Bella e concreta, la Sampdoria sbanca il Castellani

Primo successo in campionato per la Sampdoria, che salta netto in classifica l’Empoli e lo demolisce a casa sua con una prova di forza e di armonia.

D’Aversa conferma l’undici che ha ben figurato contro l’Inter una settimana fa, e questa volta il 4-4-2 è più leggibile, con Caputo e Quagliarella sulla stessa linea e Adrien Silva a schermare Bajrami, l’ispiratore delle trame offensive di Andreazzoli e – si dice – oggetto del desiderio blucerchiato l’estate scorsa.

Dall’altra parte l’Empoli gioca con un 4-3-1-2 muscolare e aggressivo dalla cintola in su, ma – a gioco lungo – troppo morbido nella propria tre quarti, con Henderson preferito a Bandinelli e la copia d’attacco formata da Cutrone e Mancuso.

In un Castellani semivuoto e percosso a lungo da forti acquazzoni irriguardosi nei confronti delle due tifoserie (a proposito, ben presente e rumorosa quella blucerchiata), la squadra di casa inizia con il piede giusto e dopo due minuti Cutrone, molto mobile, tiene in campo un pallone complicato e rimette al centro dove Mancuso, da due passi, trova il riflesso di Audero che salva un gol già fatto.

La Sampdoria, in divisa bianca, soffre inizialmente il pressing alto della squadra di casa, e fatica a gestire il pallone in uscita. Ma già al 9’ Candreva fa presente che non sarebbe rimasto a guardare e chiama in causa Vicario con un destro potente dal limite. L’ex Lazio e Inter si ripete al 14’, e dopo un primo tentativo andato a vuoto impegna ancora, questa volta da sinistra, il portiere locale dopo un buon recupero di Damsgaard.

 

Per rivedere la squadra di casa si deve attendere fino al 22’, quando una buona iniziativa di Stojanovic – tra i migliori dei suoi – chiama in causa Cutrone, in ritardo di un nulla e comunque anticipato da Yoshida.

Sulla ripartenza Damsgaard trova un’idea delle sue e pesca Caputo: sinistro alto, ma il grande ex era in fuorigioco. In questa fase D’Aversa non apprezza che gli attaccanti dell’Empoli, sia pure molto lontani da Audero, arrivino sempre primi sul pallone, permettendo alla propria squadra di guadagnare metri. A metà frazione la partita sembra piuttosto bloccata, con la Sampdoria che tiene in mano il pallino del gioco ma non riesce ad essere pericolosa, con Silva che manca in appoggio ma tiene fuori dalla gara il temuto Bajrami.

Poco dopo la mezz’ora, dall’ennesimo recupero del centrocampo blucerchiato, nasce il gol spaccapartita. Candreva parte per vie centrali, porta palla e sbilancia l’intera difesa empolese, molto confusionaria nell’occasione, e serve al momento giusto un assist al bacio per Caputo, che di sinistro brucia Vicario, mettendo a segno il suo primo gol blucerchiato, il cinquantesimo in serie A e proprio nello stadio che lo ha lanciato nella massima divisione. Il barese, per rispetto, non esulta, ma Doria in vantaggio.

Il leit motiv della prima mezz’ora sono le seconde palle: tanti i recuperi dei biancocerchiati, e da ognuno un motivo di preoccupazione per la svagata difesa di casa. Al 34’ è Damsgaard a mettersi in proprio, ma il tiro del danese è fuori non di molto.

In questa fase l’Empoli accusa il colpo da un punto di vista tattico, e non riesce a costruire niente di positivo se non con lanci lunghi, a saltare il centrocampo, dove la Sampdoria dimostra una superiorità evidente. Da uno di questi, però, la palla giunge a Mancuso, che si aggiusta il pallone e tira da ottima posizione: palla alta. Un minuto più tardi, su azione dalle dinamiche simili, Marchizza sorprende la retroguardia doriana e mette al centro: Audero non è irreprensibile in uscita ma Mancuso, in spaccata, trova solo l’esterno della rete.

Tuttavia le transizioni doriane sono sempre mal digerite dalla retroguardia empolese, e al 42’ Caputo, lanciato in contropiede, si fa ipnotizzare da Vicario che gli respinge il tiro del possibile raddoppio. Sul prosieguo dell’azione Quagliarella prova da fuori e chiama Vicario alla deviazione in corner, sul quale svetta Caputo che mette alto di poco.

Prima del riposo c’è tempo per un’altra buona opportunità per la Sampdoria: Quagliarella, pescato in area, strozza troppo la conclusione e fa il solletico al portiere di casa.

Al rientro negli spogliatoi l’impressione è di una Sampdoria più forte e concentrata, al netto di qualche svagatezza, e di un Empoli generoso ma troppo impreciso.

La squadra di D’Aversa, esattamente come contro l’Inter domenica scorsa, rientra in campo con il furore agonistico di chi sa cosa vuole.

