Andrea Pendibene e Giovanna Valsecchi protagonisti al Mondiale doppio misto offshore

Altro giro, altra corsa, anzi altro mare per il Nastro Rosa Marina Militare Tour valevole per il Campionato Mondiale doppio misto offshore con format di regate offshore di 48h e stop di tappa di 24h nelle città di Brindisi, Bari, Venezia.

Andrea Pendibene e Giovanna Valsecchi conquistano un lusinghiero secondo posto. “Siamo stati per cosi dire ejettati dal Centro Sportivo Agonistico alla Caserma Paolucci, passando per l’ufficio SportVela, caricati a molla da tutto lo staff perché noi eravamo un po’ scarichi dal recente Campionato Europeo chiuso al terzo posto  in direzione Brindisi base del reggimento San Marco, stesso nome del Figaro 3 foil su cui gareggiamo – afferma Pendbene – Ironia della sorte troviamo al Race office l’ammiraglio Luca Anconelli a capo del Reggimento che ci onora di fare la foto sul foil, proprio sul foil essendo lui un operativo non poteva accontentarsi di farla dalla banchina!”. 

A Brindisi  Saltare la conferenza stampa toglie ulteriore pressione alla coppia. “Ci siamo messi “al pezzo” da subito prendendo la barca e ricontrollandola tutta dal bulbo alla testa albero, il giorno dopo dalla base di Ancona ci hanno raggiunto Vito e Gianni due colleghi con poca esperienza di mare ma con tanta voglia di fare squadra e stringere dei bulloni” prosegue Pendibene.

In questa avventura Mondiale il livello si alza mostruosamente con innesti da paura del Calibro di McKee  ex navigatore di Luna Rossa, D’Ali portacolori del glorioso Yacht Club Italiano e altri grandi nomi. “Abbiamo potuto contare sul supporto del delivery della barca del Cv Altura della Marina con il suo responsabile Pisano, il Nostromo XXX e il Comandante Patruno che ha guidato la Vespucci in Oceano che con prudenza e l’umiltà dei marinai l’hanno trasferita sapendo che ci avremmo pensato noi a “tirargli il collo a manetta” – dice ancora Pendibene – Sapevamo che sarebbe stata una lotta senza esclusione di colpi essendo in gioco il podio mondiale che per un atleta rappresenta il sogno di una vita, sacrifici importanti ma soprattutto per uno skipper portare la barca sul podio rappresenta la soddisfazione più grande perché gratifica non solo il percorso di preparazione affrontato ma anche la squadra e tutte quelle persone che lavorano nel backstage che tutti ignorano ma fondamentali e senza i quali non si mollano le cime per andare in gara e di fatto una medaglia è l’unica possibilità di ringraziarli dei tanti sacrifici e impegno soprattutto nei momenti bui quando si rimane in pochi ed è necessario lavorare a testa bassa e basta” . 

Ecco il racconto della competizione.

“1 Leg da Brindisi a Bari 48h no stop:  passando per due isole croate, partenza dentro il porto di Brindisi tra scogli e isolette al tramonto come antipasto, successivamente a prendere tutta la notte temporali e groppi fino al tacco e poi dietrofront per tornare a Bari. Una tappa un po’ incasinata in cui non abbiamo ingranato da subito, anzi sbagliamo vele per essere prudenti dentro il porto, quindi perdiamo terreno nel successivo cambio ma non molliamo. Durante la notte, recuperiamo tra i groppi fino a che uno troppo violento ci fa capire che spingere quando le cose non girano è rischioso e bisogna portare a casa punti preziosi per il Mondiale, cosa che on board brucia quando vedi che se tieni tutta tela sotto il groppo mentre gli altri ammainano guadagni posizioni come noccioline ma… Quando Giovanna mi dice: “ ammaina le vele che arriva una bomba mentre io mi pensavo al timone nei  mari del sud godendo nel vedere i foil sollevare la prora in un momento di libidine assoluta! Sento uno schiaffo violento di gradine sul collo e dietro l’acqua tutta bianca che in un attimo la barca si infila in acqua fino all’albero e poi si sdraia…beh ho capito che forse dovevo dare retta a Giovanna e con 30 nodi andava ammainato lo spinnaker ( ogni rottura o sostituzione di materiali costa punti di penailtà che compromettono pesantemente lo score finale) ma la scuola minitransat ti insegna a sopravvivere e abbiamo ammainato lo spi camminando sull’albero e proseguito randa e fiocco a 16 nodi fino alle isole con Giovanna che aveva usato il lucchetto della barca per chiudere i sacchi dello spinnaker e del gennaker ( per me con un vento del genere valeva la pena issare tutta tela e volare facendo toccare solo i timoni in acqua con i foil a tutto lift fino a Venezia perché solo chi plana duro sa cosa vuol dire timonare con il cuore in gola e la scotta in mano al limite e surfare sul treno di onde andando più veloci toccando solo le creste mentre vedi l’acqua polverizzare dietro a poppa e il log a fine scala mantenendo la lucidità necessaria per rimanere dentro la tempesta sapendo che un battito di ciglia non previsto ti accartoccia come un pilota di moogp disarcionato dalla sua moto in una staccata contro natura). Chiudiamo 6sti con la barca integra e punti pesanti ( molti hanno rotto e sono finiti dietro) 

