Addio a Francesco Morini, stopper con 162 partite con la Samp e 5 scudetti con la Juve

Se ne va un altro dei ragazzi di quella Sampdoria, Francesco Morini, pisano di Metato, frazione di San Giuliano Terme, toscano di poche parole ma di grande concretezza e serietà, una delle colonne di quella squadra che vidi per la prima volta dal vivo il 3 Aprile 1966, in una domenica di sole in cui dopo aver sceso la lunga scalinata Montaldo, la “nostra” Potemkin, che non terminava mai, papà si fermò a prendere il biglietto nei botteghini lungo il Bisagno, quando si poteva decidere anche all’ultimo di andare “al campo”. L’ingresso per la prima volta a Marassi fu un’emozione unica, l’elicoidale per entrare nella gradinata, enorme… E poi  i colori delle bandiere, il verde brillante del prato , le squadre che entrano in campo, un emozione a colori, per me che fino a quel giorno le partite le avevo viste solo in bianco e nero.

Quella Samp inseguiva la salvezza e di fronte c’erano le maglie biancorosse del Lanerossi Vicenza, con al centro dell’attacco Luis Vinicio, “o’ lione”, un attaccante brasiliano che aveva fatto le fortune di Napoli e Bologna e che spendeva gli ultimi spiccioli di una grande carriera tra i berici, dove era il pericolo numero uno.

Ma quel giorno, in una partita che finì senza reti, il temuto centravanti venne francobollato ed ingabbiato da un giovane difensore: la prima immagine che mi viene in mente di quella mia prima volta allo stadio è proprio quella di quel giovane stopper in maglia blucerchiata, dai capelli biondi che spiccavano tra i ventidue in campo, che non fece veder palla al vecchio bucaniere dei sedici metri.

Quella Samp retrocesse da lì a qualche settimana per il furto sportivo del Flaminio contro la Lazio ma l’anno dopo fu una cavalcata trionfale in serie B, l’undici guidato dal dottor Bernardini, signore d’altri tempi con il suo inconfondibile borsalino, è una filastrocca imparato a memoria…. Battara, Dordoni, Delfino, Tentorio, Morini, Vincenzi, Salvi, Vieri, Cristin, Frustalupi, Francesconi….

Centosessantadue partite con la Samp dopo essersi messo in mostra al Torneo di Viareggio, vinto nel 1963 con i compagni di una vita come Salvi, Frustalupi e Garbarini, in quella finale contro il Bologna vinta 2-1 ed arbitrata dal principe dei fischietti, Concetto Lo Bello e nemmeno un gol, lui che le reti le doveva evitare, francobollando in duelli epici attaccanti epici quali Riva e Boninsegna.

Nel 1969 insieme a Bob Vieri, papà di Christian e funambolica mezzala di quella Samp, fu ceduto alla Juventus e una carriera straordinaria lo portò a vincere cinque scudetti con i bianconeri oltre a diventare una colonna della nazionale.

Addio Morgan, così ti chiamò il grande Vladimiro Caminiti, cantore delle storie bianconere paragonandoti al pirata, per i tifosi blucerchiati di quel tempo più semplicemente “Checco”, ti voglio ricordare così, in quel pomeriggio di sole e di vita su quell’enorme prato verde in cui la palla al “Lione” non la feci vedere proprio mai…

                                         MARCO FERRERA   

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