D’Aversa non snaturerà la Samp per affrontare il treno Napoli

Ma che razza di input hanno inviato al cervellone della Lega incaricato di redigere il calendario della serie A? Possibile che nelle prime sei giornate una squadra, la Samp, debba affrontare Milan, Sassuolo, Inter, Napoli e Juventus, con un’unica provinciale, l’Empoli? Vero che spesso conviene sfidare gli squadroni sin quando il loro motore non è a pieni giri, ma qui si è superato il livello della decenza.

I blucerchiati non fanno neppure in tempo a festeggiare il primo successo stagionale che subito debbono sbrogliare una matassa intricatissima: già, come arrestare la corsa del rullo compressore partenopeo, unico team a punteggio pieno?

La banda di D’Aversa ci proverà, consapevole di aver poco da perdere e molto da guadagnare. Mal che vada, potrebbe fare un altro pieno di applausi, dopo quelli strameritati rimediati in quattro esibizioni tutte oltre la sufficienza, al di là del risultato. La Samp ha già una fisionomia precisa, sa difendere e attaccare con identico profitto, non lamenta “buchi” allarmanti nella formazione titolare e, soprattutto, si è già calata alla grande nella mentalità e nello spirito di un mister più moderno ed evoluto del suo pur ammirevole predecessore.

Sarà anche vero che l’intelaiatura è collaudata da anni, ma è comunque cresciuta di livello, e l’animo coraggioso e sbarazzino mostrato nei primissimi turni di campionato uscirà fuori certamente al cospetto dei mattatori.

Nessuno s’illude che capitino palle gol a raffica come ad Empoli, ma la forma scintillante di Candreva e il ritorno al gol di Ciccio Caputo spingono a credere che anche la difesa del Ciuccio avrà le sue preoccupazioni, Resta da recuperare Quagliarella, ma anche qui siamo sulla buona strada: il primo sigillo stagionale tarda a giungere, però il capitano pare ormai aver superato quella sorta di complesso psicologico che lo paralizzava. Domenica scorsa, senza inseguire la rete con ogni energia, si è vestito da gregario, mettendo lo zampino nelle azioni della prima e della terza rete.

Certo, tra Empoli e Napoli la sola affinità è il colore della maglia. Magari, se la sfida coi partenopei fosse capitata tra un mesetto, il compito dei doriani sarebbe stato più agevole, ma non è il caso di piangersi addosso. Il solo handicap è costituito dal possibile forfait di Thorsby, elemento sempre fondamentale ma ancor più nelle partitissime. Nessuno dei suoi compagni, infatti, ha un’identica propensione al recupero palla, anche se Ekdal, pronto al rientro dal primo minuto, saprebbe adattarsi a quest’esigenza e lo stesso baby Askildsen appare assai migliorato rispetto allo scorso anno.

Di certo D’Aversa non snaturerà la sua Samp, che ha assimilato uno spartito ben definito e da esso non si smuove, vada come vada, ma è ovvio che un compito speciale in copertura attende anche gli esterni avanzati Candreva e Damsgaard.

Intanto, Colley sta affilando le sue armi per frenare l’impeto dello scatenato Osimhen, attualmente il centravanti migliore del nostro campionato, di due spanne su Vlahovic, ma è illusorio pesare che, bloccato il nigeriano il Napoli, diventi una squadra qualsiasi. I vari Insigne, Politano, Anguissa, Zielinski possono creare seri grattacapi e persino i difensori – il match stravinto a Udine lo conferma – trovano la via del gol con irrisoria disinvoltura. Insomma, il Napoli è una protagonista assoluta, e i giusti meriti vanno attribuiti al suo nuovo comandante, Luciano Spalletti, tra i rari tecnici italiani di assoluto respiro internazionale.

Il match resta comunque stuzzicante e aperto, ma un occhio speciale dovrà essere rivolto all’arbitro di turno, nella speranza di una direzione di gara equa e diversa da quella subìta da Genoa e Udinese al cospetto dei partenopei. D’altronde, a Marassi il fattore campo non esiste più da quando i supporters più caldi della Samp hanno deciso di disertare per protesta contro il presidente e, soprattutto, le restrizioni dovute al Covid. Scelta rispettabile la loro, pur condivisa ormai da ben poche tifoserie di serie A e intrisa di tafazzismo: Quagliarella e compagni, rimasti senza appoggio durante i 90 minuti di battaglia, caldamente ringraziano…

PIERLUIGI GAMBINO

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