Lo Spezia sfiora il colpaccio con la Juventus ma cede per 3-2 dando spettacolo

Era il 2007 e l’Arezzo era stato allenato in successione da Antonio Conte-Sarri-Antonio Conte. Finì in Serie B a causa dello Spezia che aveva battuto per 3-2 la Juventus dei Campioni e Vicecampioni del Mondo Del Piero e Trezeguet, unica sconfitta in cadetteria per la Vecchia Signora. Alzi la mano a chi in riva al Golfo dei Poeti non è venuta in mente questa storia che se pure appartiene al secolo dei Millenials appare già vecchia di cento anni, mentre lo Spezia ribaltava il gol di vantaggio agli uomini di Allegri, sfiorava il tris, dava spettacolo e in definitiva dava la sensazione di poter aumentare il distacco in classifica da loro. Già un pareggio che sulla carta sarebbe stato manna dal cielo sul campo sarebbe stato invece stretto all’undici di Thiago Motta, la sconfitta è una beffa.

Il tecnico italo-brasiliano, che può vantare anche nella sua storia personale uno storico trionfo contro la Juventus, una doppietta nuovamente in un 3-2 nell’anno di Milito, se la gioca col 4-3-3, schierando davanti a Zoet la linea Amian, Nikolau, Hristov, e Ferrer, a centrocampo il dinamico duo di casa Maggiore-Bastoni con il match winner che ha sentenziato il Venezia, Bourabia, e in avanti Verde e Gyasi a supporto del giovane e dirompente Antiste.

La Vecchia Signora si accostuma da giovane, sgargiante seconda maglia gialla con baluginii blu, il duo Kean-Dybala all’avanguardia, Chiesa e Rabiot sulle fasce, Bentancur e McKennie a presidiare il centrocampo, Bonucci e Szeczesny a fare da fratelloni maggiore di tutti i compagni e De Sciglio. De Ligt e Danilo a completare ranghi e reparto arretrato.

Lo Spezia dimostra subito di non avere alcuna soggezione: Verde crossa teso e brucia sul tempo Bonucci, ma anche il compagno Gyasi che non riesce a cogliere il pallone. Gli ospiti rispondono con un bello scambio McKennie-Chiesa che porta infine Keana tirare in girata, Zoet risponde con sicurezza.

Davanti agli occhi dell’Italia intera a causa delle programmazioni tarate sulle esigenze dello streaming pay per view lo Spezia gioca con baldanza e sfrontatezza, palleggiando con agio e mandando a vuoto il pressing dei blasonatissimi avversari.

La Juve però sa essere pericolosissima anche se in grandi ambasce e sono infatti gli uomini di Allegri a creare le occasioni più pericolose, quasi tutte velleitarie, finché al 28’ non la sblocca Kean: Bonucci lancia per Rabiot, appoggio di testa per la giovine punta, stop perfetto dal limite e stoccata alla destra di Zoet.

Appena 5 minuti e pareggia Gyasi: serpentina sul lato destro dell’area bianconera, dal limitare sempre più verso l’interno, con i terzini della Vecchia Signora incantati a guardare e a seguire mezzi paralizzati come le vittime di un magnetico Pitone delle Rocce di fronte al loro aguzzino; al momento fatale scatta il tiro a giro che fa anche di Szeczesny una sua vittima.

Con due soluzioni balistiche Dybala prova a riportare i suoi davanti subito prima di tornare negli spogliatoi per l’intervallo ma Zoet è ben piazzato e neutralizza.

In avvio di ripresa addirittura lo Spezia in vantaggio: al 49′ lancio lungo per Antiste, che s’invola, punta e salta Bonucci e con una bordata buca la rete.

Si scatena Dybala: cross per Kean e colpo di testa, appoggio per l’accorrente Chiesa e botta come viene, tiro da fuori: Zoet è insuperabile.

Ci prova anche Bonucci con un colpo di testa sopra di poco su appoggio aereo di Morata, dall’altra parte i ragazzi terribili dello Spezia sfiorano per due volte il 3-1: un Maggiore in forma sopraffina sfiora il gol da centrocampo il gol cercando un’elegante astuzia; in realtà va fuori di un bel po’, ma per un’istante da l’idea dia ver preso la curvatura giusta per trasformarsi in una magia al di là dei limiti dello spazio-tempo. vìVicinissimo invece Antiste alla doppietta quando, servito da uno scatenato Bastoni che impera quando si allarga sulla fascia sinistra, batte a rete ma vede il suo tiro deviato da più maglie avversarie prima di venire fermato sulla linea da Locatelli.

Al 66′ i bianchi devono cedere alla possanza tecnico-atletica degli avversari: Morata lavora di fino e di corpo un pallone per l‘accorrente Chiesa, il quale salta l’uomo e fulmina Zoet.

Il fatidico 3-2 cotante volte evocate arriva poco dopo che ancora Chiesa e poi McKennie vanno il primo a un passo dalla doppietta e l’altro dalla prima marcatura stagionale: rimessa laterale, l’esterno Campione d’Europa studia un colpo di controbalzo da posizione quasi impossibile, non centra la porta di pochissimo. L’Americano invece non inquadra da due passi in seguito a mischia da calcio d’angolo.

Al 72′ dopo tante belle azioni da una parte e dall’altra De Ligt trova l’ultima rete del match in maniera un po’ fortunata: angolo di Dybala, respinto, il pallone capitombola placido sui piedi dell’Olandese che infila.

L’ultima emozione però è targata Spezia: Sala al 85′, entrato otto minuti prima per Bourabia, in cross serve Maggiore, che rapidissimo al volo stoppa e tira con potenza e precisione. Parata di Szeczesny! Il numero uno polacco salva il risultato e forse riscatta così le misere uscite del suo avvio di stagione.

Lo Spezia esce vinto dal campo ma scrive un altro esaltante capitolo della sua Storia. Forse il 2007 resterà più memorabile per tante ragioni, ma questo presente sembra più leggendario di qualsiasi exploit passato. Non sembra cambiato quasi niente dallo scorso anno, gli Aquilotti stanno ancora vivendo il sogno.

Federico Burlando

 

 

 

 

 

 

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