Il Genoa recupera la grinta e due gol al Bologna in un match elettrico


È l’attesa del piacere è essa stessa il piacere, come sosteneva Gotthold Ephraim Lessing, drammaturgo settecentesco di fatto finito plagiato dalla Campari? Genoani e Bolognesi, uniti dai colori e divisi da cent’anni di uno scudetto contesto attendono e temono i gol per tutto il primo tempo. Quando arrivano nella ripresa però forse è un po’ troppo, perlomeno per i cuori meno forti. Dimostrano di averne tutti gli uomini scesi in campo, ben determinati a cancellare il ricordo delle sconfitte del turno precedente. Il punto finale alla fine è meritato per ambedue le compagini, anche se a 95’ inoltrato succede di tutto davanti alla porta di Sirigu, e il “Golden Gol” rimane strozzato nella gola degli Emiliani come un monumento alla peggiore delle gioie inespresse. I sospiri sollievo che avranno invece tirato in quel di Zena avranno probabilmente investito l’intera penisola di una tramontana. Resta però irrisolto il dubbio sulla loro squadra. Cosa promette questo Genoa? Una salvezza tranquilla? Sangue e lotta, nel bene e nel male, sino all’ultimo per salvarsi? O un mutevole alternarsi nelle prestazioni? La risposta resta a Ballardini, che dovrebbe aver scostato da sé la spada di Damocle dell’esonero, che però Preziosi tiene costantemente affilata.

Da due naufragi due squadre all’arrembaggio

Davanti a Sirigu, a sorpesa Bani, un ex, quindi Maksimovic e Criscito; Cambiaso e Fares sulle ali come nel secondo tempo di Cagliari per provare a volare con la medesima energia; Badelj, e Rovella in mediana; Hernani in un ruolo ibrido a muoversi tra loro, Kallon seconda punta con ampia libertà di allargarsi e Destro.

Mihajlovic scioglie l’arcano pre-gara sul ballottaggio Barrow-Sansone premiando il gambiano, chiamato a operare nel 4-2-3-1 in coppia con Orsolini sull’altra ala e l’ex Samp Soriano sulla trequarti a sostegno di Arnautovic, con Svanberg e Dominguez a sostegno dell’intera struttura e De Silvestri, Medel, Bonifazi, Hickey a custodia di Skoprusky.

Per le due compagini sembra essere prioritario cancellare le rispettive figuracce in termini di prestazione del turno precedente, e antepongono la smania di mostrarsi arrembarsi alle cautele del caso. Così tutte due provano a costruire dal basso, pressano altissimo, cercano il taglio verticale, e di fatto si prestano l’una al gioco dell’altra.

Il Grifone però si rivela più pronto, almeno nei primi 20 minuti, a sfruttare gli errori altrui: un tiro crosso di Fares deviato da Skopruski rimbalza sui piedi di Kallon che tira subito e alto; a qualche gira di lancetta un’occasione simile ce l’ha ancora Fares, che, solissimo da distante, sparacchia ben sopra la porta altrui.

Ambedue i portieri nei primi 3 minuti sono chiamati a prendere parte la manovra, con Sirigu che quasi svirgola un difficile retropassaggio, poi Kallon prova a fuggirsene via ma viene fermato prima che possa rendersi realmente pericoloso. Rovella e Bonifazi cercano l’imbucata spiazzante coi lanci, Hickey e Cambiaso l’aggiramento col cross, Svanberg da piazzato e Badelj da fuori la conclusione fulminante, ma per quanto le contendenti s’impegnino la loro lotta sembra più simulata che reale.  Due gang di Broadway che danzano mimano colpi ferali ma assolutamente incapaci non tanto di metterli a segno quanto di provarci realmente. Però il pubblico ha egualmente motivo di applaudire.