2 Leg da Bari a Marina di Ravenna 60h no stop:  la tappa offshore per eccellenza del mondiale in quanto più lunga di tutte, coefficiente maggiorato e soprattutto nessun gate obbligatorio da passare quindi libera interpretazione sulla strategia di gara ma soprattutto tanti punti in palio e l’arrivo in Romagna terra del pirata Pantani e del grande Navigatore Solitario Bianchetti due sportivi che prima ci mettevano la pancia e poi il resto…beh diciamo che non abbiamo fatto tutto da noi ma ci ha preparato alla grande Andrea Boscolo con una analisi meteo e alla prima occasione dopo la partenza ci abbiamo provato, siamo andati in fuga in Croazia a cercare una bora amica ( detto borino) allungando molto la rotta rimanendo da soli e non in gruppo cosa che impone una disciplina militare per non perdere la concentrazione e ritmi come se si fosse in gruppo ( cosa facile da dire ma non certo da fare, soprattutto dovendo prendere decisioni di regolazioni e cambi vele ma non avendo vicino gli avversari e un minimo tentennamento vuol dire secondi che sommati fanno minuti preziosi in una lotta mondiale…). 

Arrivati davanti ad Ancona abbiamo ulteriormente spinto verso la Croazia con un azione da matti veri della serie “o la vaà o la spacca” ma in gioco c’erano tanti punti e il borino nuovamente ci spinge ancora, forse troppo arrivando a raffiche violente ma preziose per rosicchiare qualche metro prezioso per la fine dove puntuale come in una fuga solitaria le energie svaniscono e si pedala con il cuore e la testa ….ultime 10 miglia di piatta con un mare forza olio e con Giovanna di sforziamo di navigare come sul lago bordeggiando tra le bavette e sfruttando pure qualche onda di pescherecci per avanzare nella giusta direzione guadagnando altri metri preziosi… 

Le ultime miglia sono dure ma teniamo e la sirena ci da’ il finish…una fuga solitaria finita bene con distacchi importanti e punti pesanti per la classifica che ci catapultano in alto. Nella sosta arriva pure Irene Bezzi che per impegni familiari non ha potuto prendere parte a tutto il giro inizialmente imbarcata con Altadil e vedendola attrezzare la barca, come sono andati in fuga una notte pennellando la Gorgona con 25 cambi vele in 3 miglia beh meglio averla come supporter che come avversaria e ci siamo promessi di navigare assieme appena possibile per travasare le nostre competenze ( lei esperta di monotipi ed prodiera ricercatisssssssssima) 

Leg3 Marina di Ravenna- Arsenale di Venezia 30 h no stop: la tappa conclusiva con coefficiente 0.2 della durata di una decina di ore,  cioè a meno di non rimanere spiaggiati tra i bassi fondi del fiume Po’ o essere attaccati da un pesce siluro di fatto una passerella finale come la cronometro finale del Giro a Milano e invece la folla del colosseo vuole lo spettacolo per i gladiatori del mare e non si accontenta della gara delle bighe vuole il sangue, la lotta, la sofferenza….e la giuria li accontenta!!! 

