Dal torpore alla rivoluzione, dalla delusione all’estasi…tutto a due facce il Genoa di Cagliari

A metà della partita di Cagliari bastava leggere i commenti drastici sui social e immaginare i commenti del presidente Preziosi per posizionare mister Ballardini sulla graticola: magari non in odor di esonero immediato ma certamente in forte discussione. In effetti, quel Genoa presto sotto di un gol e incapace di produrre una pur minima reazione, aveva suggerito le valutazioni più nere anche nei tifosi più ottimisti. Il gol subito inizialmente su rigore, frutto di un’azione in campo aperto portata avanti senza disturbo alcuno dagli avanti sardi, aveva fatto venire la mosca al naso a parecchi genoani, ma ancor di più ha indignato la successiva passività, l’apparente rassegnazione di una squadra senza nerbo. Possibile che in mezz’ora – prima dell’intervallo – non si sia costruita una conclusione all’indirizzo della porta più battuta della serie A? Il raddoppio isolano in avvio di ripresa è stato un poderoso schiaffone, sufficiente a scuotere dal torpore mister Ballardini e a spingerlo alla… rivoluzione.

Il passaggio dal 3-5-2 al 4-2-3-1 ha inciso eccome nella riscossa genoana, ma ancor più hanno pesato i tre – poi diventati quattro – cambi nella formazione. La gara di Cagliari, forse ha convinto definitivamente Zio Balla che Pandev e Sturaro, angustiati da problemi fisici derivanti da anzianità di servizio o da infortuni gravi, dovranno essere centellinati e soprattutto impiegati nella ripresa. Non solo, questi primi capitoli di campionato, hanno pure posto seri interrogativi riguardo a Sabelli e Biraschi, lontanissimi da un rendimento accettabile.

Di sicuro con i loro sostituti Vanheudsen, Kallon, Ekuban e Fares si è ascoltata ben altra musica. Le novità nell’undici e nell’assetto hanno pur giovato a Touré, trasformatosi in possente diga e in efficace cacciatore di palloni, a Cambiaso, che spostato a destra ha iniziato a sciorinare deliziosi cross, e a Destro, tornato al gol al primissimo suggerimento indirizzatogli dai compagni. Più di tutti ha stupito l’algerino, acquistato in extremis: formidabili le due testate vincenti che hanno ribaltato il risultato. Poi, se si va ad esaminare l’excursus del giocatore, si scopre che certi exploit in area avversaria sono per lui abituali.

Gli osservatori più superficiali sono portati a fare due più due: a zio Balla basterà riproporre la squadra del secondo tempo, magari con i soli innesti di Caicedo in avanti e Badelj in mezzo, per mietere gioie e punti. Non è così, purtroppo, che gira il calcio: in primis perché non sempre l’avversario di turno sarà morbido quanto il Cagliari, consegnatosi letteralmente al Grifone e imbarazzante in difesa. In secondo luogo, perché ogni match ha caratteristiche e contesti differenti.

Prima di trinciare un giudizio definitivo, aspettiamo dunque qualche altro segnale da Hernani (sinora un oggetto misterioso) e Vasquez (presto sarà pronto per il debutto in Italia), ma già adesso siamo approdati alla conclusione più importante: i rossoblù, finalmente, potranno mantenersi stabilmente ben oltre il livello di guardia, lasciando a parecchie altre compagini l’ingrato compito di battagliare per il quart’ultimo posto.

                      PIERLUIGI GAMBINO

 

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