Un Napoli troppo forte rifila un pesante poker a una Samp combattiva

Il Napoli si riprende la vetta e fa cinque su cinque in campionato, dopo i quattro gol di Udine non fa sconti e ne rifila altrettanti alla Sampdoria, reduce dai pareggi contro Sassuolo ed Inter e dalla rotonda e convincente vittoria di Empoli. Troppo ampio il divario alla distanza tra le due squadre, eppure i blucerchiati nel primo tempo, uno dei più belli giocati dal punto di vista tecnico negli ultimi anni, non avrebbero demeritato il pari, impedito solo da un super Ospina.

A volte il calcio sa essere spietato, quando il pari doriano sembrava maturare è arrivato il raddoppio partenopeo  a spegnere le speranze di Quagliarella e compagni; alla vigilia D’Aversa lo aveva detto, ci voleva maggiore attenzione in fase difensiva ma già in avvio una Samp che interpreta la partita a viso aperto, con Caputo fermato in uscita da Ospina ( ma l’attaccante era partito in posizione di fuorigioco sulla verticalizzazione di Damsgaard), rischia dopo sette minuti di subire gol in contropiede: Insigne fa viaggiare nello spazio Osimhen, l’accelerazione del nigeriano è devastante, si beve in velocità Yoshida e si presenta davanti ad Audero che è provvidenziale nello sbarrargli la strada. Nel giro di centottanta secondi da decisivo per i suoi il portiere doriano diventa determinante per il vantaggio ospite: Silva in coabitazione con Augello perde una palla sanguinosa sulla propria tre quarti, Osimhen prende palla, allarga per Insigne che chiude il lungo triangolo, Colley invece di seguire l’avversario guarda la palla che plana sul destro del centravanti sottomisura, è goffo il tuffo di Audero che smanaccia e si trascina la sfera al di là della linea.

Ma la Samp ribatte colpo su colpo e pare non subire più di tanto lo schiaffo dei titolati avversari e si rovescia in avanti, trascinata da un Candreva in grande spolvero ed il sinistro dell’ex interista al 13’ viene deviato dal provvidenziale intervento di Koulibaly in corner.  È la fase migliore dei blucerchiati, al 19’ dopo un’insistita manovra offensiva la sfera arriva al limite, il destro di Silva indirizzato all’angolo alto pare vincente ma Ospina cava dal cilindro una parata straordinaria, togliendo la palla dall’angolo alto alla sua sinistra, sul susseguente corner di Candreva sbuca a centro area la testa di Yoshida e questa volta l’estremo napoletano ha un riflesso da gatto e toglie il cuoio dall’angolo basso alla sua destra.

Dopo una rete di Osimhen partito in fuorigioco in una delle pericolose ripartenze degli ospiti, che hanno in Lozano ed Insigne due frecce laterali, ritorna protagonista a metà tempo il portiere colombiano che vanifica al 22’ il bel destro d Candreva, che imperversa sulla destra e conclude dalla mattonella preferita la bella manovra avviata da Quagliarella e rifinita da Thorsby. Terzo intervento determinante in pochi minuti dell’estremo partenopeo, a certificare la sofferenza dei suoi nell’arginare una Samp molto bella da vedere sul piano tecnico e per circolazione della palla ma i blucerchiati lasciano spazi troppi invitanti nella propria metà campo, quegli spazi dove giocatori come quelli a disposizione di Spalletti sanno andare a nozze. C’è tempo per annotare al 35’ l’ultima occasione per la Samp di raggiungere il meritato pari, gran veronica di Augello da sinistra con tiro a giro di Damsgaard sul quale tenta la rovesciata acrobatica Caputo, la palla schizza al limite dove il potente destro di Candreva sibila di poco alto sulla porta degli ospiti, questa sera di rosso vestiti.

Il Napoli capisce che deve allentare la pressione e dopo un destro dal limite di Insigne sventato sul palo destro da Audero al 38’, un minuto dopo arriva il raddoppio che indirizza decisamente la partita: bella azione con Di Lorenzo che da destra pesca Insigne in area doriana, il capitano apparecchia all’indietro per Fabian Ruiz che con un sinistro chirurgico dal limite inchioda Audero sulla sua destra.

Squadre al riposo e vantaggio troppo largo per la capolista per quanto visto in campo ma che fosse una partita segnata lo si capisce dopo soli cinque minuti della ripresa, poco prima Rrhamani infortunato lascia il campo per Manolas e la banda Spalletti cala il tris e seppellisce in anticipo la partita, con Zielinski e Lozano che penetrano troppo facilmente nei sedici metri blucerchiati ed il servizio del messicano trova il perentorio destro sottomisura ancora di Osimhen.

Anche D’Aversa capisce che non è serata, fa rifiatare Quagliarella, partito bene ma poi spentosi e Silva, che non è dispiaciuto ma su cui pesa la grave leggerezza sul primo gol ospite , rilevandoli con Torregrossa ed Ekdal, al rientro; dopo una conclusione centrale di Zielinski, il polacco cala il poker all’11’ con un sinistro potente dopo il recupero palla dell’onnipresente corridore camerunense Anguissa ed il secondo assist di Lozano, su cui Augello è troppo morbido e non accorcia a sufficienza.