 Giovanna e Gianni l’altro collega aggiunto alla squadra ci informano che al briefing delle 19.30 la giuria ha allungato la regata passando per una piattaforma petrolifera in Croazia da lasciare ad un miglio, cambiato il coefficiente raddoppiandolo ( da 0.2 a 0.42) e fortunatamente ritardato lo start di due ore e quindi alle 12h…insomma un ribaltone inaspettato da tutti che rimette in discussione la classifica e anima la situazione dei team , oramai già focalizzati sulla classifica mondiale pre-definita ( il team Belgio era in prima posizione in quel momento e noi 3zi a pari punti con altri 3 team) 

Inoltre per aggiungere altro pepe nel pomeriggio mentre faccio il set up della barca con le solite job list infinite ( controllo set up rigging, strategia meteo, preparazione vestiario, cambusa….) vedo che un foil a urtato un palo in ormeggio ( il foil sono le ali che in ormeggio vengono chiuse ma rimangono comunque parzialmente aperte oltre la larghezza barca e i pali sono divisori dei posti barca in queste zone lagunari dove i classici corpi morti non sono usati) e da buon ingegnere mi immergo per verificare la profondità della fessurazione che a forte velocità può degenerare fino alla rottura del foil e successivamente danneggiare lo scafo con possibile via d’acqua ( es scafi imoca del Vendeè Globe). 

Tralasciando i dettagli del flirt passionale con il foil di sinistra, mi ritrovo in direzione Ravenna Ospedale dove grazie alla disponibilità del personale ospedaliero alle 21 mettiamo la prora della macchina e con 3 punti di sutura verso Marina di Ravenna ( ironia della sorte uno dei due colleghi Vito è un autista di professione) 

Tornando al campo gara tra la botta e l’anestesia rivivo gli istanti del pomeriggio e mi rendo veramente conto di quanto sono fortunato, nelle ore passare in ospedale ho visto tanta sofferenza ma anche tanti dottori, infermieri, aiutanti disponibili, gentili e sempre con un sorriso per tutti e viverlo anche se per pochi istanti è stato utile e mi sono ripromesso di tornarci per portare io un sorriso perché spesso lo  diamo per scontato. ( PS era tardi, io dovevo tornare alla barca e loro dovevano fare il loro lavoro ma se qualcuno li conosce vorrei re-incontrarli ) 

….diciamo che in una situazione normale mi sarei agitato, ma dopo il pomeriggio poter partire in gara è un privilegio e quindi cena con la squadra e al tavolo di fronte altri colleghi che assicuravano il trasporto atleti dal campo gara a hotel ( tutto incluso nel pacchetto gara per garantire la sicurezza sanitaria e limitare i contatti al minimo) quindi era come una cena in caserma ed ero contento perché mi hanno caricato e fatto staccare la spina per una mezzora parlando di vita da caserma  della mitica Paolucci dove facciamo servizio a Roma e dei vari casini che faccio regolarmente quando giro per gli uffici chiedendo informazioni o mi perdo per Roma e mi danno per disertore mentre raggiungo il Centro Sportivo a Tor di Quinto. 

Arrivati in hotel Giovanna crolla non prima di preparare i panini e io mi studio la navigazione annotandomi piattaforme attive da lasciare a distanza( oil platform), inutilizzate con passaggio libero, campi mitili….bassi fondi del Po’ e rotazioni del vento su cui fare scacco matto… 

La mattina a colazione siamo tutti tesi, atleti, accompagnatori, allenatori etc etc sappiamo che la classifica subirà dei ribaltoni e che siamo i migliori al mondo quindi lotteremo fino allo sfinimento fino al traguardo. 

Si esce dal porto, c’è piatta ma anche traffico mercantile e la Guardia di Finanza assieme alla Guardia Costiera ci scorta lungo il canale mentre tutti noi apriamo i foil e issiamo la randa come rituali che segnano l’inizio delle ostilità e dell’ingresso nell’arena dove solo uno vince. 

