15’ però i giochi sono già chiusi: ottimo alto filtrante di Caprari per Faraoni sulla corsa, staffilata di prima intenzione e raddoppio.

Eppure già al 16’ lo Spezia avrebbe un’occasione ghiottissima per rientrare in partita: Manaj sugli sviluppi di un piazzato incoccia di testa sulla traversa, e sulla ribattuta non riesce a inquadrare la porta vuota.

I ritmi non calano, lo Spezia fraseggia e il Verona pressa, al 30’ Manaj sciupa l’ennesima occasione per rientrare in partita, servito da una perfetta imbucata di Verde spara sul portiere.

I gialloblù compiono spesso errori nei loro disimpegni e nonostante il risultato a loro favore non trasmettono l’idea di essere padroni del campo, eppure proprio nel finale di tempo mettono il punto esclamativo sul match: Simeone appoggia per Caprari, tiro a giro strappapplausi e tris

La ripresa è uno stillicidio per i tifosi Aquilotti, che vedono la loro squadra buttarsi in avanti con disperazione e senza convinzione, con poche idee, come un’unità di cavalleria già massacrata da precedenti scontri costretta ad attaccare una posizione sin troppo sicura.

Nella desolazione però si può sempre scavare verso il basso, e così al 70’ Barak dopo aver condotto perfettamente un contropiede appoggia Bessa per un comodo poker, Stulac manda alle stelle l’ennessimo cioccolatino dell’assist man sfortunato Verde e Bastoni si fa espellere dal Var al 81’ per una gomitata gratuita e inutilissima a Ilic. Così salterà la prossima partita, il delicato scontro salvezza con la Salernitana, in cui si sarebbe auspicato di vedere i ranghi al completo. Allora dovrebbe esserci perlomeno Thiago Motta, ma per quanto?

Federico Burlando

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