Già al 2’ Damsgaard, ben pescato a sinistra, piazza il destro sul secondo palo, impegnando in angolo Vicario, che si ripete sull’azione susseguente opponendosi alla conclusione da posizione centrale del maghetto danese.

Al 5’, sulla sponda di Colley da azione d’angolo, Caputo prova la girata e centra in pieno la traversa.

È una superiorità palese, certificata due minuti più tardi dal raddoppio dello stesso Caputo. La catena di destra produce un’altra grande giocata di Bereszynski, che pesca Caputo. Il tiro del barese è solo toccato da Vicario e termina la sua corsa in rete per un 2-0 che sembra assolutamente legittimo. Il nuovo bomber blucerchiato non esulta, ma trova il modo di rivolgersi simpaticamente ai suoi nuovi tifosi che lo osannano nella curva proprio lì sopra.

Andreazzoli prova a cambiare le carte in tavola: fuori le due mezze ali, Haas (inconsistente) e Henderson (falloso e impreciso), dentro Zurkowski e Bandinelli.

Qualcosa di meglio, nelle file empolesi, si vede. Al 16’ Cutrone segnerebbe anche, con Audero non impeccabile sul proprio palo, ma l’azione è viziata dapprima da un fallo laterale non visto, e poi dal netto fuorigioco dell’ex milanista. Al 21’ Bandinelli sfonda a sinistra, ma il suo cross basso attraversa tutta l’area piccola senza che nessuno intervenga. Due minuti più tardi Andreazzoli sostituisce le due punte: Mancuso – in calando la sua prestazione – lascia il posto a Di Francesco, e Cutrone – che invece non stava facendo male, e sembra infatti assai perplesso – a Pinamonti. Anche D’Aversa cambia: la prima sostituzione, invero, è forzata, perché Thorsby si infortuna e lascia il posto ad Askildsen, mentre poco dopo Silva esce per fare posto ad Ekdal e Damsgaard viene rilevato da De Paoli.

Ma prima che la squadra di casa possa riorganizzarsi e tentare l’assalto al gol che riaprirebbe la contesa, Candreva tira giù la saracinesca del negozio. L’esterno si fa trovare a sinistra, si accentra e lascia partire un tiro a giro sul secondo palo, imprendibile per Vicario, mettendo il punto esclamativo sulla sua prestazione da migliore in campo.

Gli ultimi venti minuti vedono l’Empoli alla ricerca di un gol che tenga aperta la contesa, come espressamente richiesto da Andreazzoli, ma né Zurkowski (che cerca spesso la soluzione da fuori, confidando nel terreno pesante e nel pallone scivoloso), né Pinamonti riescono nell’intento. E non incide l’ingresso di un altro ariete – La Mantia – al posto del deludente Bajrami, mentre Caputo riceve la standing ovation del Castellani, doriani ed empolesi, lasciando spazio a Torregrossa, e contemporaneamente Chabot rileva Colley colpito da crampi.

Non succede più niente, e la Sampdoria conquista con pieno merito il primo successo stagionale, terzo consecutivo al Castellani in seria A e porta ancora inviolata lontano da Marassi. Una buona prova, solida quando è servito ed efficace nelle ripartenze. Tre gol, una traversa, almeno tre parate decisive di Vicario: convince l’approccio dei ragazzi di D’Aversa, che adesso possono guardare con più serenità al mini ciclo di ferro che vedrà i blucerchiati ospitare giovedì il lanciatissimo Napoli e successivamente sfidare la Juventus allo Stadium.

Una nota di merito per l’arbitraggio: Mariani si è visto pochissimo, agevolato dalla correttezza dei protagonisti, ma non ha sbagliato niente. Di questi tempi è una notizia.

 

Empoli (4-3-1-2): Vicario 6,5; Stojanovic 6 Ismajli 5, Luperto 5,5 Marchizza 5,5; Haas 5 (56’ Bandinelli 5,5), Ricci 5,5, Henderson 5,5 (56’ Zurkowski 6); Bajrami 5 (78’ La Mantia n.g.); Mancuso 5,5 (68’ Di Francesco 5,5), Cutrone 6 (68’ Pinamonti 6). All. Andreazzoli 5,5.

Sampdoria (4-4-2): Audero 6; Bereszynski 7, Yoshida 6,5, Colley 7 (83’ Chabot n.g.), Augello 6,5; Candreva 8, Thorsby 6,5 (63’ Askildsen 6), Silva 6,5 (68’ Ekdal 6), Damsgaard 6 (68’ De Paoli 6);  Caputo 7,5 (83’ Torregrossa n.g.), Quagliarella 6,5. All. D’Aversa 7.

Arbitro: Mariani 7 (Prenna/Pagnotta – Maggioni – Mazzoleni – Paganessi).

Ammoniti: Zurkowski 59’, Askildsen 73’, Torregrossa 88’, Luperto 94’.

 

Calci d’angolo 8-9

Recupero: 0’ e 4’.

Giornata nuvolosa, campo allentato, pioggia forte a tratti.

 

Giuseppe Viscardi

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