Il comitato tenta l’impossibile per darci la partenza sapendo che ogni secondo di attesa per noi è agonia ma anche loro dopo una prima procedura devono annullare per una esercitazione militare, successivamente ci spostano in un area libera e in poco tempo si parte tutti con il gennaker al colpo di canone segno che di parte a tutto gas!!!!! 

Appena arriva la notte è il momento di girare questa immensa piattaforma già sfatti dai continui cambi vele e ostacoli tra cui pescherecci non solo italiani ma anche Croati ( praticamente la tangenziale in ora di punta che con i fari enormi non si capiva la direzione e se avevano le reti) 

Da regolamento bisogna passare a 1 miglio, quindi girarci attorno e nel frattempo mettere il code zero , issare lo spinnaker, togliere il code zero, strambare con lo spinnaker…e verificare i waypoint, avversari e nuove traiettorie secondo la strategia meteo quindi dritto per dritto su Venezia o altro ma tenendo d’occhio gli avversari senza fare pazzie.. 

Inizia il tour dei waypoint immaginari, il vento sale e le barche si avvicinano talmente che si vedono le frontali, il valzer delle vele davanti e si sentono le urla dai pozzetti….dopo circa 20 minuti siamo tutti sul nuovo bordo con gli spinnaker e sinceramente mentre respiro un attimo dopo i cambi vele notiamo 2-3 barche di troppo davanti che prima erano molto dietro ma li per li non ci diamo troppa importanza e pensiamo solo a come cercare di andare davanti a tutti con scotta spinnaker in mano e red bull nell’altra!! 

I primi 4 tra cui noi, puntiamo sul delta del po’ e appena il vento ruota strambiamo per poi togliere li spinnaker e puntare con il code zero su Venezia che non vediamo  prima di 3-4 miglia dall’arrivo per la nebbia fitta fitta con nave Duran De La Penne che appare nella nebbia spravvento ( era meglio sottovento) 

Tagliamo al 3 posto dietro due strepitosi D’ali e Altadill effettivamente davanti a noi tutta la notte ma sfiniti nel fare sportellate con il Belgio che teniamo dietro in qualche maniera di pochi secondi aiutando “ involontariamente”  il Team Italiano a guadagnare altri punti preziosi… 

Entriamo a Venezia alle prime luci dell’alba, lungo i canali, tantissime barche da pesca e la città che si sveglia e con lei i numerosi taxy  e ferry della laguna; entriamo in Arsenale in fila indiana tanto sono ridotti i distacchi e ormeggiamo ma vediamo delle facce nere e le bottiglie dello spumante del vincitore al pontile chiuse e dopo pochi secondi ci avvisano che ci sono moltissime proteste, tutti siamo coinvolti e quindi non solo si rimane in attesa ma non si può neppure andare a dormire e ne approfittiamo con il nostro team di riordinare la barca, lavarla e ricevere visite istituzionali e rilasciare qualche intervista rimanendo appesi… 

La giuria inizia le procedure, ascolta tutti e poi riflette per molto tempo come è giusto che sia. Io ho preferito non partecipare lasciando alla diplomatica e più competente sui regolamenti Giovanna che mi riferisce. Ci hanno contestato due volte, una per aver passato una piattaforma entro i limiti, ma non era attiva quindi solo nervosismo; invece per la seconda, lo sparatutto tutti contro tutti  ( Noi non abbiamo fatto nessuna protesta contro nessuno nè prima la discussione nè dopo poiché siamo marinai prima che atleti e preferiamo lasciare il verdetto al mare, rispettando gli avversari e affrontandoli con le vele scotte in  mano e non con la penna al tavolino ma sportivamente ed umanamente fa’ male ) tutti abbiamo tagliato il cerchio del miglio di poco e non in maniera continuativa chi 0.97 chi 0.98 chi 0.95 ..tutti tranne un equipaggio che ha ammesso che per ragioni di disattenzione o superficialità o non lettura delle istruzioni hanno sbagliato a mettere i wayponit e hanno tagliato di brutto tipo a 0,5 per tutto il giro …beh la giuria ha deciso di dare una penalità  a tutti identica e quindi lasciare la classifica invariata. 