Da qui alla fine si gioca solo per onor di firma, il solo Candreva sembra non voler mollare ed un suo sinistro dal limite termina di poco alto al 18’, Osimhen si divora la quinta rete davanti ad Audero, al 28’ la rete premia il migliore dei suoi ma Caputo era in fuorigioco prima del suo tiro ribattuto da Ospina e sospinto in rete da Candreva, che un minuto dopo ci prova ancora dal limite ma il numero uno ospite questa sera è imbattibile e si accartoccia sulla sua sinistra. Nel frattempo Askildsen e De Paoli rilevano Thorsby e Bereszynski, anche Spalletti manda in campo i vari Elmas, Politano, Ounas e Petagna, con Osimhen che si prende gli applausi dei suoi tifosi, c’è tempo anche per vedere l’esordio del giovanissimo classe 2002 Ciervo che dà il cambio ad un Caputo che dopo la doppietta di Empoli non è riuscito a confermarsi questa sera. Audero impedisce prima a Mario Rui e successivamente ad Ounas di dare al punteggio una dimensione ancor più umiliante e la bella iniziativa sulla destra di Ciervo non viene sfruttata a centro area da Askildsen.

E termina con il triplice fischio di Valeri che ha ben diretto e che certifica la quinta vittoria consecutiva degli uomini di Spalletti, che tornano in testa alla classifica mettendo in mostra un complesso che ha impressionato per qualità e quantità , con una difesa imperniata sul gigante Koulibaly e tenuta a galla nel periodo più complicato da almeno un paio di interventi determinanti di Ospina, che si è ripreso la porta complice l’infortunio di Meret e che difficilmente mollerà se proseguirà con prestazioni come quella odierna. Si è capito viceversa perché per Manolas sia arrivata la terza panchina consecutiva, anche questa sera, pur in un secondo tempo giocato a risultato acquisito, lo spagnolo è parso nervoso, incorrendo anche in un’inutile ammonizione nel finale; Di Lorenzo e Mario Rui garantiscono copertura e spinta sulle fasce, ma il reparto che maggiormente ha impressionato è stato quello centrale, che accoppia tecnica a fisicità, con l’innesto di Anguissa, un moto perpetuo, a fianco di due fini dicitori come Ruiz e Zielinski, entrambi in rete questa sera ; in attacco Lozano ha mostrato quella concretezza che spesso latitava in passato, Insigne attraversa la fase migliore della sua carriera e dispensa gioielli e giocate di classe al servizio di un centravanti come Osimhen, che questa sera negli spazi lasciati dai blucerchiati è stato devastante.

Non ci sentiamo di bocciare la prova della Samp, nonostante lo zero a quattro interno, come detto nel primo tempo la partita è stata molto bella ed equilibrata, poi gli episodi l’hanno incanalata verso un esito comunque troppo pesante per i padroni di casa, dei quali salviamo però alla fine il solo Candreva, che ha predicato nel deserto a compagni che hanno mollato troppo presto. Audero ha sulla coscienza la rete che ha indirizzato il match, la coppia centrale difensiva è stata fatta a fette da Osimhen e lo stesso Augello è parso spesso poco attento su Lozano, autore di due assist. Poco alla volta hanno visto abbassarsi la loro votazione anche quelli che nel primo tempo avevano messo in difficoltà i più quotati avversari, come Bereszynski e Thorsby, in attacco le punte hanno avuto il demerito di non essersi mai saputi costruire una buona opportunità nel corso di un primo tempo in cui la squadra ha macinato gioco. Solita partita piuttosto anonima di Damsgaard dal quale ci si attendono giocate più decisive e risolutive, sono entrati male a risultato ormai acquisito sia Torregrossa, che ha denotato i suoi limiti tecnici e De Paoli, che è stato graziato da Valeri dopo essere stato ammonito poco prima, mentre salutiamo il debutto di personalità di Ciervo, un classe 2002 che nei pochi minuti in cui è stato in campo ha interpretato bene un paio di situazioni, al pari di Askildsen sempre pulito e lineare mentre Ekdal è parso ancora lontano dalla migliore condizione.

Domenica allo Stadium arriva un’altra sfida sulla carta proibitiva contro la Juventus, forse la squadra di D’Aversa, che ha avuto un buon impatto in questo avvio di stagione, dovrà scendere sul terreno meno sfrontata e più attenta difensivamente contro avversari di maggiore qualità che possono fare male se si concedono quegli spazi nei quali i solisti napoletani sono andati a nozze, in certe sfide un pizzico di prudenza e di copertura in più forse non guasterebbe.

SAMPDORIA-NAPOLI 0-4

Reti: p.t. 10’ Osimhen 39’ Ruiz s.t. 5’ Osimhen 14’ Zielinski

SAMPDORIA(4-4-2): Audero 5 – Bereszynski 6 (26’ s.t. De Paoli 5) Yoshida 5 Colley 5 Augello 5 – Candreva 7 Thorsby 5,5 (26’ s.t. Askildsen 6) Silva 5,5 (10’ s.t. Ekdal 5,5) Damsgaard 5,5 – Caputo 5 (39’ s.t. Ciervo) Quagliarella 5,5 (10’ s.t. Torregrossa 5) All: D’Aversa 5,5

NAPOLI (4-3-3): Ospina 8 – Di Lorenzo 6 Rrhamani 6,5 (3’ s.t. Manolas 5) Koulibaly 7 Mario Rui 6,5 – Anguissa 7,5 Fabian Ruiz 7,5 Zielinski 7 (22’ s.t. Elmas 6,5) – Lozano 7 (36’ s.t. Ounas n.c.) Osimhen 8 (36’ s.t. Petagna n.c.) Insigne 7,5 (22’ s.t. Politano 6) All: Spalletti 7

Arbitro: Valeri di Roma 7

Note: pomeriggio sereno e fresco, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Damsgaard, De Paoli, Manolas. Calci d’angolo 6-4 per la Sampdoria. Recupero: 1 + 0 minuti. Spettatori paganti 4596 per un incasso di Euro 118688.

MARCO FERRERA         

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