Contro l’Udinese la Samp non può fallire

Mai come stavolta una vittoria potrebbe rianimare un ambiente scosso da troppe situazioni controverse. Arriva l’Udinese, ma in casa Samp l’attenzione si è già spostata su parecchie vicende extracalcio. Gli ultimi sviluppi relativi alle aziende della galassia Ferrero hanno insinuato timori pur esagerati sul futuro blucerchiato. In contemporanea, ecco il licenziamento, con metodi non propriamente convenzionali, di Carlo Osti, giunto ad un passo dal decennale di fedeltà ai colori doriani: una storia che non incide sulla gestione attuale della società (è Faggiano, ormai da mesi, a gestire il mercato e la sezione sportiva) ma fa ugualmente parlare, e non certo in termini lusinghieri. Infine la questione legata alla presenza a Marassi dei tifosi più caldi: apprezzabile la loro coerenza ideologica, ma certamente la squadra, impegnata in partite alquanto delicate, avrebbe bisogno di un sostegno corposo anche all’interno dello stadio.

In questo quadro turbinoso si innesta un match che i blucerchiati non possono permettersi di fallire. Vero che due anni orsono l’inizio fu ancora più drammatico e vero pure che dagli appuntamenti iniziali, tutti (meno uno, a Empoli) improbi per non definirli proibitivi, non ci si poteva attendere un bottino rimarchevole, ma il quadro di classifica è tutt’altro che lusinghiero.

Fortuna che anche l’Udinese, rivale di turno, non naviga nel mare della tranquillità. La panca di mister Gotti accusa qualche scricchiolio, anche se la società frena riguardo all’ipotesi di un cambio della guardia. D’altronde, ad un esame più attento, i friulani – come la Samp – avrebbero meritato qualche punto in più, ed è ancora vivo il dispetto tra i bianconeri per i torti subìti nell’ultimo match giocato, in casa con la Fiorentina: rigore farlocco assegnato ai viola, penalty sacrosanto a favore non fischiato, concetto di severità disciplinare sviluppato a senso unico. Con queste premesse, stavolta è stato designato il migliore dei nostri direttori di gara, quell’Orsato di cui i tifosi doriani rammentano però le recenti malefatte nella sfida contro l’Inter. Siccome l’Udinese non è una “big”, è auspicabile una sua direzione più tranquilla e meno condizionata. Attenzione, piuttosto alla sua tendenza ad arbitrare all’inglese: un team ricco di colossi come quello ospite potrebbe trarne vantaggio.

La Samp non ha alternative alla vittoria e presumibilmente comanderà il match, fidando su un’indubbia superiorità di ordine tecnico e su una superiore fantasia e agilità: doti fondamentali per abbattere la presumibile Maginot di Gotti, protesa a chiudere ogni spazio davanti al portiere Silvestri. Un tempo, l’Udinese era maestra nel contropiede, ma ha perso per strada qualche specialista e affida le sue proposte offensive alla fisicità di un centrocampo assai strutturato e alle invenzioni della coppia d’attacco Deulofeu-Pussetto, abile nel creare palle-gol ma inadatta a sfondare.

Anche la prima linea blucerchiata, purtroppo, è priva di frombolieri. Caputo e Quagliarella puntano a sfruttare la furbizia (figlia dell’esperienza) e la rapidità negli spazi stretti, ma più che certe qualità al momento attuale servirebbe un briciolo di buona sorte, che può aiutare a produrre un gol “sporco”, magari casuale, da definirsi provvidenziale in un momento di vacche magre come quello che stanno attraversando i due attaccanti. In specie Quagliarella ha bisogno di sbloccarsi, ma anche il dovere di non abbattersi e di non inseguire la rete con una foga eccessiva e senza la necessaria serenità: il suo apporto può risultare prezioso anche in mancanza di segnature.

Il resto è… normalità. Rispetto a Torino, rientrano in panca i non entusiasmanti Murru e De Paoli a pro dei titolari Damsgaard e Augello e a centrocampo Silva appare lievemente favorito rispetto ad un Ekdal che fatica a tornare in condizione. Altro il convento non passa: D’Aversa (oggetto dei primi sguardi perplessi, dovuti ai risultati ma anche ad un atteggiamento tattico giudicato eccessivamente coraggioso) deve stringere i denti confidando di recuperare dopo la sosta sia Gabbiadini, sia Verre. In avanscoperta, comunque, sarà necessario qualche corposo correttivo in sede di mercato bis.

PIERLUIGI GAMBINO

 

 

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