Beh chi si arrabbia, chi lancia sedie, chi festeggia con lo spumante e chi come noi del San Marco con Altadill crolliamo mentre cerchiamo il vaporetto e facciamo due tre giri di Venezia fino a che il controllore non ci sveglia pensandoci turisti squattrinati in cerca della ambasciata per il rimpatrio infatti non ci hanno fatto pagare neppure l biglietto tanto le nostre facce erano sfigurate dalla lotta nell’arena adriatica ma ancora più sfigurate dal comportamento di molti equipaggi ( PS infatti Altadill salta la premiazione, lui che  ha fatto 10 giri del mondo, lui che ha lottato e guadagnato sul campo il secondo posto, lui che forse non tornerà più in Italia a fare regate essendoci rimasto male prima come marinaio Capo Hornier e poi come atleta…) 

Alle 17h premiazione  con dress code lungo ma lo scopriamo solo dopo quando sono tutti con i pantaloni e  noi in short ma fortuna che in uno stand abbiamo trovato un amico e risolto. 

Premiazione in grande stile con autorità, vertici  militari, banda musicale e aperitivo finale e il giorno dopo tutti in mare per la parata davanti a Piazza San Marco dove armate le barche di tutte le vele, foil aperti, ospiti VIP on board abbiamo animato la laguna dando modo ai molti turisti di fare foto diverse a questi aliscafi a vela che planavano con la forza del vento tra gondole e taxy lagunari. 

Io ho avuto l’onore di imbarcare i vertici di Difesa Servizi ma anche il Generale che ci ha accompagnato per tutto il Giro e la Ragazza dell’esercito che ha fatto piu’ di mille tamponi a tutti  e mi ha medicato la testa, non a caso l’abbiamo imbarcata cosi nel caso davo una bomata ero al sicuro!!! 

Sportivamente quando si scende dalla barca, si fa la premiazione tutto finisce e si è contenti ( se si vince senno amareggiati) perché si torna a casa, dalle famiglia e si torna ad allenarci ma stavolta avendo vissuto per un mese a stretto contatto con altri team, organizzazione, giuria, stand, food track sono nate amicizie, storie, emozioni che un po’ dispiace lasciare questo Circo che ha girato l’italia, 8 città dove abbiamo visto finire l’estate e iniziare l’autunno e per molti aggiungiamo Canet Russilon sede di cantiere del ritiro barche in pieno agosto a cui poi sono seguite Genova, Civitavecchia, Napoli, Brindisi, Bari, Venezia 

Che dire grazie a tutti , una super squadra ed in particolare alla Marina Militare  che assieme a Difesa Servizi , SSI, Federazione Italiana Vela mi hanno permesso dopo il Minitransat, il class40 con Giovanni Soldini, i trimarano oceanici con Monnet e la figlia di Poupon di  provare il figaro3foil un sogno realizzato, per crescere  ulteriormente il mio bagaglio di esperienza per usarlo non solo per migliorare le performances in gara ( poi se come stavolta arrivano la medaglia al Campionato Europeo ( 3°) e al Campionato del mondo (2°) tanto meglio)  ma come bagaglio per future attività di  formazione in equipaggio per crescere come marinai miglio dopo miglio per vivere esperienze forti che forgiano il carattere e lo addestrano per le sfide della vita come si fa in barca mettendosi la cerata e premere il tasto GO TO del gps.

 

Condividi
Nato a Genova il 7 febbraio 1984, inizia a scrivere all'età di 17 anni. E' coordinatore del portale LiguriaSport.com, autore dell'Annuario Ligure dello Sport e tra gli organizzatori del progetto Stelle nello Sport per la valorizzazione dello sport in Liguria. Collabora con RTL 102.5 ed Il Messaggero. E' autore della trasmissione "Stelle nello Sport" su PrimocanaleSport. Dal 2009 al 2012 è responsabile del settore Comunicazione della Federazione Italiana Canottaggio. Dal maggio 2013, lancia il portale CanottaggioMania.com. Dal 2009 a oggi è presidente ligure della FICSF. Dal 2009 a oggi è membro del Consiglio Regionale del Coni Liguria. Dal 2013 a oggi è membro della Giunta Regionale del Coni Liguria. Stella di Bronzo al Merito Sportivo 2017.