Samp leonina, riacciuffa due volte i Campioni d’Italia. Martinez e Augello gol spettacolari

Forse ha ragione D’Aversa quando a fine partita dice che la Samp avrebbe potuto anche vincere, nell’assolato catino del Ferraris i blucerchiati sono sicuramente piaciuti di più sul piano della manovra rispetto ai campioni d’Italia anche se alla fine il pari con reti è il risultato più giusto di una partita davvero bella ed avvincente, con i tifosi blucerchiati, ancora una volta in numero esiguo allo stadio, che lasciano soddisfatti l’impianto. La Samp vira sul 4-4-2 annunciato, con l’esordio di Caputo al fianco di Quagliarella in avanti, non recupera Ekdal rilevato da Silva mentre è regolarmente in campo sulla corsia destra Bereszynski. Inzaghi deve fare a meno di Bastoni, con Dimarco che gioca nella difesa a tre e Lautaro a far coppia con Dzeko dopo il ritorno dal Sudamerica, con Correa in panchina.

L’inizio è favorevole ad una Samp propositiva e che pressa molto alta ed al 4’ Augello pesca Thorsby nel cuore dell’area piccola ma l’incornata del biondo termina alta sulla trasversale avversaria, Candreva appare in grande spolvero ed entra tantissimo nella manovra ma alla prima vera occasione sono gli ospiti a passare: Orsato a centrocampo non fischia un evidente carica di De Vrij su Caputo, nello sviluppo dell’azione Silva cerca di rinviare sulla propria tre quarti con un improbabile colpo di tacco, la sfera al limite dell’area viene contesa in un contrasto che appare veniale tra Colley e Lautaro ma il fischietto di Schio ravvisa l’intervento scorretto del gambiano. La punizione dal limite di Dimarco, al primo gol in nerazzurro, è una sentenza, con un sinistro ciclopico che va a morire nell’angolo alto alla destra di Audero. Come contro il Milan partita in salita per i ragazzi in blucerchiato, Silva è troppo lento e lezioso e si fa rubare troppo spesso la sfera dai pur non particolarmente rapidi avversari di reparto, dove Brozovic e Calhanoglu non eccellono ed il solo Barella conferma di essere un degno campione d’Europa; Candreva prosegue nella sua eccellente prestazione coadiuvato in sovrapposizione da Bere, stessa cosa non si può dire per Damsgaard che non riesce ad incidere quasi mai e a servire le due punte, che appaiono troppo isolate e senza rifornimenti. Ma dopo una bella parata di Audero che si oppone sul primo palo al secco destro di Lautaro, al 33’ arriva il pari: sul corner da destra di Candreva e dopo una ribattuta Colley di testa rimette verso l’area piccola dove c’è una tonnara di maglie blucerchiate e nerazzurre, la palla schizza all’altezza del dischetto dove il sinistro di Yoshida viene sporcato in mischia da Dzeko che prende controtempo Handanovic, con il cuoio che si infila lentamente nell’angolo basso alla sua destra. Giusto pari per una partita in equilibrio, che la Samp ha fin qui ben interpretato contro i campioni d’Italia, al 41’ Di Marco con il suo piedino sinistro pennella un corner sul quale arriva come un tir Skriniar che da pochi metri di testa sfiora il gol dell’ex alzando la mira.

Quando ci si prepara all’intervallo arriva il nuovo vantaggio ospite, Damsgaard si fa rubare ingenuamente palla sulla tre quarti offensiva da Brozovic, con un intervento al limite del fallo, Barella taglia il campo, sfugge al tentativo di placcaggio di Silva ed Augello ed invece di servire Dzeko che si muove sulla destra a dettargli l’imbucata serve dalla parte opposta con il contagiri Martinez, che al volo di sinistro, tutto solo, impallina l’incolpevole Audero.

Una rete che potrebbe pesare enormemente nell’economia del match, subita dopo un tempo in cui la Samp è piaciuta più dei nerazzurri sul piano della manovra ma al rientro in campo la squadra plasmata da D’Aversa mostra una splendida vocazione offensiva ed il pari è confezionato dai due esterni difensivi: è da applausi la veronica con cui Bereszynski manda a vuoto un avversario e preciso il cambio campo per Augello che arriva come un treno dalla parte opposta e conclude la manovra con uno straordinario sinistro al volo che gonfia la rete sotto la Sud, per la quarta rete mancina di giornata.

