La Samp col Sassuolo porta a casa il primo punto con lo 0-0

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Fatica a ingranare la Samp di D’Aversa, non aiutata da un calendario poco propizio per i nuovi allenatori, ma gira già a ritmi più che decenti. Così, dopo aver fornito una prestazione dignitosa contro un Milan gagliardo, soffre e concede qualche occasione troppo nitida, ma nel complesso tiene bene col Sassuolo di Dionisi, il tecnico che Ferrero avrebbe voluto in blucerchiato e da cui è stato sedotto e abbandonato.

Buon per lui che è riuscito a trovare un tecnico molto simile, emergente e propositivo. Infatti ambedue le squadre si dispongono col 4-2-3-1, in quello ospite davanti ad Audero i soliti quattro, Bereszynski, Yoshida, Colley, Augello, quindi Ekdal vince il ballottaggio con Adrien Silva per affiancare Thorsby in mediana, mentre dietro Quagliarella vanno Candreva, Verre e Damsgaard.

Tra i neroverdi spicca il giovane Campione D’Europa Raspadori dietro il navigato bomber di provincia Caputo, alle loro ali il lesto Boga e l’ex Djuricic.

Sono proprio quest’ultimi quattro i protagonisti del primo quarto d’ora, tutto di marca emiliana: già al 4′ Djuricic impegna Audero. Un raro errore di Yoshida a metà campo con un appoggio di testa sbagliato innesca il nazionale serbo, che guadagna spazio e tira. Audero, reattivo, si tuffa e neutralizza.

Dopo un lungo fraseggio è invece Raspadori a impensierire l’italo malese con una conclusione dal limite all’11’, mentre al 13’ l’azzurino è bravissimo a lanciare Caputo nell’uno contro uno. Audero esce magistralmente e costringe il centravanti a un allargamento troppo ampio, per cui l’occasione sfuma.

Al 20’ Boga, sino a quel momento un peperino difficilmente contenibile, ci prova col colpo a giro e manda a lato di poco.

Al 25’ improvvisamente i veterani riscuotono la Samp: un cross di Candreva viene addomesticato da Capitan Quagliarella, che appoggia per Verre. La mezz’ala 27nne però piomba al tiro con troppa foga e finisce per sparare un drop.

Ora il Doria prova a spingere invece che limitarsi a contenere, il match si fa più frizzante da trequarti a trequarti, ma nessuna delle contendenti riesci ad avvicinarsi sensibilmente all’area altrui. Si arriva così all’intervallo.

La seconda frazione sembra vedere più pimpante l’undici di D’Aversa, con Damsgaard che suona la carica e cerca subito il gol blitz rubando un pallone succulento e calciando subito dopo, mancando il gol di poco.

Tuttavia al 50’ è Caputo a divorarsi l’occasione migliore del match: Colley sbaglia un appoggio, la punta è sola contro Audero e tenta un difficile pallonetto. Tentativo che si rivela troppo ardito considerando la semplicità della situazione capitategli tra i piedi.

Il Sassuolo riesce però con questa fiammata a sottrare l’iniziativa agli avversari, e riprendono il loro meticoloso assedio. La retroguardia blucerchiata si mostra sufficientemente guardinga, ma alla fine i padroni di casa riescono sempre a creare uno spiraglio col loro elegante palleggio. Così una bella trama Djuricic-Raspadori non trova il lieto fine per gli emiliani solo per un eccesso di generosità della stellina dell’Italia, più incline a passarla che a tirare dalla posizione decisiva; mentre Boga ci prova con insistenza e scocca una bordata su cui però Audero si rivela una volta di più insuperabile.

Alla lunga prima rallenta e poi si spegne la spinta del Sassuolo, alla Samp basta attestarsi sulle sue posizioni per strappare un pareggio prezioso e i rinforzi immessi da una parte e dall’altra non mutano l’inerzia del match.

Per D’Aversa “solo” 3 cambi, con Adrien Silva e De Paoli già al 85’ per Ekdal e Damsgaard, mentre Askildsen per Verre al 66’ aveva fatto virare l’undici su un più cauto 4-4-2.

La sua Samp certamente è stato un po’ fortunata a conquistare il suo primo punto, ma nel complesso non ha demeritato e del resto non è certo una colpa avere un portiere che quando è in giornata è il più piacevole degli ossimori: un muro mobile. Ci vorrà ancora qualche giornata per assimilare gli schemi ma la rosa sembra già sufficientemente avanti su questa strada. Sarebbe un peccato non veniale rivoluzionarla negli ultimi 3 giorni di mercato in nome delle necessità di bilancio. La strada per un’agevole salvezza è chiara ed è stata imboccata, le presunte scorciatoie portano solo da lupi che il primo pelo lo hanno perso da molto, ma che cattivi vizi ne hanno da spargere a iosa.

Federico Burlando

 

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