Con l’Hellas Nuova proprietà e solito Vecchio Balordo: sotto di 2 al 48′, subisce il 3-3 al 92′

C’era una volta il quarto d’ora granata, quando la fantastica squadra capitanata da Valentino Mazzola nel dopoguerra sapeva rovesciare le partite in pochi minuti, per il Genoa di Ballardini possiamo parlare dei nove minuti rossoblù: dopo la doppietta di Fares che a Cagliari ha ribaltato la partita stasera in questo spazio di tempo di reti ne sono arrivate addirittura tre, nel giorno in cui il Ferraris, davanti ai soci della nuova proprietà a stelle e strisce, si è di nuovo riempito per quanto concesso dalle norme anti Covid anche se in gradinata Nord erano tutti ammassati alla faccia delle regole. La testata di Kalinic nel recupero, che premia giustamente il Verona che per settantacinque minuti ha dominato la scena, smorza l’entusiasmo e l’adrenalina che scorreva a fiumi in quel quarto d’ora finale che ha certificato l’imprevedibilità e la bellezza di un pallone che rotola, con Sirigu che prima ha evitato con due prodezze lo zero a tre e Destro, quello che poche settimane fa contro il Napoli non era stato nemmeno convocato ed aveva la valigia già pronta per Spezia, eroi e protagonisti di una squadra ancora senza capo né coda, per tre quarti di partita in balia di avversari organizzati ma non trascendentali ed incapace di impegnare una volta Montipò.

Fatta questa premessa parliamo della partita, con Ballardini che dà fiducia ai più criticati della precedente partita contro la Fiorentina, schierando Biraschi centrale di difesa e Melegoni nel terzetto alle spalle di Destro mentre Tudor rivoluziona l’attacco e schiera dal primo minuto Lasagna e l’ex Simeone.

Partenza sparata del Grifone, con un tiro cross di un Criscito ritrovato nella posizione di esterno molto velenoso che Montipò prolunga in corner in quella che resterà l’unica sua parata fino al 97’, ma al primo affondo passano gli ospiti: Maksimovic sale alto a cercare l’anticipo su Ilic, il serbo classe 2001 ha piedi raffinati e cervello fino, lo salta ed allarga a destra per Faraoni che cross in area con il contagiri dove Simeone prende il tempo a Cambiaso ed in sospensione aerea infila Sirigu.

La reazione genoana si esaurisce al 12’ in un sinistro di poco a lato di Criscito, che è uno dei pochi ad avere il giusto approccio al match, gli scaligeri aspettano senza troppi affanni dietro la linea del pallone, si affidano come play basso ad Ilic, che gioca una prima mezz’ora di grande personalità e dietro le punte a Barak, che al 17’ smarca Simeone davanti a Sirigu ma Biraschi è sontuoso nella diagonale che vale una rete fatta. Tre minuti dopo c’è una timida protesta ospite su una conclusione di Lasagna da dentro l’area sulla quale si immola ancora Criscito, i padroni di casa ruminano calcio, nonostante il grande apporto sonoro dello stadio ed una conclusione strozzata da fuori di Cambiaso viene controllata nella sua corsa alla sinistra della propria porta da Montipò.

Badelj non ne azzecca una, Melegoni è troppo scolastico ed anche beccato dal pubblico, Fares non incide e denota una condizione precaria e lo stesso Cambiaso si spegne con il passare dei minuti , gli scaligeri a differenza del Grifone sono organizzati e danno sempre l’impressione di poter colpire, Ballardini intorno alla mezz’ora cambia modulo e passa al 3-5-2 ma il giovane Kallon dimostra ancora di essere troppo acerbo per poter supportare Destro, chiuso nella morsa dei centrali veronesi e perennemente anticipato in una serata per lui negativa. Per due volte sciupa Badelj, prima cincischiando troppo invece di concludere di sinistro da dentro l’area e successivamente ciabattando maldestramente a lato il bel servizio di Melegoni, nell’unico lampo dell’ex atalantino del primo tempo ed in chiusura di tempo Barak, lanciato nello spazio da un sontuoso tacco di Simeone, sfrutta male la percussione in area genoana, chiuso ancora da Biraschi.

Inizia la ripresa, con Behrami per Melegoni e Pandev per Cambiaso, tra gli scaligeri Tudor avvicenda Lazovic, molto ordinato ed attento, con Sutalo, si passa al 3-4-1-2 ma dopo poco più di un minuto Maksimovic colpevolmente ed ingenuamente rifila un pestone nei sedici metri a Simeone, Doveri fa proseguire ma richiamato dal Var va a controllare le immagini e concede la massima punizione, che Barak trasforma con freddezza spiazzando Sirigu. Doveri ammonisce in rapida successione Behrami e Pandev per proteste , con il macedone che rischia nel suo faccia a faccia con il direttore di gara, si infiamma l’atmosfera, esce il frastornato Maksimovic per Bani , con Ekuban che rileva il fumoso Kallon e Ghiglione che entra per Biraschi infortunato, tra gli ospiti Bessa e Kalinic entrano per Tameze e l’ottimo Simeone ma è Sirigu a tenere ancora in partita i suoi con due super parate, la prima a sventare il sinistro di Lasagna sottomisura dopo rapida ripartenza firmata dai nuovi entrati Bessa e Kalinic e poi al 27’, volando a sinistra sulla punizione di Barak.