Con l’approssimarsi della mezz’ora però la manovra dei Felsinei si fa più strutturata, i tocchi più precisi, le sovrapposizioni più ficcanti. Così l’inserimento con colpo di testa di Orsolini al 26’ suscita un brivido più intenso delle altre mezze occasioni fioccate per tutta la prima frazione, ed è un teaser degli ultimi 5 minuti in cui i padroni di casa riescono a inquadrare per 3 volte lo specchio della porta, trovando però per due volte un Sirigu ben piazzato, mentre su un’uscita incerta del Secondo della Nazionale è la difesa in blocco a sospingere il pallone verso centrocampo.

Il 36’ è il minuto del batticuore: Dominguez riesce a tirare nonostante venga sbilanciato, trovando il summenzionato guizzo di Sirigu a murare agevolmente l’angolino; viene concessa una punizione che Arnautovic non calcia alta di molto.

Con gli Emiliani più in palla si va negli spogliatoi. Alla ripresa Ballardini sacrifica le speranze della gioventù alle astuzie dell’esperienza: dentro Behrami, fuori Rovella.

Secondo Tempo al Cardiopalma sino all’ultimo

In apertura di ripresa, al 48’, con un misto di fortuna e virtuosismo, il Bologna va in vantaggio con Hickey. Cross dalla destra che arriva al limite per Bonifazi che tira come riesce. Murato. La respinta declina docile come un cagnolino sui piedi dello scozzese, che però si coordina benissimo e piazza la stoccata nell’angolo alla sinistra di Sirigu, dopo aver accarezzato metà delle maglie che affollano l’area.

La prima frazione era stata tutto fumo, la ripresa ha la succulenta consistenza di un match che soddisfa ogni appetito. A dargliela è Mattia Destro, che già al 53’ col Grifo gettatosi in avanti col sangue agli occhi pareggia schiacciando in rete un cross corto e verticale di Capitan Criscito. Per Skopruski non c’è speranza. E sembra che non ce ne sia nemmeno al 62’, quando su un cross dalla destra di Hernani impatta di nuovo schiacciando a centroarea. Con un miracoloso riflesso però il portiere felsineo gli nega la doppietta e riesce anche a gettare il pallone in angolo, invece che rimpallarlo sui piedi del centravanti, in agguato come un leone.

Ora le due furiose duellanti capiscono di avere le lame sufficientemente acuminate per penetrare a fondo e non si limitano a tirare per gioco. Pandev entra per un Hernani finalmente convincente ma è il talento di Vignato a brillare. Entrato per un Barrow quasi evanescente, conduce i contropiedi dei suoi con garibaldina decisione e al 72′ piazza un filtrante per Hickey, che batte a rete, ma c’è un Sirigu in ottima forma. Che si rivela eccellente quando alza in angolo un colpo di testa di De Silvestri da posizione ravvicinata, su angolo di Svanberg.

Gli ultimi 5 minuti passeranno agli annali. Al 80′ Vanheusden entra al posto di un solido Bani, al 85′ Vignato crossa, bello teso per Dijks che non riesce a inquadrare. Nel corso dell’azione però il giovane Belga abbraccia Sansone sino ad abbatterlo. Ingenuità che si sconta con il penalty. Arnautovic batte alla perfezione e supera Sirigu, che pure si butta dal lato giusto.

Al 87′ però Behrami si insinua in area, viene toccato e perde il pallone, Kallon però vi zompa sopra e Bonifazi lo spinge quando già il sierraleonese stava per perdere il possesso. Per l’arbitro è nuovamente rigore. Criscito spiazza Skoporuski ed è 2-2. Mihajlovic si fa  espellere per proteste.

C’é ancora tempo per un sussultissimo. Al 95′, al termine dell’ultimo minuto di recupero, Kallon ha i crampi e perciò si allunga ancora di qualche decina di secondi. Il Bologna batte una rimessa a pochi metri dal vertice destro dell’area del Genoa. Riesce a mettere il pallone in mezzo, Skov Olsen incoccia di testa e prende la traversa, la sfera resta lì, ci do io, ci dai tu, ci da Soriano ma Sirigu para ed è triplice fischio. Cala il sipario, il pubblico si è divertito ed applaude. Seguire partite così è un dolore ma soprattutto un piacere.

Federico Burlando

 

Condividi
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.