Sulle ali dell’entusiasmo la Samp si sbilancia troppo e nel giro di tre minuti, tra il 6’ ed il 9’, concede tre opportunità che fanno infuriare D’Aversa: prima Bereszynski nell’unico vero errore della sua splendida partita, fatta di corsa ed anche di tecnica, lascia un’autostrada libera per Perisic che , imbeccato da Brozovic, entra in area da sinistra con un tiro cross sul quale non arriva per un pelo Dzeko per il tap-in vincente, subito dopo Silva salva una rete fatta immolandosi su Lautaro pronto a calciare tutto libero davanti ad Audero e poi Thorsby lascia troppo spazio a Calhanoglu che conferma di non essere in gran giornata ciabattando a lato dal limite con tutta la porta spalancata. Entrano D’Ambrosio e Vidal per Perisic e Brozovic, con Dimarco che scala in avanti, al 13’ è Caputo ad avere la chance buona ma l’attaccante cicca malamente a centro area dopo il gran numero sulla destra di uno scatenato Bereszynski, che in coppia con Candreva regala la superiorità alla Samp sulla fascia destra, con l’ex interista che al minuto 21 impegna Handanovic con un velenoso tiro cross sul primo palo. Mentre Inzaghi sfrutta tutti i suoi cambi prima di metà tempo, D’Aversa si copre immettendo Askildsen per uno spento Quagliarella ed il classe 2001 interpreterà benissimo i minuti concessogli, accoppiando corsa a qualità , rendendo incomprensibile il suo scarso minutaggio della scorsa stagione, inferiore ai cento minuti in tutto l’anno… Correa mette i brividi ad Audero con una conclusione alta in girata dopo la volata del nuovo entrato Dumfries, lo stesso fantasista ex doriano impegna al 28’ il portiere doriano in un grande intervento sotto la traversa, ma il tutto viene vanificato dalla precedente posizione irregolare dell’argentino ed un minuto dopo la Samp va vicinissima alla rete del sorpasso: il tiro di Caputo dal limite viene stoppato, la sfera sfila verso Damsgaard che da sinistra in diagonale supera Handanovic ma è prodigioso il salvataggio quasi sulla linea con il piede di richiamo di D’Ambrosio. Entrano Verre e Murru per il danese ed Augello, Sensi in un contrasto con Yoshida si infortuna, prova a rientrare ma deve arrendersi, lasciando i meneghini in dieci per l’arroventato finale, in cui c’è tempo per una protesta per parte, una degli ospiti per un tocco di mano di Silva nei pressi dei sedici metri che Orsato, dopo verifica, non ritiene di punire e nel recupero Candreva viene strattonato e sbilanciato nell’area avversaria da Dumfries, si lascia cadere ed Orsato decide di non rivedere il tutto, con timida protesta dell’ex interista.

E finisce la partita, con una Samp che esce rinfrancata dalla prova contro i campioni d’Italia, in una partita in cui Candreva ha disputato la sua miglior partita in blucerchiato contro i suoi ex compagni, un gradino sotto la prestazione di Yoshida, samurai dell’area di rigore ed impeccabile in ogni suo intervento, oltre che protagonista della prima rete stagionale dei suoi e di Bereszynski. Da rimarcare anche la prova di Augello, non eccellente in fase difensiva ma autore di una rete che ne ha fatto lievitare la votazione e di Colley che al netto di qualche sbavatura nella prima frazione ha confermato l’ottima intesa con Yoshida. Sufficienti le prove di Thorsby, meno determinante del solito nel gioco aereo e di Silva che, dopo una prima frazione lenta e sottotono, ha saputo prendere le chiavi del centrocampo, salvando anche una rete dopo il 2-2. Discontinuo e poco incisivo Damsgaard, non hanno entusiasmato le due punte, che non sono riuscite mai a rendersi pericolose dalle parti di Skriniar e compagni, Verre è entrato male in partita così come Torregrossa che ha avuto però il merito, nei pochi minuti in campo, di far ammonire due suoi avversari mentre vogliamo ancora sottolineare il buon apporto fornito da Askildsen, un ventenne che potrà essere uno dei cardini della Samp dell’immediato futuro.

L’Inter è apparsa ancora lontana da quella ammirata la scorsa stagione, l’assenza di Lukaku pesa nell’economia del gioco del Biscione anche se Dzeko ha mostrato un’ottima condizione fisico-atletica ad onta della carta d’identità, tra i nerazzurri premiamo le prove di Dimarco, cecchino su punizione e di Barella, uomo ovunque del complesso di Simone Inzaghi.

SAMPDORIA-INTER 2-2

Reti: p.t. 18’ Dimarco 33’ Yoshida 44’ Lautaro s.t.2’ Augello

SAMPDORIA (4-4-2): Audero 6 – Bereszynski 7 Yoshida 7 Colley 6,5 Augello 7 (33’ s.t. Murru 6)- Candreva 7,5 Thorsby 6 Silva 6 (43’ s.t. Torregrossa n.c.) Damsgaard 5,5 (33’ s.t. Verre 5,5) – Caputo 5,5 Quagliarella 5,5 (22’ s.t. Askildsen 6,5) All: D’Aversa 7

INTER (3-5-2): Handanovic 6 – Skriniar 6 De Vrij 6,5 Dimarco 7 (22’ s.t. Dumfries 6) – Darmian 5,5 Barella 7 Brozovic 5,5 (8’ s.t. Vidal 5) Calhanoglu 5 (20’ s.t. Sensi n.c.) – Lautaro 6,5 (17’ s.t. Correa 6) Dzeko 6,5 All: Inzaghi 6

Arbitro: Orsato di Schio 5,5

Note: giornata soleggiata e calda, terreno di gioco in buone condizioni. Caldi d’angolo 4-4 . Ammoniti: Brozovic, Thorsby, Bereszynski, Colley, Silva, Dzeko, Correa, Vidal. Spettatori paganti 7441 incasso 216.409 euro. Recupero: 2 + 6 minuti.

                                                                                                      MARCO FERRERA      

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