Per la Sampdoria la Juve si presenta come una medicina molto amara dopo lo shock Napoli

I quattro schiaffoni targati Napoli non hanno compromesso la classifica della Samp, ma certamente hanno minato certe sicurezze maturate nelle partite precedenti. Che scaturisse una sconfitta di fronte ai capiclassifica, immersi in un momento magico, era altamente prevedibile, ma non si preconizzava un passivo così pingue, figlio anche di qualche errore in casa blucerchiata.

Le prestazioni eccellenti contro Milan e Inter – al di là del risultato – hanno forse illuso mister D’Aversa che una mentalità coraggiosa ed una disposizione esageratamente sbilanciata in avanti potessero pagare contro qualsiasi formazione. Invece, sottovalutando certe smagliature difensive già emerse di fronte ai nerazzurri (l’Empoli, affrontato dopo, non poteva arrecare particolari insidie), ha insistito con la retroguardia alta fidando nella mancanza totale di sbagli da parte dei suoi calciatori. Neppure il campanello d’allarme fatto subito scattare da un contropiede di Osimhen lo ha spinto ad impostare una fase difensiva più atteta e meno aperta. Così, al primo disimpegno errato, il nigeriano ha sguazzato negli spazi concessi dalla Samp e al secondo sbaglio – stavolta di chiusura su Fabian Ruiz verso l’intervallo – il Ciuccio ha raddoppiato. La ripresa, giocata per pura accademia, ha regalato altri due dispiaceri, gonfiando il punteggio finale, ma l’esigenza di qualche profonda riflessione tra i blucerchiati era già emersa.

Capitolo Napoli chiuso, dunque, nella speranza che non lasci ruggini psicologiche, ma è improbabile che due giorni e mezzo appena bastino per recuperare le energie spese e presentarsi all’Alliance Stadium in condizioni fisiche ottimali. D’Aversa ha già capito che, se l’undici titolare appare in grado di giocarsela con tutti, il parco rincalzi è forse deboluccio e sicuramente incompleto. Il turnover è una soluzione obbligata, ma difficilmente sarà massiccio come il momento avrebbe suggerito.

Di sicuro una chance sarà concessa ad uno o ad entrambi i terzini di ricambio, visto che De Paoli e Murri offrono garanzie e i titolari – in specie Augello – hanno il fiato corto e abbisognano di riposo. Più arduo è ipotizzare aqualche cambio al centro del reparto, dove Colley e Yoshida reggono, ad onta del poker subito giovedì sera.

Nella mediana torna dal primo minuto Ekdal, ed è una novità importante, sia per il suo valore e la sua duttilità, sia per l’incerta andatura di Silva e, soprattutto di Thorsby, che si porta appresso qualche problemuccio fisico: già, ma come rinunciare all’apporto di sostanza del norvegese?

L’esiguità della rosa però emerge soprattutto in avanti. Candreva è stato il più in palla sinora, ma i suoi 34 anni consiglierebbero una pausa e il suo dirimpettaio Damsgaard sembra pagare la fatica a livello fisico e non riesce ancora a conferire continuità alle sue prestazioni. Con Verre compagno di Ihattaren in infermeria, resta come alternativa il solo Ciervo, 19 anni di entusiasmo e di qualità in prospettiva. Anche qui, però, occorre interrogarsi sull’opportunità di un suo debutto dal primo minuto.

Infine, le punte. Quagliarella non è tipo che accetti col sorriso (neppure di circostanza…) la sostituzione in corso d’opera, figuriamoci una sostituzione secca. Per consentirgli di continuare la frenetica ricerca del primo gol stagionale, probabilmente sarà confermato, mentre il suo partner Caputo, altro vecchietto, pare destinato alla panca, nell’auspicio che Torregrossa centri il personale riscatto, atteso ormai da un anno.

Vada come vada, comunque, in terra piemontese. Dopo tutto, la Samp si gioca il futuro assai meno rispetto alla Vecchia Signora, impegnata in un’affannosa rincorsa alle prime piazze ed ancora immersa nelle difficoltà nonostante i tre punti piovuti dal cielo della Spezia.

La vera differenza tra le due protagoniste consiste nella lunghezza e nella varietà della rosa. Se D’Aversa ha rarissime soluzioni di riserva, Allegri naviga nell’abbondanza. Stavolta sulla fascia destra tocca a Chiesa riposare a pro di Quadrato e anche in terza linea si prospetta il ritorno dal primo minuto di Alex Sandro. In avanti Dybala potrebbe rifiatare, ma c’è da stare così tranquilli se gioca Kean? Il solo settore bianconero che non accenda paure particolari è il centrocampo, ma anche qui si prevedono modifiche in meglio, con l’esclusione dell’inadeguato McKennie. Nella Juve latita ancora il gioco, ed è il fattore che anima le speranze blucerchiate. Di fronte a campioni di tale fatta, servirà però la gara perfetta, cioé senza le distrazioni che hanno spianato la strada al Napoli.

                                  PIERLUIGI GAMBINO

 

 

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