Faraoni non ce la fa ed entra Magnani e sessanta secondi dopo, a cavallo della mezz’ora, arriva l’episodio che riapre una partita che sembrava saldamente in mano ospite, con il Genoa che non riesce mai ad impensierire la difesa veneta: Pandev verticalizza da trequartista verso Destro, Dawidowicz corre a ritroso e colpisce con l’avambraccio in piena area, non ha dubbi Doveri e Criscito trasforma al 31’, Marassi  diventa una bolgia, i gialloblù perdono le loro certezze , Rovella da sinistra manda nel cuore dell’area il calcio di punizione quattro minuti dopo e Mattia Destro prende il tempo a tutti e con una splendida torsione di testa infila per il delirio sotto la Nord. Subito dopo la ripartenza ed il tiro del centravanti viene ribattuto da Gunter, sul ribaltamento di fronte Sirigu è ancora decisivo sul sinistro da fuori di Lasagna, che lascia il posto a Caprari, la partita ora è bellissima, saltano gli schemi, entrambe cercano i tre punti: l’undici di Tudor è sbilanciato, Pandev amministra la sfera da campione e lancia nello spazio Destro, che nell’uno contro uno irride Gunter, si presenta davanti a Montipò e lo supera con lo scavetto, per un incredibile sorpasso, rete segnata con la bottiglietta dei sali minerali in mano che Mattia non aveva fatto in tempo a ricacciare a bordo campo. Gli ospiti non ci stanno, Barak al 42’ si inserisce in area ma conclude in scarso equilibrio sul fondo, si alza la lavagnetta del recupero, saranno cinque minuti ed al 47’ da destra Casale disegna un bel cross che plana nell’area piccola dove Kalinic, lasciato colpevolmente solo, può incornare di precisione alla radice del palo destro di Sirigu.

C’è tempo ancora per un’emozione, con il destro dal limite di Ekuban che, smorzato casualmente da Pandev, diventa pericoloso per Montipò che si accartoccia a sinistra, nella sua seconda parata del match e Doveri fischia la fine di questo pazzo incontro nel luna park in riva al Bisagno , di cui Sirigu e Destro potevano essere gli eroi ma rimangono gli assoluti protagonisti, insieme al ritrovato Criscito ed al solito infinito Pandev, di una squadra che non è ancora tale e che va troppo spesso in difficoltà contro avversari che dimostrano di essere tutti meglio organizzati sul piano del gioco e della manovra. Una nota di merito per Ekuban, che con il suo ingresso ha vivacizzato un attacco dove per oltre un’ora Destro è stato troppo isolato e spettatore non pagante della partita, al pari dei quasi ventimila che hanno gremito il Ferraris invitati gratuitamente dai nuovi proprietari e che questa sera, al pari di Destro e Sirigu, hanno trascinato un Grifone su cui Ballardini deve ancora lavorare per farlo diventare una squadra.

GENOA-VERONA 3-3

Reti: p.t. 8’ Simeone s.t 4’ Barak (rig.) 31’ Criscito (rig.) 35’ e 40’ Destro 47’ Kalinic

GENOA (4-2-3-1): Sirigu 7,5 – Cambiaso 5,5 (1’ s.t. Pandev 6,5) Biraschi 6 (19’ s.t. Ghiglione 6) Maksimovic 5 (9’ s.t. Bani 5,5) Criscito 7 – Badelj 5 Rovella 6,5 – Kallon 5 (13’ s.t. Ekuban 7) Melegoni 5 ( 1’ s.t. Behrami 5,5) Fares 5 – Destro 8 All: Ballardini 6

VERONA (3-4-1-2): Montipò 6 – Dawidowicz 5 Gunter 5,5 Casale 6,5 – Faraoni 6,5 (29’ s.t. Magnani 5) Ilic 6,5 Tameze 6 (20’ s.t. Bessa 5,5) Lazovic 6 (1’ s.t. Sutalo 5) – Lasagna 5,5 (37’ s.t. Caprari n.c.) Simeone 7,5 (20’ s.t. Kalinic 7) All. Tudor 6

Arbitro: Doveri di Roma 6,5

Note: serata nuvolosa e calda, terreno di gioco in buone condizioni. Calci d’angolo 3-2 per il Genoa. Ammoniti: Maksimovic, Behrami, Pandev, Ilic. Spettatori 16000 circa.

Recupero: 1 + 5.

MARCO FERRERA    

 

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